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Non smetterò mai di sognare un mondo migliore. Luigi Rispoli

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Categoria: Argomenti vari

“La vertenza Edenlandia è la cartina di tornasole del fallimento evidente della Giunta de Magistris. Mercoledì, come abbiamo sempre fatto in questi luoghi anni di bugie rinvii e promesse non mantenute da parte dell’Amministrazione cittadina, saremo in piazza al fianco dei lavoratori di Edenlandia e delle loro famiglie, che ormai da tre anni patiscono per la chiusura del Parco dei divertimenti di Fuorigrotta la perdita del posto di lavoro”.
Queste le dichiarazioni di Luigi Rispoli, già presidente del Consiglio Provinciale di Napoli e Luigi Mercogliano, già candidato sindaco della città nel giugno del 2016, entrambi esponenti di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, che annunciano la partecipazione del partito di Giorgia Meloni al presidio di protesta organizzato dai lavoratori e dai sindacati di settore per dire basta ad anni di fallite trattative ed aste andate deserte per la riqualificazione del Parco dei divertimenti di Fuorigrotta ed il pieno rilancio di tutte le attività.
“È disarmante – proseguono gli esponenti di Fdi-An – come in questi anni la Giunta de Magistris abbia gestito in modo totalmente inadeguato e superficiale la vicenda del fallimento della Parks&Leisure, la società che sovrintendeva alle attività di Edenlandia e dello Zoo di Napoli. Molte imprese serie sono scappate a gambe levate, lasciando così che l’asta pubblica messa al bando dal Tribunale fallimentare di Napoli andasse deserta, proprio per la farsesca gestione politica dell’intera vicenda. Oggi – si legge ancora nella nota – ci si rimbalza le responsabilità della mancata riapertura e della mancata ricollocazione in servizio di tutti i 53 lavoratori del parco tra la New Edenlandia, società che si è poi aggiudicata il bene promettendo investimenti mai fatti e riaperture mai avvenute, e il Comune che non interviene duramente per revocare il bene alla società e riaprire finalmente il Parco rilanciandone l’attività. Con la nostra adesione alla manifestazione dei lavoratori – conclude la nota diramata da Rispoli e Mercogliano – intendiamo portare ai lavoratori la nostra solidarietà ed annunciare la mobilitazione del partito a tutti i livelli affinché presto la vertenza possa trovare una soluzione certa, restituendo il lavoro ai lavoratori e finalmente il Parco di Edenlandia alle famiglie napoletane”.

“Ancora una occupazione abusiva di una proprietà comunale: Questa volta l’occupazione ha riguardato uno spazio di proprietà comunale sito in Vico Sottomonte ai Ventaglieri, angolo Vico Lepre. Una vecchia Chiesa già utilizzata come Ufficio Informagiovani di cui, sfondando la porta, un sedicente “Comitato salviamo il Pellegrini” ha preso possesso per insediare l’ennesimo Centro Sociale”.

Questo il senso di una nota di Luigi Rispoli, già presidente del Consiglio Provinciale di Napoli nonché Presidente dei “Volontari per Napoli”, organizzazione che la settimana scorsa unitamente ai “Volontari per l’Italia” ha presentato alla Procura presso la Corte dei Conti un esposto proprio sulle occupazioni dei Centri Sociali a Napoli.

“La cosa incredibile – ha proseguito Rispoli – è che il Comune pochissimi giorni fa con deliberazione di G.C. n. 221 del 02/05/2017 aveva perfezionato l’assegnazione del bene ad un gruppo di associazioni che hanno partecipato ad un avviso pubblico per realizzare un progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri denominato ‘Fork people to change’.

