Le indagini proseguono per individuare i componenti della babygang che ha accerchiato e aggredito Arturo, il 17enne accoltellato alla gola e al torace nel pomeriggio di lunedì scorso nella centrale via Foria, ma a Napoli, dopo che si è esaurito il solito inutile rituale della marcia di solidarietà, l’episodio sembra ormai già dimenticato.
Troppi sono gli episodi accaduti anche in questo 2017 nella nostra città che mostrano una violenza bruta, vile e come nel caso di Arturo, inutile. Soprattutto spropositata ed eccessiva rispetto allo scopo delinquenziale che gli autori dell’atto si sono prefissati.
Bando alla ipocrisia che spesso caratterizza il dibattito su questo tema bisogna affermare con decisione e determinatezza che questo eccesso di violenza è figlio dell’eccesso di impunità che ormai pervade la nostra società.
Chi agisce in questo modo lo fa con la certezza che non verrà mai punito adeguatamente rispetto alla gravità della sua azione e delle sue conseguenze. È facile, quindi, lasciarsi anche trascinare a compiere atti delinquenziali.
Se non ripristiniamo lo Stato di diritto che in questi anni, pezzo dopo pezzo, è stato completamente smantellato, poi non ci possiamo sorprendere o lamentare se chi compie un’azione criminale, sapendo che in ogni caso non resterà dietro le sbarre di un carcere per un periodo adeguato al reato commesso, lo commetterà pensando che vada come vada tanto non mi accadrà nulla.
L’unico deterrente che conosco è quello legato ad una giustizia vera che garantisce la certezza della pena che costringerebbe molti a fare un deciso passo indietro davanti alla prospettiva di un arresto senza continuare in una situazione nella quale ogni reato ha conseguenze tragiche solo per chi lo subisce.
I magistrati applicano le leggi che hanno a disposizione e non hanno colpa se negli anni qualcuno ha smontato in senso garantista il Codice Penale per cui oggi abbiamo un problema di norme che non sono adeguate al fenomeno che si deve contrastare, ai nostri tempi, e che non rispondono al senso di giustizia che il cittadino pretende.
Il cittadino che non vede in galera chi commette reati, perde inevitabilmente fiducia nella Giustizia e nello Stato con gravi danni proprio al tessuto sociale della nostra nazione. Viceversa io penso che punire adeguatamente chi delinque avvicini il cittadino allo Stato oltre ad essere la prima attività nel campo della prevenzione.
Napoli è una realtà unica in tutti i sensi. È fatta di luoghi complessi e carichi di storia, bellezza e tradizioni dove dunque esistono tutte le risorse culturali e morali per contrastare il fenomeno criminalità, ma è fatta anche di tanto degrado sociale, di periferie abbandonate, di opportunità di lavoro che non ci sono e di giovani che prima ancora delle istituzioni impattano la camorra governata con regole che funzionano e che a volte regalano maggiori certezze anche rispetto al futuro.
Le stese, le aggressioni gratuite, le risse, le provocazioni, non sono altro che esercizi dove Napoli diventa palestra per i futuri camorristi e delinquenti. Napoli appare ancora come una città violenta. Le famiglie camorristiche esistono ancora. Le redini dei clan, però, le hanno ormai saldamente in mano le ultime generazioni, giovani violenti come molti episodi ci hanno raccontato.
Non si tratta di lanciare inutili allarmi o, al contrario, di voler sminuire il fenomeno. Bisogna affrontare il fenomeno con una presa di coscienza collettiva consci che il fenomeno dell’illegalità lo dobbiamo combattere tutti insieme anche con piccoli gesti quotidiani che diano il senso di un rispetto delle regole che in questa città non esiste.
Bisogna investire sui nostri giovani garantendo loro una educazione e una formazione senza che nessuno venga lasciato da solo, con la consapevolezza che se ignorati e senza prospettiva allora possono diventare quello che nessuno vorrebbe diventare.
Una nuova Napoli è possibile, avviare un nuovo Rinascimento si può. Ma la condizione è che nessuno si chiami fuori e che tutti metabolizzino il concetto che Napoli è di tutti noi, nessuno escluso.
Luigi RISPOLI
intervento pubblicato dal ROMA il 28 dicembre 2017