11) DISOCCUPAZIONE ZERO

Anche i nuovi dati sulla disoccupazione in Italia sono decisamente peggiori della più nera delle previsioni. Secondo la stima preliminare dell’Istat nel mese di aprile il tasso di disoccupazione è salito al 10,2% contro il 9,8% del mese precedente. Particolarmente pesante il dato sui giovani, con quasi un terzo in cerca di lavoro, in una media nazionale che nelle aree depresse si traduce in punte superiori al 50% di disoccupazione giovanile. Bisogna intervenire con urgenza con un piano straordinario che consenta, anche attraverso la formazione professionale, di dotare la nostra forza lavoro delle competenze necessarie per collocarsi sul mercato. Il turismo, la gestione dei Beni Culturali e la Green Economy sono i settori verso i quali indirizzare maggiormente gli sforzi. Un’ipotesi di lavoro è certamente quella della concessione in comodato d’uso dei tanti beni culturali abbandonati in favore di cooperative di disoccupati che perseguono tra i loro fini la realizzazione di attività museali e la promozione e divulgazione del patrimonio storico-artistico.

La riforma del Lavoro recentemente voluta dal governo non ha dato i risultati che ci si attendevano. E’ necessario rimettere subito le mani su questa riforma, per sbloccare il mercato del lavoro e consentire alle imprese di assumere con più facilità e meno oneri: il tema vero non è la libertà di licenziare, ma la libertà di assumere. Nella discussione deve entrare quella enorme platea di non garantiti – precari, disoccupati, atipici – che oggi sono fuori o ai margini del mercato del lavoro, mentre si continuano a scrivere regole e tutele solo per chi è già garantito e sindacalmente assistito.