Le associazioni Sagapò, M.U.N.I. Onlus, Informatici senza Frontiere Onlus, PerMicrolab Onlus e le società loro partner The Hub Roma s.r.l., Make a cube s.r.l. e Meridonare s.r.l. - spiega l’esponente di VpN - hanno avuto la beffa di vedersi scippato quello spazio necessario per poter realizzare il loro progetto nonostante si fossero impegnate ad investire 25.000,00 €uro per ristrutturare quei locali e che, dopo i primi due anni, avrebbero pagato un canone di locazione di € 1.245,00 al mese. Un danno notevole – si legge ancora – anche per le casse del Comune che avrebbe presupposto tutt’altro tipo di reazione da parte del Sindaco De Magistris che, invece, non solo non ha avviato o forse non ha bloccato, le procedure per sgomberare lo spazio ma addirittura, come lui stesso ha reso noto a margine di una cerimonia all’Ordine dei Medici, ha accolto gli occupanti a Palazzo San Giacomo in pompa magna sostenendoli politicamente. Qui ormai non c’è più solo un problema di danno erariale a danno del Comune e, quindi, dei napoletani. Ci troviamo – aggiunge Rispoli - purtroppo di fronte ad un preoccupante fenomeno che minaccia seriamente, come abbiamo già avuto modo di verificare, l’ordine pubblico in città. Il Sindaco favorendo e promuovendo le occupazioni sta determinando una gravissima emergenza democratica in città concedendo spazi pubblici, in barba alle leggi ed ai regolamenti, a soggetti anacronistici e molto violenti. Dei veri e propri incubatori di violenza che non risparmiano nessuno che non sia schierato con il Sindaco. Imbracciano mazze, danno fuoco alle auto, picchiano i poliziotti nascondendo il volto dietro il passamontagna. Chiederemo al Questore – ha quindi concluso Luigi Rispoli – di intervenire e controllare questi ‘centri sociali’ pericolosi sparsi in tutta Napoli che negli ultimi anni si sono resi protagonisti di inaudite violenze”.

Uno studente delle medie è stato ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale Loreto Mare, per le ferite riportate dopo una lite con un altro minorenne nell’Istituto comprensivo Teresa Confalonieri, in vico San Severino, nel centro storico di Napoli. Il giovane è stato sottoposto ad intervento chirurgico ed è ora fuori pericolo. Questo non è il primo episodio né sarà l’ultimo di questo tenore che accade a Napoli, ma anche nel resto del paese, e ciononostante si dibatte tanto e giustamente della crisi economica senza renderci conto che c’è un altro abisso nel quale ormai siamo precipitati.

Esso riguarda i valori fondamentali dell’uomo, che sembrano essersi dissolti nel nulla, nell’assoluta indifferenza e rassegnazione dei più.

Il dilagare di episodi raccapriccianti, come quello di ieri della lite dei due minorenni a scuola, il continuo racconto che ci perviene dalla cronaca di episodi contrari alla morale e alla natura stessa dell’uomo ci lasciano ormai indifferenti.
Ormai quei valori trasmessi nell’ambito familiare che ci rendevano capaci di avere comportamenti coerenti con il convivere civile, privilegiando etica, rispetto, educazione e buon senso sembrano non esserci più.
Viviamo un’epoca nella quale reati infamanti vengono commessi sia sulla strada, che entro le mura domestiche, fino ad arrivare a quelli bestiali legati alla pedofilia.
E cosa dire del continuo attacco alla famiglia che si concretizza legalizzando matrimoni innaturali tra individui dello stesso sesso che pretendono persino il diritto di crescere dei bambini.
Anche la religione che, con i suoi codici morali, ha sempre promulgato i valori della persona, sembra, soprattutto in quest’ultimo pontificato, aver perso il suo ruolo ed indebolito il suo potere.
Non c’è dubbio che, senza accorgercene, la società ha subito un processo di degenerazione che ci sta portando dritti in fondo al baratro.

