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la politica per passione

Non smetterò mai di sognare un mondo migliore. Luigi Rispoli

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Categoria: Spettacoli

In questi ultimi giorni di campagna elettorale mi sembra giusto sottolineare alcuni aspetti che, in particolare per il popolo di Destra e, più in generale, del centrodestra, dovrebbero orientare la scelta verso Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale e verso Marcello Taglialatela quale candidato Sindaco per Napoli.

Intanto partiamo da un dato oggettivo. Taglialatela è l’unico candidato Sindaco di Destra e/o di centrodestra perché altri si dichiarano di sinistra, di centrosinistra o espressione civica come nel caso di Lettieri.
Chi vota Lettieri deve sapere che sta votando per una persona amica di Renzi e di De Luca, espressione di un trasversalismo becero capace di mettere insieme di tutto di più pur di far passare lo “sfizio” di fare il sindaco a Napoli a questo avventuriero.
Chi vota per Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale non solo accetta con noi la sfida che abbiamo lanciato per il governo della città ma sta ponendo anche le basi per la necessaria ricostruzione del centrodestra ormai ineludibile.
Il centrodestra non può essere una sommatoria di partiti e soprattutto non può essere una coalizione la cui differenza è solo nei simboli. La ricomposizione del centrodestra deve ripartire da un lavoro di sintesi e condivisione di un progetto politico per l’Italia e di un modello di governo per le città.
Non ci appassionano i mecenati prestati alla politica siamo per una politica che abbia come obiettivo quello di garantire al nostro popolo quei diritti che consideriamo fondamentali per una società più giusta: SALUTE, LAVORO, CULTURA E AMBIENTE.
Ritengo necessario lavorare affinché il prossimo governo per Napoli costruisca un futuro reale che la politica miope di questi ultimi anni sta negando soprattutto alle giovani generazioni.
Il voto a Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale è quello a una destra moderna capace di cogliere le sfide del tempo che viviamo ma con una attenzione protesa soprattutto a difendere gli interessi di chi è più indietro.
Una destra sociale ancorata alla difesa della famiglia con una serie di valori non negoziabili tra i quali vi è la sovranità e l’interesse nazionale come presupposto per creare condizioni migliori per il popolo italiano.
Non crediamo utile un semplice atteggiamento rivendicazionista o vittimistico per il meridione, quanto l’affermazione di un principio di pari opportunità dove il Sud, e la sua capitale Napoli, possano essere messi in condizione di poter disegnare una propria prospettiva di sviluppo puntando sui fattori del turismo, del commercio e dell’artigianato, messi anche in relazione tra loro, oltre che sull’industria manifatturiera che è l’unica che nel mezzogiorno ha un senso compiuto.
Con la buona agricoltura e con un’industria che rispetti l’uomo e l’ambiente e con una produzione strettamente legata alle risorse del nostro territorio, prima tra tutte quella del mare, potremo rilanciare Napoli e il mezzogiorno.
Il voto a Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale è il sostegno a chi si proclama paladino dello sviluppo della nostra città perché non accada più che i nostri giovani e quelli delle generazioni che verranno siano ancora costrette a fuggire da qui o ad elemosinare una raccomandazione per un posto di lavoro.
Il Trasporto Pubblico Locale, la Sanità, la Formazione Professionale, le Politiche attive per il Lavoro e la spesa dei Fondi Europei sono i settori che abbiamo individuato come quelli sui quali bisogna immediatamente invertire la tendenza a Napoli.
Un grande lavoro di studio del territorio ha visto protagonista la classe dirigente di Fdi-An è stato fatto, ma ora bisogna passare ai fatti partendo dalla rinascita del porto e, più in generale, da tutte quelle attività che sono possibili sfruttando, nel pieno rispetto dell’ambiente, la risorsa mare.
Vogliamo costruire i nostri punti di forza mostrando con orgoglio la storia millenaria della nostra terra e le sue tradizioni secolari, la nostra identità e le nostre peculiarità, i nostri paesaggi e la cultura di Napoli.
La nostra unica colpa è quella di non esserci piegati a scelte di interesse che non dessero garanzie sul futuro della città, siamo colpevoli di voler difendere Napoli, di urlare che prima di tutto e di tutti vengono gli interessi dei napoletani, di lottare per una pura difesa degli interessi del territorio, siamo quei napoletani che non si arrendono e che votano la Destra.
Domenica 5 Giugno, l’unico voto utile sarà quello dato a chi tutto questo incarna ed interpreta:
alla lista Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale e a Marcello Taglialatela candidato Sindaco.

Luigi Rispoli

Quest’anno il Premio Masaniello – Napoletani Protagonisti, riconoscimento che viene conferito a napoletani che si sono distinti in positivo nella loro attività lavorativa e professionale, ha tagliato il traguardo delle dieci edizioni.

Per la Festa del Decennale  l’A.I.G.E. (Associazione Informazione Giovani Europa), promotrice dell’evento, ha allargato lo sguardo ai napoletani distintisi nel mondo. Un solo tema per mettere in evidenza capacità, abilità, creatività e competenze dei napoletani che fanno internazionale la nostra città e la fanno apprezzare in tutto il mondo.

La cerimonia di consegna si è svolta domenica 27 settembre nella splendida cornice del glorioso Teatro Sannazzaro di Napoli, accolta della splendida padrona di casa Lara Sansone. Durante la serata molte arti hanno allietato la Premiazione: canto, ballo, comicità, recitazione, pittura e scultura.

La serata di gala è stata presentata, come da tradizione, da Lorenza Licenziati (quest’anno affiancata dalla verve di Sasà Trapanese) ed alla stessa hanno partecipato artisti come il trio di cantanti lirici Gennaro Pedagno, Francesca Bellofatto e Maurizio Esposito, accompagnati al piano dal Maestro Angelo Mosca; Irene Scarpato e lo storico componente della Nuova Compagnia di Canto Popolare Gianni Lamagna; la ballerina di flamengo Dominga Andrias con Cecilia Fernandez e Ernesto Bravo Perez, il cantautore Maldestro e la paranza di Romeo Barbaro.

Il Maestro Domenico Sepe, scultore ed autore della prestigiosa opera raffigurante il pescatore di Amalfi, si è esibito, direttamente dal palco, per realizzare in diretta, da un blocco di argilla, una stupenda raffigurazione di Pulcinella.

Le motivazioni delle singole premiazioni sono state lette da Federica Flocco e Umberto Zito. Un ringraziamento è andato algli allievi dell’Istituto Isabella d’Este- Caracciolo che hanno garantito l’accoglienza degli ospiti.

Contemporaneamente allo spettacolo si è svolta una estemporanea di pittura che ha visto protagonisti Nadia Basso, Mahvash Forooghl, Trisha Palma e Federica Rispoli.

La Direzione artistica è stata di Umberto Franzese, l’organizzazione di Laura Bufano, la progettazione grafica Gianna Caiazzo, le Pubbliche relazioni diFranco Albanese ed Servizi fotografici Gianni Ugliano.

Durante la serata c’è stata l’esibizione dei Premi Masaniello Nino Buonocore, Peppe Iodice, Angela Luce e Antonello Rondi, oltre alla gradita partecipazione di Monica Sarnelli.

Come da tradizione sono intervenuti a sostegno della manifestazione personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura al fine di testimoniare esperienze personali positive e vincenti.

Il Presidente dell’AIGE, Luigi Rispoli, ha dichiarato: “Il Premio Masaniello – Napoletani Protagonisti vuole rappresentare ancora una volta un momento di celebrazione collettiva della napoletanità più positiva che è rappresentata dalle grandi personalità che premiamo. Esiste una Napoli positiva che si fa valere nel mondo e che ci rende orgogliosi di essere figli di questa città che troppo spesso viene dimenticata per lasciare posto a chi è impegnato a riempire le pagine di cronaca. Individuare ed indicare uomini e donne Napoletani che ce l’hanno fatta è lo scopo di questa manifestazione che vuole dare lustro ad esempi positivi di nostri concittadini”.

 

Elenco dei premiati:

NINO BUONOCORE

Musica d’Autore

ENZO COCCIA

Per la Pizza

MAURIZIO FIUME E GIUSEPPE CRISPELLO

Per la regia del docufilm “Una bella giornata”

PEPPE IODICE

Per Nuove Comicità

ANGELA LUCE

Premio alla Carriera

GIANNI E PINO MADDALONI

Per lo sport e l’impegno sociale

ROBERTO NAPOLETANO

Per il Giornalismo (Il Sole 24 Ore)

ODETTE NICOLETTE

Costumista

FRANCESCO ORIO

Per la Ricerca Scientifica

GIOVANNI PISANI

Per la pittura

ANTONELLO RONDI

Per la canzona napoletana

LIA RUMMA

Gallerista

FRANCO SALVATORE

Ricercatore Scientifico

RUGGERO M. SAVARESE

Per l’editoria

PAOLO SCUDIERI

Per l’Imprenditoria

SABATINO SIRICA

Pasticciere

FRANCESCA GIGLIO

Console Onorario delle Filippine

(ANSA) - NAPOLI, 8 LUG – “Si ha sempre la sensazione che nel Comune di NAPOLI ciò che fa la mano destra non lo sappia la mano sinistra”. Cosi’ il Presidente di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale della città metropolitana di NAPOLI, Luigi Rispoli, commentando ”l’acquisto da parte del Comune di NAPOLI delle attrezzature necessarie per realizzare una area destinata a farmer’s market e a fiere artigianali di qualità in Piazza Mercato (determina dirigenziale n. 52 del 22/06/2015)”. “Noi di Fdi-An – ha continuato – non siamo contrari alla destinazione di Piazza Mercato quale sede di attività mercatali. Anzi, da sempre ci battiamo affinché la piazza possa recuperare la sua vocazione storica di area destinata al commercio ed una integrazione dell’offerta commerciale con un farmer’s market e con fiere artigianali di qualita’ puo’ solo portare benefici ai commercianti che ancora resistono ed all’intera zona. Cio’ che noi contestiamo e’ che l’acquisto di queste attrezzature, tra cui 38 chioschi/box in legno, si perfeziona quando il Comune non ha ancora bandito la gara per i lavori di riqualificazione della piazza finanziati nell’ambito del Grande Progetto UNESCO. L’intervento di riqualificazione urbana per Piazza Mercato, ma anche per la contigua Piazza del Carmine, e’ finalizzato a dare una risposta all’emergenza territoriale di un’area ricca di testimonianze storiche e dalle grandi potenzialità. Le opere sono gia’ finanziate ma il Comune per i ritardi accumulati rischia di perdere i finanziamenti europei che con l’assessore regionale dell’epoca, Taglialatela, riuscimmo a orientare verso quest’area”. Sarebbe stato, quindi, piu’ opportuno e logico che il Comune avesse avviato prima le procedure per la riqualificazione della piazza e poi acquistato le attrezzature che, nel frattempo, dovra’ decidere anche come utilizzare. Non vorremmo – ha concluso Rispoli – che questo modo di procedere sia gia’ il segnale di resa dell’amministrazione comunale per la incapacità a spendere i fondi del Grande Progetto per il Centro Storico, sarebbe un delitto contro la città”.

In questi ultimi anni sembrava che avessimo perso la nostra bussola. Siamo stati oggetto di una serie di tradimenti che avevano di fatto cancellato la Destra dalla politica italiana, ma che oggi, grazie a Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, ritrova una casa. Il prossimo appuntamento elettorale delle elezioni europee riveste una notevole importanza tenuto conto che la grave crisi economica, che ha colpito anche il nostro paese, è frutto di una politica dell’UE che punta a privilegiare le economie più forti a discapito di quelle più deboli. Le politiche promosse in questi anni hanno messo in evidenza i limiti di questo sistema e per questo oggi dobbiamo spezzare le catene imposte dalla Merkel e dalla troika convinti che un’altra Europa è possibile se si realizza un cambiamento radicale della base su cui l’Unione europea è stata costruita. La sovranità nazionale, il diritto dei popoli allo sviluppo economico e sociale sono minacciati dalle regole imposte dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale che impongono agli stati debitori politiche di austerity, incoraggiando le disuguaglianze dietro il falso paravento della stabilità dell’Euro. Ma l’appuntamento elettorale sarà anche un momento di verifica per meglio comprendere se gli italiani vogliono premiare l’ambizione di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di rappresentare la Destra in Italia. Ma cos’è la destra e a quali valori fa riferimento? I valori della “cultura di Destra” sono facilmente rintracciabili, in prima istanza, nei sentimenti di amor comune e di identificazione nella Nazione e nella Patria, dando a questi termini il senso del bene comune. Non c’è un vero Popolo che non abbia una sua Patria, ma non può esistere una Patria se non c’è un Popolo che in essa crede. Per questo chi si ritiene “di Destra” sente propri i valori legati alla tradizione, alla famiglia, al lavoro ed allo spirito, con un forte radicamento identitario. Essere di Destra significa condividere la gloriosa e millenaria storia italiana, significa non essere asserviti ad una dottrina comunitaria e totalitaria, significa poter e saper ragionare con la propria testa ed in ragione del proprio essere italiani. Essere di Destra per me significa essere orgogliosi di essere Italiani! Ma questo orgoglio si dovrà tramutare nel Parlamento Europeo in una attività tesa soprattutto a difendere gli interessi nazionali e la sovranità del nostro paese prima che sia troppo tardi. Se ciascuno di quelli che verranno eletti farà per intero il proprio dovere, se ciascuno si assumerà le proprie responsabilità senza demandarle ad altri, interpretando per intero il proprio ruolo fino in fondo, si potrà una buona volta innestare una inversione di marcia. L’Italia non più china su se stessa, rassegnata, presuntuosamente ora superiore, pretestuosamente ora inferiore cos’ come ci hanno abituato i governi di Monti, Letta e Renzi, deve reagire, anche a piccoli passi, deve scuotersi. Perciò, Popoli Europei gli uni per gli altri per ritrovarsi uniti. Popoli non più da una parte per una parte: socialisti o popolari, conservatori o progressisti, bianchi o rossi. Popoli Europei per un domani a misura di un avvenire produttivo per tutti. Così, ciascuno a riempire il vuoto o i vuoti col suo fervore col suo furore, col suo coraggio e la sua identità per combattere le diseguaglianze dell’attuale UE. Per deporre semi di speranza. Per proiettarci verso il concreto superando l’astratto orizzonte per costruire l’Europa delle Patrie. La storia millenaria dell’occidente, che è storia ricca e inquieta, la nostra cultura che di fa essere al centro del mondo, le nostre radici cristiane, tutto ciò rappresenta la nostra forza il nostro futuro. Vivere è osare. Osiamo insieme! Difendiamo i nostri colori!

Luigi Rispoli

Candidato nella Circoscrizione Sud alle elezioni europee

(ANSA) – NAPOLI, 24 MAR – ”Le mie più vive felicitazioni a Peppe Barra a cui auguro anche, a nome del consiglio Provinciale, ancora tanti successi e soddisfazioni nel nome di Napoli e della sua tradizione”. Così luigi Rispoli, presidente del consiglio provinciale, che stamattina ha partecipato alla consegna al maestro Barra, presso la Chiesa dei Santi Marcellino e Festo, del Master Universitario honoris causa in Letteratura, Scrittura e Critica teatrale dell’Università Federico II. ”Il maestro Barra – ha aggiunto Rispoli – con il suo lavoro ha contribuito in questi anni a rendere Napoli ancora più protagonista nel mondo, rappresentando al meglio la nostra cultura identitaria e popolare ricordandoci sempre che questa città può vivere solo se la cultura resterà un obiettivo per tutti. Napoli ha bisogno della cultura per vivere”.

(ANSA) – NAPOLI, 23 GEN – “De Magistris con il suo atteggiamento irresponsabile non solo ha provocato il commissariamento del Teatro San Carlo ma sta mettendo a rischio il futuro dei lavoratori che lui diceva, a chiacchiere, di voler difendere”. Lo ha detto Luigi Rispoli, portavoce regionale di Fratelli d’Italia dopo l’annuncio della nomina di Michele Lignola a commissario ad acta del Teatro San Carlo, decisa dal Ministero per i Beni culturali. “Invece di lavorare con le altre istituzioni per salvare il Teatro – continua Rispoli- il Sindaco ha svolto una funzione di sola rottura determinando le condizioni per il commissariamento. Ci auguriamo che adesso – conclude Rispoli – il commissario Lignola mantenga gli impegni e lavori per tenere alta la tradizione del Teatro San Carlo garantire la qualità artistica insieme a tutte le maestranze, difendendo i livelli occupazionali e retributivi”.

Teatri: San Carlo; Rispoli, vittoria de Magistris è effimera Unico risultato ottenuto è spaccatura Cda,non indicata soluzione
(ANSA) – NAPOLI, 10 GEN – “Quella che de Magistris va sbandierando circa la mancata adesione del San Carlo alla legge ‘Valore Cultura’ è una vittoria effimera. L’unico risultato che il sindaco è riuscito ad ottenere è stato la spaccatura del Cda, ovvero la divisione delle Istituzioni su una questione così importante”. Così il presidente del Consiglio Provinciale di Napoli, LuigiRispoli. “Il sindaco, nel dire no al piano – ha conclusoRispoli – ha dimenticato una cosa fondamentale: non ha indicato una soluzione alternativa. Senza la quale è a rischio il futuro del teatro e, purtroppo, anche quello dei lavoratori”.

 

RISPOLI (FDI) SUL SAN CARLO DE MAGISTRIS INADEGUATO

(ANSA)”Le iniziative del Sindaco De Magistris sulla vertenza San Carlo dimostrano tutta la sua incapacità ed inadeguatezza e stanno mettendo a rischio il futuro del teatro e di quei lavoratori che a chiacchiere dice di voler salvaguardare”. Lo afferma il presidente del consiglio provinciale di Napoli LuigiRispoli in relazione alle dimissioni di parte del cda del teatro San Carlo. “La delibera di Giunta – prosegueRispoli – è un “pacco nella misura in cui gli immobili da conferire non vengono individuati né ci sono altri elementi che possano garantire le banche per eventuali anticipazioni. Tutto il comportamento di De Magistris è una follia”

L’Italia possiede ricchezze ben più rare e preziose del petrolio, oltretutto inesauribili: la cultura, l’arte e il paesaggio.

Solo considerando i siti Unesco censiti in Italia, emerge che il nostro Paese detiene il più alto numero di siti al mondo, risultando il più visitato. Infatti su 936 siti presenti in 153 paesi, ben 47 sono in Italia. Se consideriamo il patrimonio non censito, opere d’arte, musei, monumenti, luoghi naturali, borghi e patrimonio enogastronomico è facile capire come si sia diffusa l’idea che l’Italia detenga il 70% del patrimonio culturale mondiale. Un’esagerazione fondata su una verità.

A fronte di ciò, queste ricchezze appaiono poco e mal utilizzate.

Per capire l’anomalia della gestione del nostro patrimonio è utile considerare che si pagano quasi 10 euro per accedere alla torre Eiffel, 25 dollari per l’Empire State building, 20 euro per il Big Ben di Londra, 13 per la Sagrada Familia di Barcellona, 15 per lo stadio Santiago Bernabeu di Madrid. Prezzi ben superiori ai 9 euro per il Colosseo, gli 11 di Pompei, i 6 della Mole Antonelliana o i 6,50 per la galleria degli Uffizi. A ciò si aggiunge la quasi totale assenza di attrattive collaterali.

Il patrimonio culturale presenta un’enorme potenzialità economica, turistica e occupazionale. L’arte e la cultura sono per l’Italia un forte elemento di coesione e ‘identità’. Fino a oggi è stato oggetto di scarsa valorizzazione. Occorre intervenire con un radicale capovolgimento.

