Vai ai contenuti

la politica per passione

Non smetterò mai di sognare un mondo migliore. Luigi Rispoli

Archivio

Tag: assocasa napoli

(OMNINAPOLI) Napoli, 24 LUG – “Alloggi pronti da 2 anni ed a rischio occupazione mentre le famiglie avente diritto sono lasciate nell’abbandono”. Così Luigi Rispoli, segretario provinciale del Sindacato Inquilini ASSOCASA commentando la incredibile vicenda che stanno vivendo alcune famiglie del Rione De Gasperi di Ponticelli. “L’amministrazione De Magistris -ha continuato Rispoli- ha gestito malissimo la vicenda del Rione De Gasperi determinando una situazione di isolamento e degrado che si vive dentro e fuori dai palazzi che sono in parte murati e in parte ancora abitati. L’accordo di programma, che prevedeva anche l’intervento di edilizia sostitutiva, prometteva a tutti gli abitanti una prospettiva di miglioramento complessivo della situazione abitativa è stato invece trasformato da questa amministrazione nell’ennesima occasione sprecata con un imbarazzante vuoto amministrativo che ci ha portati alla situazione di oggi. Le famiglie vivono in una situazione di precarietà tra topi e rifiuti in case fatiscenti a cui da anni non viene garantito alcun intervento di manutenzione attendendo di essere trasferiti nei nuovi alloggi peraltro già pronti da due anni ma il Comune ha saputo trasformare per queste famiglie la felice prospettiva di poter andare a vivere in alloggi nuovi in un vero e proprio incubo. Lo IACP di Napoli -ha dichiarato il sindacalista- ha anche scritto al Prefetto di Napoli segnalando il pericolo di occupazione che deriva dal continuo dilatare nel tempo della assegnazione degli alloggi da parte del Comune di Napoli, occupazione che finora si è potuta evitare grazie alla attivazione di un servizio di vigilanza privata che comune rappresenta uno spreco di danaro pubblico. L’Assocasa ha chiesto un incontro all’amministrazione perché è venuto il momento di dare certezze a queste famiglie presentando loro un cronoprogramma che garantisca tempi certi circa la completa conclusione della fase di passaggio ai nuovi alloggi nonché la ristrutturazione di alcune palazzine per collocarvi quelle in esubero. Finora -ha concluso Luigi Rispoli- l’Amministrazione Comunale è stata sorda ad ogni richiesta degli inquilini e si è comportata, rispetto ad altre situazioni i cui interlocutori erano politicamente a lei vicina, con il metodo dei due pesi e delle due misure, ma l’Assocasa intende portare a soluzione la vertenza dando stabilità abitativa agli aventi diritto”. 

Da un po’ di tempo, soprattutto, in Tv, si fa notare per le sue continue presenze l’imprenditore romano Alfio Marchini, da qualcuno già definito “Calce e Martello”, candidato Sindaco di una coalizione di liste civiche per Roma nelle elezioni che videro affermarsi la sciagura Marino, ed oggi intenzionato di nuovo a provare la scalata al Campidoglio.

Pare che anche in ambienti di destra e centrodestra la candidatura dell’imprenditore uscito direttamente da Beautiful non sia vista male, ma forse sarebbe meglio avviare una seria riflessione anche alla luce dei fatti che caratterizzarono la sua fugace apparizione a Napoli.

Verso la fine degli anni 90, il quotidiano dei DS L’Unità, dopo l’allegra gestione di Veltroni (chi non ricorda gli album delle figurine Panini regalati con il giornale), vive un momento di grande crisi con i giornalisti che per mesi non incassano uno straccio di stipendio.

E’ allora che D’Alema, all’epoca Presidente del Consiglio, chiede aiuto ad Alfio Marchini il quale investe nella storica testata della sinistra circa venti miliardi delle vecchie lire, e che lo fa, ovviamente, non per amore de l’Unità ma semplicemente perché il capo del Governo gli promette di agevolare qualche suo affare e di farglieli recuperare.

L’occasione arriva con la vicenda della «Società pel Risanamento Spa» di Napoli, padrona di 5.000 appartamenti nel centro della città e altrettanti immobili a destinazione commerciale, più un po’ di terreni e aree da riconvertire, società interamente partecipata dalla Banca d’Italia che ha deciso di vendere perché ritiene questa attività non coerente con i propri fini istituzionali.

Con il Senatore Franco Pontone, avevamo già avviato una battaglia che durerà alcuni anni, per far sì che la Banca d’Italia, laddove giudicasse ineludibile la vendita, avviasse una vendita frazionata di questi immobili direttamente agli inquilini e a prezzi politici, mentre chiudevamo l’accordo per il rinnovo dei contratti ai sensi della normativa sull’equo canone.

I vertici della Banca sembrarono piegarsi alle nostre richieste, commissionarono una perizia di stima del patrimonio immobiliare che fissò il valore a 821miliardi delle vecchie lire e quando sembrava che avessimo raggiunto l’obiettivo ecco intervenire il Presidente del Consiglio D’Alema che impose a Bankitalia di vendere la società a Marchini ed ai suoi soci.

La Banca cedette, in data 1° luglio 1999, alla Domus Italica S.p.A., società con una compagine messa in piedi in fretta e furia da Marchini con l’ausilio di altri soci tra cui Zunino e Gazzoni, il pacchetto di controllo detenuto nella società Risanamento Napoli, ma, sorpresa, il prezzo pagato fu di 490 miliardi (!!!) rispetto agli 821 della stima, ivi compresa la previsione di un pagamento molto comodo (in pratica acquistarono senza versare una lira).

Ci attivammo subito per denunciare il tutto in ogni sede compreso una serie di atti ispettivi prodotti dal Senatore Pontone a livello nazionale. La procura aprì una inchiesta sulla congruità del prezzo pagato che non sortì alcun effetto, mentre i media fecero calare sulla vicenda una cortina di silenzio.

Organizzammo una manifestazione unitaria con il SUNIA, noi utilizzavamo la sigla del sindacato inquilini ASSOCASA, ma dopo un po’ questi si sfilarono ed anche Bassolino, allora sindaco di Napoli, dopo una iniziale dichiarazione di solidarietà con gli inquilini, fu zittito da baffino e della vicenda non se parlò più.

L’operazione andò in porto e Marchini, dopo poco meno di un anno e senza aver ancora versato un euro, cedette la sua quota societaria a Zunino realizzando una spettacolare plusvalenza e tenne per sé uno dei palazzi del Risanamento, quello della sede storica di Piazza Nicola Amore, venduto anch’esso dopo alcuni mesi alla Deutsche Bank.

Nella compagine societaria della Risanamento arrivò poi la Pirelli di Tronchetti Provera ed inizia a questo punto la vendita frazionata degli immobili agli inquilini per la quale, nel 2004, chiudemmo un accordo in Prefettura sui prezzi e le modalità di alienazione.

Il risultato è che i sacrifici e soprattutto i soldi di 5.000 famiglie di napoletani e di altrettanti imprenditori hanno preso la strada del nord e che tutto ciò condiziona notevolmente, ancora oggi, la nostra città per l’assenza di una qualsivoglia manutenzione di quegli edifici i cui condomini sono ancora alle prese con i mutui di quell’acquisto non preventivato, non programmato.

“Nessuna garanzia sulla legittimità delle assegnazioni alloggi operate dal Comune di Napoli”. Il sindacato inquilini ASSOCASA alza la voce contro i provvedimenti che Palazzo San Giacomo adotta per assegnare quei pochi alloggi che si rendono disponibili quando ci sono operazioni di sgombero coatto in danno di occupanti senza titolo.