Individuarne l’origine è impresa ardua ma sicuramente una accelerazione si è avuta dal ’68 in poi quando il movimento che lo diede origine avviò una vera e propria rivoluzione sociale dei costumi che si concretizzò nel totale rifiuto delle regole, di qualsiasi natura, da quelle sociali a quelle della famiglia.
La famiglia patriarcale fu superata e l’autorità genitoriale subì feroci attacchi senza essere più accettata dai giovani, così come l’autorità scolastica o quella imposta dalla società.
Per i sessantottini l’uomo doveva liberarsi da qualsiasi regola in nome del “tutto consentito”.
L’imperativo era quello di combattere ogni imposizione e sovvertire quei principi fino ad allora ritenuti indiscutibili.
Questa voglia di “libertà” dagli schemi tradizionali, con le contestazioni che seguivano, ha operato un cambiamento radicale nei giovani e noi, oggi, viviamo nel disordine che ne è derivato.
Dopo tanti anni in cui i principi sostenuto dal ’68 hanno regnato imperanti viviamo meglio?
Lo spettacolo avvilente della nostra società ci dice esattamente il contrario: sono aumentate le depressioni, le nevrosi, i suicidi e i crimini.
Quel movimento rivoluzionario ha cambiato la nostra mentalità e il nostro modo di vivere, sottraendoci quei valori, che erano i nostri necessari punti di riferimento e lasciandoci solo insicurezze, insoddisfazioni ed infelicità, capaci di renderci sempre più fragili e di portarci facilmente allo sbando.
Oggi la sfida è ricostruire una società che possa riappropriarsi proprio di quei valori morali che i rivoluzionari dell’epoca combatterono, valori spirituali ed ideologici che hanno il compito di ristabilire un ordine morale, oltre a quelle garanzie, che sono alla base della vita di ognuno di noi e che creano una corretta convivenza con gli altri.
Forse un’azione sinergica tra una Chiesa restituita alla sua funzione dogmatica di difesa dei suoi valori, con il Suo messaggio cristiano e lo Stato, con una legislazione più attenta, può tracciare una nuova strada verso un futuro dove riscoprire il rispetto e l’amore nei confronti degli altri.

Luigi Rispoli

Pubblicato dal quotidiano ROMA il 08/10/2016

(OMNINAPOLI) Napoli, 15 DIC – “Sono estremamente contento che il frutto del nostro lavoro abbia riportato agli antichi fasti il Salone delle Colonne della Real Casa Santa dell’Annunziata”. Così in una nota Luigi Rispoli, presidente cittadino di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. “Fu proprio un mio emendamento all’applicazione dell’avanzo di amministrazione del 2009 che appostò un trasferimento di 400.000 euro con destinazione vincolata proprio al restauro del Salone delle Colonne dove si svolgeva la festa del fazzoletto, cerimonia con cui le giovani esposte trovavano marito – ha continuato l’ex Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli - . L’intervento fu inserito nel più ampio progetto, approvato dal Consiglio provinciale di Napoli dell’epoca, “La Provincia investe in Provincia”, che mirava a recuperare pezzi importanti della storia della città. Ricordo ancora la firma del protocollo a Palazzo San Giacomo con l’allora Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e l’allora Presidente della Provincia Luigi Cesaro ed oggi la notizia della riapertura mi procura enorme soddisfazione”, ha concluso l’esponente del partito guidato da Giorgia Meloni.

“Esprimo tutta la solidarietà umana e politica mia ed a nome dell’intera comunità napoletana di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale all’amico Enzo Moretto, Capogruppo di Fdi-An nel Consiglio Comunale di Napoli e nel Consiglio Metropolitano per l’episodio gravissimo della lettera minatoria e dei proiettili ricevuti. La matrice dell’intimidazione di cui Enzo è stato vittima assume contorni inquietanti se la rapportiamo al coraggioso impegno oplitico del consigliere in quartieri difficili dove più volte è stato protagonista di denunci sul malaffare”.

Così, Luigi Rispoli, Presidente cittadino di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale in riferimento alla minatoria ricevuta dall’esponente del partito di Giorgia Meloni..

“Che nella nostra città sia frequente che si tenti di condizionare l’attività politica con geti vigliacchi come questo è testimoniato anche da altri episodi che, in questo caso, non fanno che confermare la bontà delle battagli che Moretto porta avanti e ci segnalano che sarebbe gravissimo abbassare la guardia in città.

Personalmente e politicamente la comunità di Napoli di Fdi-An si stringe intorno ad Enzo Moretto continuando ad essere al suo fianco nella battaglia per la legalità e contro chi cerca con la paura e l’intimidazione di fare i propri affari sporchi sul nostro territorio, così come spero che tutto il mondo politico, il mondo della associazioni e i cittadini onesti facciano sentire forte e chiara la loro voce”.

Cari amici, care amiche,

dopo attenta riflessione ho deciso di candidarmi al fianco di Giorgia Meloni, nella lista Fratelli d’Italia– Alleanza Nazionale, per le prossime elezioni al parlamento europeo.

Tanti i motivi che mihanno spinto a scendere in campo in prima persona nonostante che questapossibilità non era assolutamente nei miei programmi, ma i tanti sinceri invitied accorati appelli che mi sono giunti da molti di voi, alla fine mi hanno convinto.

Il prossimo 25 maggio, icittadini dei 28 Paesi dell’Unione europea saranno chiamati a eleggere irappresentanti del nuovo Parlamento in un contesto di particolare crisieconomica ed anche per questo molti osservatori temono un nuovo record diastensione.

In particolare l’UnioneEuropea viene percepita come un apparato tecnoburocratico lontano dalleesigenze reali della gente e un ostacolo alla ripresa economica di quei paesi,come l’Italia, che hanno una economia più debole.

Tutto ciò in questi anniha determinato una sofferenza notevole delle famiglie che dal 2002 ad oggihanno visto calare il proprio potere d’acquisto del 7%, mentre ladisoccupazione è giunta ormai alla cifra record del 13%, con un 42,3 % didisoccupazione giovanile.

In questo quadro èevidente che il Sud più di ogni altra regione italiana stia pagando il prezzodi questa crisi, dovendo competere con altre regioni in una situazione dideficit infrastrutturale e di mancanza di risorse economiche.

La risposta non possonocontinuare ad essere le politiche di austerity imposte dalla Merkel, l’Italiaha bisogno di flessibilità in campo economico e di poter tornare a programmarei suoi investimenti in un ambito di sovramnità nazionale che questa Europa hamesso in discussione.

Fratelli d’Italia –Alleanza Nazionale, durante il suo congresso fondativo di Fiuggi, ha deliberato,in maniera chiara e decisa, due cose:

1.   NO all’ingresso nel PPE: non si può aderire al partito europeo che difatto è governato dalla Merkel, la stessa leader che sta condannando il nostropopolo ad una condizione di grave disagio;

2.   SI all’uscita dell’Italia dall’€uro: uscire dall’eurozona e tornare ad una monetanazionale renderà i nostri prodotti di nuovo competitivi e rimetterà in moto l’economianazionale.

Oggi vogliamo mobilitaregli elettori puntando al massimo coinvolgimento prima di tutto dei giovani che comeprima generazione della Comunità europea hanno impattato una realtà fatta direcessione e di gravi difficoltà per i popoli che vivono in stati con leeconomie più deboli. Una realtà nella quale si vede chiaramente che chi è piùricco continuerà ad esserlo anche in futuro mentre i paesi che sono indietro sonocondannati, attraverso le sanzioni e le politiche di austerity, ad un futurosenza alcuna certezza se non quella del baratro del caos economico e sociale.

Sono cosciente, quindi,che giochiamo in Europa una partita importante per il nostro futuro e dobbiamoessere consapevoli dell’importanza di questa competizione elettorale che, a pochigiorni dalla chiamata alle urne, mi vedrà impegnato a convincere i cittadinidell’importanza di un voto che tanti, troppi, ritengono inutile.

Ho raccolto, quindi, l’invitodi Giorgia Meloni a candidarmi con la speranza che con il vostro sostegno potròDIFENDERE I NOSTRI COLORI in Europa per il futuro del nostro paese e dei nostrigiovani,

Con l’impegno di sempre

 

