di Luigi Rispoli *

C’è un argomento chiave nella politica dello sviluppo locale che necessita di strumenti, di partecipazione e conoscenza profonda delle problematiche territoriali: la valorizzazione del centro storico.

Oggi più che mai, una grande ricchezza, il luogo della cultura, un giacimento sociale ed economico, una grande chance per Napoli nella competizione globale in quanto elemento identitario e di qualità del nostro sistema.

Come sappiamo il nostro centro storico sia in termini di superficie territoriale, quantità e qualità di patrimonio storico-ambientale e immateriale (cultura, tradizioni locali, storia) rappresenta una straordinaria risorsa non solo per la città ma per l’intero sistema Italia.
Il centro storico, quindi, come una risorsa da riscoprire perché la sua ricchezza di storia e di tradizioni, può diventare realmente una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, ma anche una opportunità per costruire il futuro e una prospettava di sviluppo per la nostra città.
Un futuro nel quale la dimensione locale assume sempre più un ruolo da protagonista, che diviene presidio e difensore di quella memoria, di quella identità, di quelle radici che rappresentano le uniche certezze nel disorientamento generale dello scenario globale.
Ovviamente, riscoprire il centro storico significa non solo recuperarlo nel senso della “conservazione“, ma anche “valorizzarlo” nella consapevolezza che la riqualificazione fisica deve essere affiancata da azioni rivolte alla promozione delle attività produttive, culturali, turistiche, commerciali e al coinvolgimento della popolazione residente.
Il Grande Programma per il Centro Storico di Napoli Patrimonio UNESCO della Regione Campania, recentemente approvato dalla Comunità Europea, vede nella riqualificazione dell’area una priorità importante, non solo per valorizzare il patrimonio storico ed architettonico ma per sviluppare un prezioso indotto economico, sociale e culturale.

Tale valorizzazione vuole puntare su modelli validi di intervento rispetto al passato, e per questo ha introdotto un cambiamento di metodo dove si evita di finanziare singoli edifici, ma si punta a realizzare restauri di edifici pubblici e riqualificazioni di importanti porzioni del centro storico.
Una scommessa sulla qualità che per Napoli rappresenta una occasione straordinaria con risvolti sociali ed economici che possono contribuire a sostenere e rilanciare la nostra comunità.
La proposta firmata dall’Assessore all’Urbanistica della Regione Campania, Marcello Taglialatela, si pone l’obiettivo di creare un circolo virtuoso che dovrà generare meccanismi moltiplicatori delle risorse investite che ammontano a cento milioni di €uro, e che oltre al patrimonio culturale in senso stretto, rilancino l’economia di una collettività che si fa carico di progetti che riagganciandosi al passato, siano fortemente ancorati al presente e proiettati verso il futuro.
Una scelta di sviluppo che vuole rispettare le “vocazioni del territorio“ e che è strettamente interconnessa con le specificità del territorio e con il contesto in cui esso è immerso.
Oggi, ad un passo dall’apertura dei cantieri, non posso non esprimere soddisfazione per questa importante iniziativa che mi vede particolarmente coinvolto, sia perché le mie radici affondano qui al Centro Storico e sia perché quella della rigenerazione dello stesso, è una battaglia che porto avanti da tempo nella mia attività politica.
Ho sempre pensato, infatti, che Napoli necessita di una politica concreta fatta di scelte di sviluppo strettamente interconnesse con le specificità dei suoi quartieri e con il contesto in cui le piccole realtà sono immerse.
Insieme al rilancio della residenza e dell’accessibilità centrale deve accompagnarsi una politica di qualità del centro: dal decoro urbano alla pulizia delle nostra strade, dei muri, delle piazze, delle scalinate. Napoli è una vera città turistica. Bisogna solo prendere atto di questo e cercare di capire che è indispensabile sfruttare al meglio il centro storico, trasformandolo in una risorsa per creare un costante flusso di visitatori (italiani e stranieri) all’interno della città. Per raggiungere questo obiettivo, prima che sia certificata la morte clinica della città per dissanguamento, occorre agire in fretta e il Grande Programma per il Centro Storico di Napoli Patrimonio UNESCO della Regione Campania può aiutare la predisposizione della città ad una migliore accoglienza.

E’ essenziale, quindi, partire dalla valorizzazione dell’identità della città accompagnarla con una produzione culturale di spessore e con una proposta per il riutilizzo e la conversione dei tanti spazi vuoti; attraverso la consapevolezza che occorre fare sistema tra gli operatori commerciali e artigianali per offrire una accoglienza e servizi qualificati.

In questo modo anche gli operatori economici saranno stimolati a promuovere e a investire. Così facendo i negozi del centro storico potranno pensare di realizzare un enorme circuito per una fidelity card del centro storico; potranno immaginare servizi di assistenza al cliente, per un commercio di tradizione ma che guarda al consumatore con modernità. Si potrà, infine, definire un nuovo rapporto con i residenti, che riteniamo fondamentale ed imprescindibile per il raggiungimento di ogni obiettivo, responsabilizzando tutti gli abitanti della città, senza il cui contributo per un risveglio delle coscienze civiche pensiamo non si vada lontano.

  

*Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli