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Non smetterò mai di sognare un mondo migliore. Luigi Rispoli

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Tag: assocasa

(OMNINAPOLI) Napoli, 31 GEN – “La sicurezza parte da un pieno e totale sostegno alle forze dell’ordine” è quanto dichiara Luigi Rispoli, candidato capolista per Fratelli d’Italia nel collegio plurinominale Campania 2 e già presidente del Consiglio Provinciale di Napoli. “Le nostre città -ha continuato l’esponente del partito di Giorgia Meloni- sono sempre meno sicure e in questi anni la sinistra ha adottato troppi provvedimenti che hanno mortificato gli uomini delle forze di polizia che con dedizione presidiano il territorio spesso senza mezzi e in alcuni casi senza neanche la benzina per le loro auto. Per Fratelli d’Italia sostegno alle forze dell’ordine e alle forze armate vuol dire garantire stipendi e straordinari dignitosi, dotazioni adeguate di personale, mezzi e tecnologie utili al contrasto del crimine e del terrorismo, inasprimento delle pene in caso di violenza contro un pubblico ufficiale, revisione della cosiddetta legge sulla tortura. Per Fratelli d’Italia -ha concluso Rispoli- ripristinare l’ordine nelle città italiane aumentare la percezione della sicurezza nei cittadini, è un punto fondamentale per migliorare la qualità della vita della nostra gente”.

“L’incontro tenuto in settimana con gli assessori Panini e Borriello conferma che il Comune di Napoli ha abbandonato gli abitanti del Rione De Gasperi” è questo l’amaro commento di Luigi Rispoli, segretario provinciale del Sindacato Inquilini Assocasa all’indomani del tavolo che si è svolto a Palazzo San Giacomo tra l’organizzazione sindacale, una delegazione di inquilini ed esponenti della amministrazione.

“Di fronte alle legittime rivendicazioni della gente di Ponticelli -ha continuato Rispoli- che chiedevano l’assegnazione immediata dei 60 alloggi già pronti da due anni e dell’avvio immediato della ristrutturazione degli isolati destinati ad accogliere i restanti nuclei familiari abbiamo registrato solo imbarazzo e risposte evasive.

Per i lavori di ristrutturazione c’è un provvedimento che riguarda la manutenzione di tutto il patrimonio ERP del Comune di Napoli rispetto al quale c’è una generica volontà, che però non trova riscontro in atti ufficiali, di destinare parte di quella somma per il De Gasperi, 300mila €uro peraltro insufficienti, per ristrutturare i tre isolati necessari.

Per ciò che attiene le procedure di assegnazione degli alloggi già pronti ed a continuo rischio occupazione, ci siamo sentiti rispondere che il lavoro è tutto da fare.

Un insieme di edifici, dove oggi regna sovrana l’incuria ed il degrado con mura divelte, intonaci che si staccano dalle pareti, infiltrazioni d’acqua all’interno delle case e soprattutto decine di case murate, per evitare che quelle liberate in precedenza possano essere di nuovo occupate, per Palazzo San Giacomo devono continuare non rappresentano un problema e possono continuare ad ospitare queste 100 famiglie.

Non importa, quindi, alla amministrazione comunale che quello del Rione De Gasperi è diventato ormai uno scenario spettrale dove si vive in una situazione surreale con bambini che crescono in un luogo abbandonato ed insalubre, con persone in una continua lotta contro l’invasione dei topi.

Eppure le case pronte sono  lì, nella strada di fronte, e lo IACP, che ha costruito gli edifici, ha già scritto in più occasioni al Prefetto per evidenziare di come l’allungamento dei tempi di assegnazione da parte del Comune espongono queste case ad un concreto rischio occupazione.

De Magistris ed i suoi assessori, che sono riusciti a trasformare una felice prospettiva in un incubo -ha concluso Rispoli- hanno il dovere di indicare tempi certi per il completamento delle procedure e dell’attesa per essere trasferiti  nei nuovi alloggi”.

