23) KM ZERO

Privilegiare il consumo di prodotti locali, a partire dall’agricoltura, riduce i costi e l’inquinamento provocato dai trasporti, sostiene l’economia locale, rispetta le vocazioni e le tradizioni dei luoghi, produce benessere e salute. L’Italia dispone di una straordinaria cultura enogastronomica che poggia sulle produzioni locali e sui differenti sapori che i frutti della terra e della natura, uniti alla sapiente tradizione, sono in grado di produrre. In tutto il mondo si tenta, senza riuscirci, di imitare i nostri marchi DOP, in questo senso ogni area territoriale ha le sue peculiarità e contribuisce alla nostra specifica cifra di eccellenza nel settore agroalimentare. La filiera corta, con la diffusione di vendita diretta dal produttore al consumatore anche attraverso gruppi di acquisto, l’utilizzo e la promozione dei prodotti locali rappresenta una vantaggio in termini di impatto ambientale, grazie alla riduzione dei trasporti e dei relativi costi economici e di emissioni inquinanti, e una promozione per il territorio. In questo modo si rilanciano le economie locali e l’occupazione, nonché le vocazioni e le tradizioni dei luoghi.

Anziché affidarsi al massiccio uso degli Ogm che peraltro potrebbe in alcuni casi determinare danni alla salute, bisogna tornare a investire sulle produzioni locali e sui prodotti di stagione. La coltivazione della terra, la pastorizia e l’allevamento sono il frutto secolare dell’amore per il territorio e del rispetto per i cicli della natura e volerli stravolgere in nome della frenetica volontà di disporre sempre e comunque di ogni prodotto, determina un generale impoverimento della qualità e delle specificità che fanno grande e inimitabile il nostro patrimonio agricolo e zootecnico.