Le scelte:

  • Intervento con strumenti per sviluppare una politica di sistema, indispensabile per poter sostenere la competizione con i Paesi concorrenti. Gli aspetti su cui insistere sono due: potenziamento della rete di servizi e investimenti sulla formazione degli operatori.
  • Investimento sul turismo e promozione del marchio “Italia”, mettendo a sistema le attrazioni e collegandole con chi offre ospitalità, ristorazione, servizi di guida, piuttosto che con l’agroalimentare, rendendo accessibile la rete e non il singolo monumento.
  • Forte ed incentivante politica di defiscalizzazione, anche tramite ricorso all’istituto del credito d’imposta, a favore del privato che intenda investire in infrastrutture connesse al turismo ed all’ampliamento e miglioramento delle strutture ricettive di accoglienza.
  • Formazione decisa, moderna, innovativa degli operatori e riqualificazione di quelli esistenti. Basta con gli improvvisati.
  • Avvicinamento della scuola e dell’università al mercato del lavoro, riducendo la distanza tra l’esigenza di competenze delle imprese e l’offerta fin qui disponibile. Rimodulare gli indirizzi formativi rivolti al turismo, dagli istituti professionali alle Università.
  • Accesso alle Soprintendenze per i giovani.  Da più di 10 anni non sono banditi concorsi, si sono moltiplicate le sedi distaccate con proliferazione di incarichi dirigenziali. Occorrono nuovi concorsi e il varo di una nuova generazione di Soprintendenti che sappia coniugare cultura della conservazione con gestione economica, tutela dei beni con loro messa a reddito, dando nuova vitalità a un’attività percepita solo come interdittoria. L’Italia deve sfornare le eccellenze mondiali di questo settore.
  • Finanziamento dei Beni culturali con i Beni culturali. Attualmente tutti gli introiti (dagli ingressi ai diritti di copyright sulle immagini del nostro patrimonio) vengono versati al Ministero delle Finanze e solo in minima parte riutilizzati per la cultura.  È necessario che tutte queste entrate siano destinate a restauri, tutela, valorizzazione, formazione.
  • Restauro del pubblico con il privato. L’abbandono di intere aree archeologiche e opere d’arte impone il ripensamento del sistema dei restauri e una decisa attività di conciliazione degli interventi manutentivi con il privato. Serve garantire defiscalizzazione e sgravi tributari (come all’estero) e un regime fiscale per il restauro che sia un incoraggiamento alle imprese a maturare appeal pubblicitario di qualità.
  • Valorizzazione dell’esistente invisibile. Tutti i musei italiani hanno depositi ricchissimi di materiali storici e artistici. E’ mancata finora la volontà di valorizzare questo giacimento. È necessario catalogare e creare una rete tra Musei e Soprintendenze che elabori attività espositive dedicate a queste opere. La loro itineranza internazionale deve essere agevolata con procedure snelle, forme di “affitto a lungo periodo” accompagnate dal ‘marchio Italia’, con vantaggi di ricavo e di pubblicità per il nostro patrimonio culturale.
  • Agevolazione della fruizione del patrimonio culturale a parte della popolazione, anche attraverso l’obbligo di apertura delle strutture pubbliche di interesse artistico e culturale nelle giornate festive e prevedendo forme di incentivazione alla presenza di famiglie e scolaresche.
  • Studio e realizzazione di nuovi media per il patrimonio artistico. Attualmente i nostri musei sono privi di siti web di divulgazione, i pochi esistenti sono obsoleti e inutilizzabili. Non è rinviabile l’accesso alle moderne tecnologie, anche per incoraggiare i nuovi fruitori – la generazione dei nativi digitali – detentori della nuova domanda.
  • Il rischio snaturamento delle città storiche sotto i colpi delle esigenze commerciali va controllato e contrastato. Gli elementi caratteristici dei centri storici o dei quartieri identitari (nuclei urbani liberty, razionalismo, ecc.) devono essere difesi in quanto divulgatori di cultura italiana e attrazione a loro volta. Botteghe artigianali, musei di settore, librerie, attività primarie devono essere salvaguardati mediante agevolazioni fiscali, ma anche con un’economia di scala, sul modello dei centri commerciali. Una politica di consorzi di strada va incoraggiata con strumenti idonei.
  • Riapertura del negoziato con la Commissione Europea al fine di concordare una soluzione normativa per valorizzare e stabilizzare le concessioni demaniali balneari al fine di garantire la continuità d’impresa e il rilancio degli investimenti diretti e dell’indotto.