(OMNINAPOLI) Napoli, 24 LUG – “Alloggi pronti da 2 anni ed a rischio occupazione mentre le famiglie avente diritto sono lasciate nell’abbandono”. Così Luigi Rispoli, segretario provinciale del Sindacato Inquilini ASSOCASA commentando la incredibile vicenda che stanno vivendo alcune famiglie del Rione De Gasperi di Ponticelli. “L’amministrazione De Magistris -ha continuato Rispoli- ha gestito malissimo la vicenda del Rione De Gasperi determinando una situazione di isolamento e degrado che si vive dentro e fuori dai palazzi che sono in parte murati e in parte ancora abitati. L’accordo di programma, che prevedeva anche l’intervento di edilizia sostitutiva, prometteva a tutti gli abitanti una prospettiva di miglioramento complessivo della situazione abitativa è stato invece trasformato da questa amministrazione nell’ennesima occasione sprecata con un imbarazzante vuoto amministrativo che ci ha portati alla situazione di oggi. Le famiglie vivono in una situazione di precarietà tra topi e rifiuti in case fatiscenti a cui da anni non viene garantito alcun intervento di manutenzione attendendo di essere trasferiti nei nuovi alloggi peraltro già pronti da due anni ma il Comune ha saputo trasformare per queste famiglie la felice prospettiva di poter andare a vivere in alloggi nuovi in un vero e proprio incubo. Lo IACP di Napoli -ha dichiarato il sindacalista- ha anche scritto al Prefetto di Napoli segnalando il pericolo di occupazione che deriva dal continuo dilatare nel tempo della assegnazione degli alloggi da parte del Comune di Napoli, occupazione che finora si è potuta evitare grazie alla attivazione di un servizio di vigilanza privata che comune rappresenta uno spreco di danaro pubblico. L’Assocasa ha chiesto un incontro all’amministrazione perché è venuto il momento di dare certezze a queste famiglie presentando loro un cronoprogramma che garantisca tempi certi circa la completa conclusione della fase di passaggio ai nuovi alloggi nonché la ristrutturazione di alcune palazzine per collocarvi quelle in esubero. Finora -ha concluso Luigi Rispoli- l’Amministrazione Comunale è stata sorda ad ogni richiesta degli inquilini e si è comportata, rispetto ad altre situazioni i cui interlocutori erano politicamente a lei vicina, con il metodo dei due pesi e delle due misure, ma l’Assocasa intende portare a soluzione la vertenza dando stabilità abitativa agli aventi diritto”. 

Da un po’ di tempo, soprattutto, in Tv, si fa notare per le sue continue presenze l’imprenditore romano Alfio Marchini, da qualcuno già definito “Calce e Martello”, candidato Sindaco di una coalizione di liste civiche per Roma nelle elezioni che videro affermarsi la sciagura Marino, ed oggi intenzionato di nuovo a provare la scalata al Campidoglio.

Pare che anche in ambienti di destra e centrodestra la candidatura dell’imprenditore uscito direttamente da Beautiful non sia vista male, ma forse sarebbe meglio avviare una seria riflessione anche alla luce dei fatti che caratterizzarono la sua fugace apparizione a Napoli.

Verso la fine degli anni 90, il quotidiano dei DS L’Unità, dopo l’allegra gestione di Veltroni (chi non ricorda gli album delle figurine Panini regalati con il giornale), vive un momento di grande crisi con i giornalisti che per mesi non incassano uno straccio di stipendio.

E’ allora che D’Alema, all’epoca Presidente del Consiglio, chiede aiuto ad Alfio Marchini il quale investe nella storica testata della sinistra circa venti miliardi delle vecchie lire, e che lo fa, ovviamente, non per amore de l’Unità ma semplicemente perché il capo del Governo gli promette di agevolare qualche suo affare e di farglieli recuperare.

L’occasione arriva con la vicenda della «Società pel Risanamento Spa» di Napoli, padrona di 5.000 appartamenti nel centro della città e altrettanti immobili a destinazione commerciale, più un po’ di terreni e aree da riconvertire, società interamente partecipata dalla Banca d’Italia che ha deciso di vendere perché ritiene questa attività non coerente con i propri fini istituzionali.

Con il Senatore Franco Pontone, avevamo già avviato una battaglia che durerà alcuni anni, per far sì che la Banca d’Italia, laddove giudicasse ineludibile la vendita, avviasse una vendita frazionata di questi immobili direttamente agli inquilini e a prezzi politici, mentre chiudevamo l’accordo per il rinnovo dei contratti ai sensi della normativa sull’equo canone.

I vertici della Banca sembrarono piegarsi alle nostre richieste, commissionarono una perizia di stima del patrimonio immobiliare che fissò il valore a 821miliardi delle vecchie lire e quando sembrava che avessimo raggiunto l’obiettivo ecco intervenire il Presidente del Consiglio D’Alema che impose a Bankitalia di vendere la società a Marchini ed ai suoi soci.

La Banca cedette, in data 1° luglio 1999, alla Domus Italica S.p.A., società con una compagine messa in piedi in fretta e furia da Marchini con l’ausilio di altri soci tra cui Zunino e Gazzoni, il pacchetto di controllo detenuto nella società Risanamento Napoli, ma, sorpresa, il prezzo pagato fu di 490 miliardi (!!!) rispetto agli 821 della stima, ivi compresa la previsione di un pagamento molto comodo (in pratica acquistarono senza versare una lira).

Ci attivammo subito per denunciare il tutto in ogni sede compreso una serie di atti ispettivi prodotti dal Senatore Pontone a livello nazionale. La procura aprì una inchiesta sulla congruità del prezzo pagato che non sortì alcun effetto, mentre i media fecero calare sulla vicenda una cortina di silenzio.

Organizzammo una manifestazione unitaria con il SUNIA, noi utilizzavamo la sigla del sindacato inquilini ASSOCASA, ma dopo un po’ questi si sfilarono ed anche Bassolino, allora sindaco di Napoli, dopo una iniziale dichiarazione di solidarietà con gli inquilini, fu zittito da baffino e della vicenda non se parlò più.

L’operazione andò in porto e Marchini, dopo poco meno di un anno e senza aver ancora versato un euro, cedette la sua quota societaria a Zunino realizzando una spettacolare plusvalenza e tenne per sé uno dei palazzi del Risanamento, quello della sede storica di Piazza Nicola Amore, venduto anch’esso dopo alcuni mesi alla Deutsche Bank.

Nella compagine societaria della Risanamento arrivò poi la Pirelli di Tronchetti Provera ed inizia a questo punto la vendita frazionata degli immobili agli inquilini per la quale, nel 2004, chiudemmo un accordo in Prefettura sui prezzi e le modalità di alienazione.

Il risultato è che i sacrifici e soprattutto i soldi di 5.000 famiglie di napoletani e di altrettanti imprenditori hanno preso la strada del nord e che tutto ciò condiziona notevolmente, ancora oggi, la nostra città per l’assenza di una qualsivoglia manutenzione di quegli edifici i cui condomini sono ancora alle prese con i mutui di quell’acquisto non preventivato, non programmato.

“Un’opportunità per affrontare la piaga del caro fitti e rilanciare il patrimonio edilizio in particolare nel centro storico”. E’ quanto ha dichiarato questa mattina Luigi Rispoli, Segretario Provinciale del sindacato inquilini ASSOCASA, a margine del deposito a Palazzo San Giacomo dell’accordo territoriale per le locazioni di immobili ad uso abitativo a canone concordato che rappresenta lo strumento previsto dalla legge 431/98 per regolare la particolare materia e offrire agli inquilini un’occasione di risparmio in un periodo di grave difficoltà economica.

“Nelle nuove tabelle – spiega Luigi Rispoli – che saranno pubblicate sui siti delle organizzazioni che hanno sottoscritto l’accordo (quelle dei proprietari e quelle degli inquilini) e su quello del Comune, il territorio comunale viene suddiviso in aree omogenee, per zone e quartieri, con relativa suddivisione degli immobili per metri quadri e tipologia”.

Per il segretario provinciale di ASSOCASA, Luigi Rispoli, si tratta quindi “di una opportunità che potrà garantire maggiore trasparenza in materia di diritto alla casa, soprattutto per i giovani universitari, che oggi viene sempre più messo a rischio dalla crisi”.

“La soluzione del canone concordato – ha continuato Rispoli – potrà produrre particolari vantaggi anche ai proprietari grazie alle maggiori agevolazioni previste in termini fiscali che si traducono in un’aliquota di tassazione più bassa.

Infatti, anche il Comune di Napoli, proprio per promuovere i contratti concordati, ha previsto per il 2015, per chi sottoscrive questa tipologia di contratti, una riduzione dell’aliquota IMU dal 10,6 per mille all’8,6 per mille, che scende al 6per mille nel caso di giovani coppie (fino a 35 anni).

Al riguardo chiedo al Comune di starci accanto – ha detto – perché abbiamo necessità di siglare, con l’intervento della Prefettura, un accordo per la graduazione degli sfratti per morosità incolpevole al fine di consentire ai soggetti aventi diritto di usufruire dei contributi dell’apposito fondo stanziato dal recente decreto Lupi per venire incontro alle esigenze dei più bisognosi.

L’accordo ha una grande valenza sociale che consentirà di affrontare anche il problema dell’emersione del nero. Le agevolazioni fiscali per i proprietari, che permettono di abbassare fino al 10 per cento l’aliquota di tassazione, si traducono anche in un risparmio sul costo dell’affitto e in una riduzione dell’Imu o Tasi così come previsto dalla Giunta Comunale”.

“La notizia dell’apertura di cantieri per la costruzione di 477 nuovi alloggi data oggi dallo IACP di Napoli non puo’ non essere accolta in maniera positiva. Da anni ci battiamo per far comprendere a tutti che il disagio abitativo rappresenta un elemento che alimenta in maniera determinante le tensioni sociali sul territorio”. Lo ha dichiarato Giovanni Galluccio a nome del Sindacato Inquilini Assocasa in merito alle recenti decisione assunte della direzione IACP. “La domanda alloggiativa nella provincia di Napoli -ha continuato l’esponente dell’Assocasa- e’ molto sostenuta e spesso riguarda famiglie che non hanno alcuna possibilia’ di poter resistere sul mercato privato degli affitti”. “L’Assocasa esprime, quindi, un giudizio positivo nei confronti delle attivita’ che l’istituto ha messo in campo e speriamo che presto -ha concluso Galluccio-possano vedere la luce anche gli altri alloggi previsti dal programma di housing sociale predisposto dalla Regione Campania”.

Palazzo S. Giacomo, ovvero il Muro di Gomma

(ANSA) – NAPOLI, 3 GEN – “La drammatica situazione che stanno vivendo le sessanta famiglie ospitate all’hotel Vergilius impone al Comune di Napoli la ricerca di soluzioni che garantiscano subito un tetto sicuro agli sfrattati”. E’ quanto chiede Luigi Rispoli, presidente del Consiglio provinciale di Napoli commentando la notizia del distacco della corrente elettrica all’hotel Virgilius di piazza Garibaldi. “Decine di donne, bambini e anziani – prosegue Rispoli – sono attualmente assistiti solo dal sindacato Assocasa e si sentono completamente abbandonati dalle istituzioni e presi nella morosa che vede da un lato i proprietari dell’albergo richiedere chiedere lo sgombero coatto e dall’altro il comune dichiararsi del tutto incompetente sulla materia”. “Eppure – conclude il Presidente del Consiglio provinciale – parliamo di famiglie che hanno bisogno di aiuto e che si aspetterebbero dal preposto assessorato ai servizi sociali un intervento deciso, visto anche che molti di queste famiglie sono state sgomberate da edifici di proprietà dello stesso comune di Napoli”.

imagesCAJP9NWG(ANSA) – NAPOLI, 8 LUG – “Un esercito sempre più agguerrito di topi in cerca di cibo sta invadendo le strade con i roditori che hanno deciso di uscire allo scoperto in strada e con i cittadini, specie donne e bambini, che sembrano completamente disarmati e sono nel panico. Le condizioni atmosferiche di gran caldo stanno facendo il resto e tutta la situazione sta diventando sempre più allarmante”. E’ quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, che ha richiesto alla ASL Napoli 1 un intervento urgente di bonifica ambientale in città temendo serie conseguenze per la salute dei cittadini derivante dalla sempre più prolungata giacenza dei rifiuti per terra. “Le enormi difficoltà – ha detto Rispoli – che stanno caratterizzando la raccolta dei rifiuti nelle strade della città, sta determinando un fenomeno allarmante di proliferazione di topi e di insetti vari che, in numero sempre maggiore, in qualunque ora del giorno e della notte stanno invadendo le strade con gravi possibili ripercussioni per la tutela della salute pubblica”. “Per questo motivo – aggiunge – ho chiesto che venga svolto con urgenza, un intervento di derattizzazione e disinfestazione in città, con particolare riferimento alla zona del centro storico di Napoli ed alla zona bassa della città dove maggiormente si stanno segnalando avvistamenti di ratti e invasione di blatte”. “Spero – ha concluso Rispoli – che la mia richiesta trovi una risposta urgente e tempestiva da parte della ASL competente senza, in questo modo, dover aggiungere altri disagi a quelli già pesanti che la cittadinanza sta vivendo a causa della emergenza rifiuti”

Il segretario provinciale del Sindacato Inquilini ASSOCASA, Giovanna Rispoli, aderente alla UGL, ha diramato la assocasaseguente nota per la stampa:

Presso la sede di Via Antonietta De Pace, 25/d (Piazza Mercato) Napoli, è stato istituito uno sportello di assistenza per gli inquilini che intendono denunciare il proprio proprietario di casa per gli affitti in nero, oppure quelli registrati ma con un canone inferiore a quello effettivo, o infine i finti contratti di comodato (prestito gratuito dell’immobile).