Luigi Rispoli

21) IMPUNITA’ ZERO

La ricerca di una “giustizia giusta” appare come una chimera difficilmente raggiungibile nella nostra nazione. Eppure siamo la patria del diritto e i nostri padri latini hanno declinato secoli fa principi semplici quanto fondamentali. Oggi quasi unanime è la richiesta di una giustizia che sappia coniugare le garanzie sul processo con la certezza effettiva che la pena venga effettivamente scontata una volta comminata. Dobbiamo affrontare il tema del sovraffollamento delle carceri senza imboccare la scorciatoia delle facili amnistie, che lasciano il gusto amaro dell’impunità. In Italia si abusa della carcerazione preventiva, non si utilizzano adeguatamente gli strumenti delle pene alternative al carcere, e c’è ancora molto da fare per trasferire i tanti detenuti stranieri nelle carceri dei loro paesi d’origine. Processo equo e in tempi ragionevoli per chi è indagato: passare oltre 10 anni tra tribunali e avvocati per giungere a sentenza è già una condanna. Responsabilità civile per il magistrato che sbaglia. Bisogna affermare con chiarezza il principio che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, compresi i magistrati. E che i magistrati, come ogni altro professionista o pubblico ufficiale, rispondono dei danni che procurano per dolo o colpa grave. Lo ha chiesto il popolo con un referendum, è tempo di applicarlo. La pretesa di essere al di sopra della legge è di un’arroganza inaccettabile: la ‘serenità’ di giudizio che verrebbe turbata dallo spettro della responsabilità civile, non è diversa dalla ‘serenità’ di un medico chiamato a operare in condizioni di urgenza, o di un ingegnere chiamato a fare un consolidamento statico. Al contrario, la responsabilità civile darebbe maggiore autorevolezza ai tanti magistrati che quotidianamente si impegnano contro la criminalità e il malaffare. Si deve inoltre riprendere in considerazione la separazione delle carriere tra Giudice e Pubblico Ministero. I processi non si devono celebrare sulle pagine dei quotidiani o nei salotti televisivi ma nei tribunali, con un giudice realmente terzo rispetto a una difesa e a un’accusa che si confrontano con il solo obiettivo di stabilire la verità dei fatti e di garantire che la legge sia davvero uguale per tutti.











(ANSA) – NAPOLI, 27 SET – Figurano anche Jean Noel Schifano e Imma Cerasuolo tra i vincitori, rispettivamente nelle categorie “Cultura napoletana” e “Sport”, dell’edizione 2012 del Premio Masaniello-Napoletani Protagonisti che si terrà sabato prossimo, 29 settembre, a partire dalle ore 21.00 in Piazza del Carmine. Un Premio organizzato dall’Associazione Informazione Giovani Europa su un’idea del presidente del Consiglio provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, e del professor Umberto Franzese. “I premi – spiega Rispoli – che si assegnano ogni anno tradizionalmente nel mese di settembre nella storica Piazza del Carmine che fu anche teatro delle gesta del pescivendolo che nel 1647 guidò la rivoluzione contro gli spagnoli, segnalano all’attenzione del pubblico quei napoletani che si sono distinti particolarmente nell’ambito della loro attività e che ci fanno sentire orgogliosi di essere napoletani”. “Il Premio Masaniello, quindi – conclude il presidente del Consiglio – è volto alla promozione di una napoletanità positiva, che tesse il senso dei fenomeni e l’evoluzione dei fatti che si legano ad una prospettiva di una crescita culturale e sociale della città di Napoli”. I vincitori di questa settima edizione sono Imma Cerasuolo, “Sport Medaglia d’argento Presidenza della Repubblica”; Annamaria Ackermann, “Spettacolo”; Marisa Del Vecchio, “Imprenditoria”; Maria Rosaria de Divitiis, “Ambiente”; Maria Pia De Vito, “Musica Jazz”; Francesca Fava, “Impegno Civile”; Giuseppina Festino, “Artigianato”; Gerarda Maria Pantalone, “Impegno sociale”; Lara Sansone, “Teatro”; Maria Triassi, “Ambiente e Lavoro”; Marialaura Massa, “Giornalismo”, Enrico Alleva, “Scienze”; Eugenio Bennato, “Musica Etnica”; Vincenzo De Simone, “Poesia napoletana”; Jean Noel Schifano “Cultura Napoletana”.

(ANSA) – NAPOLI, 9 MAR – “La decisione del Consiglio dell’Autorità di deliberare il trasferimento di ulteriore personale da Napoli a Roma è un errore e un ulteriore grave segnale di indebolimento della struttura napoletana”. E’ quanto ha sottolineato il presidente del Consiglio provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, in merito alla sede di Napoli dell’Agcom. “In seguito a questa decisione, infatti, venti impiegati saranno spostati da Napoli a Roma, aumentando quel divario enorme già esistente tra il numero dei lavoratori presenti a Napoli rispetto a quelli presenti nella capitale”, ha aggiunto. “Una decisione quella dell’Autorità – conclude Rispoli – che va contrastata in tutte le sedi e che deve vedere le amministrazioni locali schierarsi al fianco dei lavoratori che chiedono il mantenimento e la funzionalità della struttura nella nostra città”.