“Il Comune –ha dichiarato il segretario provinciale di Assocasa, Luigi Rispoli- continua a pescare tra io partecipanti ad un bando del 1995, la cui graduatoria fu approvata nel 1999, senza porsi il problema che a distanza di ben venti anni le situazioni dei singoli nuclei familiari possono nel frattempo essersi modificate.

Del resto nel 2011 è stato pubblicato un nuovo bando al quale parteciparono 17.000 famiglie di napoletani che ancora aspettano una risposta al loro disagio abitativo e che si sentono prese in giro dal modus operandi degli uffici comunali. Si perché gli uffici competenti finora sono riusciti ad istruire solo 1.000 delle istanze pervenute al protocollo dell’amministrazione comunale.

Nel frattempo, però, si continua a scorrere una graduatoria che di fatto non è più efficace e che rende nulle ed illegittime tutte le assegnazioni che il Comune sta continuando a formalizzare.

Non riusciamo a comprendere i motivi per i quali non si procede speditamente, dopo ben 4 anni, alla definizione della graduatoria del bando del 2001 che certamente fotografa una mappatura del fabbisogno abitativo più aderente alla attualità.

In definitiva – conclude Rispoli – questa amministrazione brilla per la totale assenza di una politica per la casa e il bando di assegnazione alloggi, che pure era stato annunciato come risposta di contrasto al forte disagio abitativo, non ha prodotto concreti risultati”.

“Un’opportunità per affrontare la piaga del caro fitti e rilanciare il patrimonio edilizio in particolare nel centro storico”. E’ quanto ha dichiarato questa mattina Luigi Rispoli, Segretario Provinciale del sindacato inquilini ASSOCASA, a margine del deposito a Palazzo San Giacomo dell’accordo territoriale per le locazioni di immobili ad uso abitativo a canone concordato che rappresenta lo strumento previsto dalla legge 431/98 per regolare la particolare materia e offrire agli inquilini un’occasione di risparmio in un periodo di grave difficoltà economica.

“Nelle nuove tabelle – spiega Luigi Rispoli – che saranno pubblicate sui siti delle organizzazioni che hanno sottoscritto l’accordo (quelle dei proprietari e quelle degli inquilini) e su quello del Comune, il territorio comunale viene suddiviso in aree omogenee, per zone e quartieri, con relativa suddivisione degli immobili per metri quadri e tipologia”.

Per il segretario provinciale di ASSOCASA, Luigi Rispoli, si tratta quindi “di una opportunità che potrà garantire maggiore trasparenza in materia di diritto alla casa, soprattutto per i giovani universitari, che oggi viene sempre più messo a rischio dalla crisi”.

“La soluzione del canone concordato – ha continuato Rispoli – potrà produrre particolari vantaggi anche ai proprietari grazie alle maggiori agevolazioni previste in termini fiscali che si traducono in un’aliquota di tassazione più bassa.

Infatti, anche il Comune di Napoli, proprio per promuovere i contratti concordati, ha previsto per il 2015, per chi sottoscrive questa tipologia di contratti, una riduzione dell’aliquota IMU dal 10,6 per mille all’8,6 per mille, che scende al 6per mille nel caso di giovani coppie (fino a 35 anni).

Al riguardo chiedo al Comune di starci accanto – ha detto – perché abbiamo necessità di siglare, con l’intervento della Prefettura, un accordo per la graduazione degli sfratti per morosità incolpevole al fine di consentire ai soggetti aventi diritto di usufruire dei contributi dell’apposito fondo stanziato dal recente decreto Lupi per venire incontro alle esigenze dei più bisognosi.

L’accordo ha una grande valenza sociale che consentirà di affrontare anche il problema dell’emersione del nero. Le agevolazioni fiscali per i proprietari, che permettono di abbassare fino al 10 per cento l’aliquota di tassazione, si traducono anche in un risparmio sul costo dell’affitto e in una riduzione dell’Imu o Tasi così come previsto dalla Giunta Comunale”.