Lo prevede la legge sul federalismo municipale. L’inquilino, al quale il proprietario non ha regolarizzato spontaneamente il contratto entro il 6 giugno,  può denunciare la situazione all’Agenzia delle entrate godendo di forti benefici, cioè di un nuovo contratto regolare della durata di quattro anni più quattro e di un canone che, dice il comma 8 dell’articolo 3, sarà «pari al triplo della rendita catastale». Si tratta di un maxisconto rispetto ai canoni di mercato.  Secondo i nostri calcoli nella città di Napoli l’affitto, in un caso del genere, potrebbe scendere del 70-90%. Per un canone di 10 mila euro all’anno pagati in nero se ne potrebbero pagare poco più di duemila.

In definitiva l’inquilino che denuncia il proprio proprietario di casa che non si comporta in maniera legittima avrà, a partire dalla data della denuncia, il rinnovo di un contratto di locazione per un periodo di quattro anni + quattro con un canone molto ridotto pari, appunto, al triplo della rendita catastale .

L’eventuale denuncia –continua la nota di ASSOCASA- non deve essere considerata dall’inquilino come un atto di delazione quanto, piuttosto, come la rivendicazione di un proprio diritto che è quello di pagare in maniera trasparente un giusto canone di locazione senza doversi per questo sottoporre alle speculazioni dei proprietari poco onesti.

Dopo avere per anni chiesto alle associazioni dei proprietari di favorire la stipula di contratti di locazione secondo il canale concordato e in applicazione degli accordi territoriali oggi abbiamo uno strumento efficace che ci deriva da questo provvedimento del governo nazionale che, in modo davvero efficace, ci consente di fare emergere gli affitti in nero.

180731_191795510851909_100000643841046_544825_889699_aLa segreteria provinciale del sindacato inquilini ASSOCASA, aderente all’UGL, ha rivolto un appello al Governatore Caldoro per velocizzare i tempi per il varo della riforma degli Istituti Autonomi delle Case Popolari.

“In questi mesi -ha dichiarato Giovanni Galluccio della Segreteria Provinciale- molto è stato realizzato nell’ambito delle politiche per la casa, e di questo non facciamo fatica a darne atto al Presidente Caldoro ed al suo assessore, Marcello Taglialatela. Quello che chiediamo, ora, è di fare un ulteriore passo avanti decisivo per il ruiordino del sistema dell’Edilizia Residenziale Pubblica in Campania: la riforma degli I.A.C.P.

Abbiamo bisogno -ha continuato l’esponente dell’ASSOCASA- di una vera e propria azienda che possa provvedere alla realizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica, mediante il recupero, l’acquisto o la nuova costruzione di immobili, destinati alla locazione permanente a favore delle fasce sociali più deboli. Un soggetto agile e snello che, alla stessa stregua di operatori privati, possa realizzare interventi di edilizia residenziale mediante il recupero, l’acquisto o la nuova costruzione di immobili, destinati alla locazione temporanea, per un periodo non inferiore a otto anni. Un ente capace di provvedere alla gestione di tutto il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e di proprietà degli enti locali ivi compreso la eventuale alienazione del patrimonio di proprietà pubblica secondo i programmi di vendita adottati dalle singole amministrazioni proprietarie.

Tutto ciò allo scopo di soddisfare le esigenze abitative manifestate da particolari categorie sociali partecipando anche alla redazione di progetti ed alla realizzazione di interventi edilizi, opere di urbanizzazione ed infrastrutture affidati dalla Regione, da enti locali e da altri soggetti pubblici e privati; alla erogazione di servizi di assistenza e consulenza tecnica ed amministrativa retribuita agli enti locali ed enti pubblici.

Tutto ciò -ha concluso Galluccio- risulta indispensabile per uscire fuori dalla totale situazione di stallo e per superare il disastro delle allegre gestioni degli IACP che la Giunta Caldoro ha ereditato, consentendo di avviare programmi di manutenzione sull’intero patrimonio ERP e cercando di rimettere in moto i programmi per la costruzione di nuovi alloggi”.