La crescita economica è la condizione necessaria per ridurre la disoccupazione. Quando le aziende chiudono, non c’è forma del mercato del lavoro che possa tutelare l’occupazione.

Per decenni si è trattato il tema del lavoro quasi fosse indipendente dalle dinamiche economiche e dalla globalizzazione. Il mancato adeguamento del mercato del lavoro alle nuove esigenze dell’economia mondiale ha fatto si che fosse reputato tollerabile piegare i contratti atipici, nati per esigenze di altro tipo, alle esigenze di flessibilità del sistema economico. Gli “atipici” sono così diventati lavoratori di serie B, sprovvisti delle garanzie dei lavoratori “classici”, ma indispensabili alla tenuta della nostra economia.  Con questo trucco il sistema ha continuato a funzionare, almeno in apparenza, finché la crisi economica non ne ha messo a nudo tutti i limiti.

La grande sfida che ci attende è eliminare le differenze di trattamento che esistono tra lavoratori, per far in modo che le esigenze di flessibilità richieste dall’economia, siano equamente suddivise tra tutti. E’ tempo che il nostro popolo riscopra la solidarietà che gli è propria e torni ad agire come una vera comunità nazionale che protegge e tutela tutti i cittadini, senza ingiustificate differenziazioni.  

L’altra grande sfida è riuscire a correggere il disallineamento esistente tra domanda e offerta, tra percorso formativo intrapreso da molti giovani e reali conoscenze richieste dalle aziende.

La scelte:

  • Riduzione del cuneo fiscale nei primi anni di assunzione di un nuovo lavoratore.
  • Rafforzamento dell’apprendistato come transizione tra formazione e lavoro e come strumento di accesso al mondo del lavoro.
  • Conclusione della riforma del lavoro secondo il principio dei pari diritti di tutti i lavoratori. Riforma che si ispiri al Contratto Unico per tutti, un sistema che preveda un grado di tutela crescente con l’anzianità di servizio in una determinata azienda, con maggiore flessibilità nei primi anni e un discreto grado di rigidità negli anni successivi.
  • Incentivazione a forme di partecipazione agli utili da parte dei lavoratori.
  • Sistema unico di ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori e rafforzamento delle politiche attive.
  • Valorizzazione dei lavori tradizionali e dei lavori manuali, soprattutto dell’artigianato di qualità.
  • Introduzione dell’orientamento al lavoro e dell’educazione all’imprenditorialità nelle materie scolastiche di ogni istituto secondario. Miglioramento degli strumenti di collegamento tra scuola, università e mondo del lavoro.
  • Apertura ed incentivazione al ricorso della contrattazione aziendale, di distretto o territorio per dare risposte puntuali e meno vincolate alla visione centralizzante del conservatorismo sindacale.

 

(ANSA) – NAPOLI, 28 SET – “Una cattedrale perno di tutte le grida masanielliane degli umiliati, dei vinti e dei riscattati della Storia su una Piazza gremita di cuori puri, magnifici, tragici, che sanno futilizzare i drammi vissuti: questa è l’immagine che ho scolpita nella mente del Carmine e di piazza Mercato, grande icona della più viva e salvatrice napoletanità”. E’ la fotografia che Jean-Nol Schifano ha voluto consegnare agli organizzatori del Premio Masaniello, di uno dei più suggestivi e veraci luoghi simbolo di Napoli quale Piazza Mercato, che domani sera ospiterà la settima edizione della consolidata rassegna settembrina, il cui tema ispiratore quest’anno sarà “Donna è anima”. Jean Noel Schifano, che riceverà il premio per la diffusione internazionale della cultura partenopea, sarà presente domani mattina alle ore 11, presso la sala Cirillo della Provincia di Napoli, alla conferenza stampa dell’evento, a cui parteciperanno anche il presidente del comitato promotore del Premio Masaniello Luigi Rispoli, il direttore artistico prof. Umberto Franzese e la presentatrice della serata Lorenza Licenziati.