 “Il Governo finanzi il Fondo di sostegno agli affitti per gli inquilini in difficoltà, portandolo dallo zero attuale ad almeno 300 milioni di euro per il 2013, prima che le nostre città si trasformino in bidonville”.

E’ questo il commento di Giovanni Galluccio, della segreteria provinciale del sindacato inquilini ASSOCASA sui dati sugli sfratti, resi noti in questi giorni dal Ministero dell’Interno, relativi al 2012, che fotografano una situazione di grave disagio in Campania e nella provincia di Napoli legata alla tensione abitativa.

In Campania, infatti, ci sono state 7449 richieste di esecuzione, di cui 5340 nella sola città di Napoli. Sono stati, poi, eseguiti 2054 sfratti, per il 95% legati a morosità, di cui 1406 nella provincia di Napoli e di questi 1045 nella sola città capoluogo. Il dato complessivo è superiore del 6% rispetto al 2011.

“Il Governo –ha concluso l’esponente sindacale- deve garantire la graduazione dei provvedimenti di sfratto per il passaggio da casa a casa, compresi quelli per morosità. Serve la revisione urgente della fiscalità sulla casa, la lotta all’evasione sugli affitti in nero.”

(ANSA) – NAPOLI, 5 GEN – “Anche quest’anno, grazie all’impegno del Ministro Giorgia Meloni e del suo dicastero, si rinnova a Napoli l’opportunità in favore dei giovani tra i 18 e i 35 anni che siano titolari di contratto di locazione ad uso abitativo, regolarmente registrato, per immobili ubicati sul territorio di questo comune per la concessione dei contributi integrativi ai canoni di locazione”. E’ quanto si legge, in una nota, diffusa dalla segreteria Provinciale di Napoli del Sindacato Inquilini Assocasa, a seguito della riunione del proprio esecutivo nella quale ha affrontato i diversi temi legati alla tensione abitativa nell’area metropolitana di Napoli. “Lo scopo di questo provvedimento – continua la nota – è anche quello di favorire la realizzazione del progetto di vita di tanti giovani che magari non si sposano per la difficoltà di fronteggiare il caro-affitti che il mercato immobiliare a Napoli ha portato a livelli veramente insostenibli e per questo la misura di sostegno voluta fortemente dal Ministro Giorgia Meloni è assolutamente nobile anche in considerazione che i finanziamenti sono destinati solo ad alcuni comuni scelti dal Ministero e tra questi Napoli è stata premiata”. “Il Bando pubblicato dal Comune di Napoli, le cui risorse per la concessione dei contributi, ammontano complessivamente ad € . 420.000,00 di cui euro 250.000 assegnate al Comune dal Dipartimento della Gioventù ¿ Presidenza del Consiglio dei Ministri, consente la partecipazione anche a quei giovani che vorranno stipulare un contratto di locazione ad uso abitativo, regolarmente registrato, per un alloggio, sempre situato nel comune di Napoli. Il contributo, il cui valore sarà pari ad 2.000 euro annui e che, comunque, non potrà essere superiore all¿ammontare del canone annuo rilevabile dal contratto di locazione registrato, rappresenta un utile elemento per alleggerire la tensione abitativa in città e le domande potranno essere presentate solo on-line, collegandosi al sito web http://www.pmm.napoli.it/, a decorrere dal 14/01 e sino alle ore 12.00 del 14/02. Resta, tuttavia, una grave preoccupazione rispetto alla totale paralisi del Comune di Napoli, che in questi anni non ha mai sviluppato politiche utili a favorire un corretto incrocio tra la domanda e l’offerta abitativa, ed anche in questo caso speriamo che, una volta definita la graduatoria, si consenta una rapida erogazione agli aventi diritto per evitare di vanificare l’intervento del Governo Nazionale”, conclude la nota.logoAssoCasa