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Non smetterò mai di sognare un mondo migliore. Luigi Rispoli

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Tag: centro storico

Uno studente delle medie è stato ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale Loreto Mare, per le ferite riportate dopo una lite con un altro minorenne nell’Istituto comprensivo Teresa Confalonieri, in vico San Severino, nel centro storico di Napoli. Il giovane è stato sottoposto ad intervento chirurgico ed è ora fuori pericolo. Questo non è il primo episodio né sarà l’ultimo di questo tenore che accade a Napoli, ma anche nel resto del paese, e ciononostante si dibatte tanto e giustamente della crisi economica senza renderci conto che c’è un altro abisso nel quale ormai siamo precipitati.

Esso riguarda i valori fondamentali dell’uomo, che sembrano essersi dissolti nel nulla, nell’assoluta indifferenza e rassegnazione dei più.

Il dilagare di episodi raccapriccianti, come quello di ieri della lite dei due minorenni a scuola, il continuo racconto che ci perviene dalla cronaca di episodi contrari alla morale e alla natura stessa dell’uomo ci lasciano ormai indifferenti.
Ormai quei valori trasmessi nell’ambito familiare che ci rendevano capaci di avere comportamenti coerenti con il convivere civile, privilegiando etica, rispetto, educazione e buon senso sembrano non esserci più.
Viviamo un’epoca nella quale reati infamanti vengono commessi sia sulla strada, che entro le mura domestiche, fino ad arrivare a quelli bestiali legati alla pedofilia.
E cosa dire del continuo attacco alla famiglia che si concretizza legalizzando matrimoni innaturali tra individui dello stesso sesso che pretendono persino il diritto di crescere dei bambini.
Anche la religione che, con i suoi codici morali, ha sempre promulgato i valori della persona, sembra, soprattutto in quest’ultimo pontificato, aver perso il suo ruolo ed indebolito il suo potere.
Non c’è dubbio che, senza accorgercene, la società ha subito un processo di degenerazione che ci sta portando dritti in fondo al baratro.

Individuarne l’origine è impresa ardua ma sicuramente una accelerazione si è avuta dal ’68 in poi quando il movimento che lo diede origine avviò una vera e propria rivoluzione sociale dei costumi che si concretizzò nel totale rifiuto delle regole, di qualsiasi natura, da quelle sociali a quelle della famiglia.
La famiglia patriarcale fu superata e l’autorità genitoriale subì feroci attacchi senza essere più accettata dai giovani, così come l’autorità scolastica o quella imposta dalla società.
Per i sessantottini l’uomo doveva liberarsi da qualsiasi regola in nome del “tutto consentito”.
L’imperativo era quello di combattere ogni imposizione e sovvertire quei principi fino ad allora ritenuti indiscutibili.
Questa voglia di “libertà” dagli schemi tradizionali, con le contestazioni che seguivano, ha operato un cambiamento radicale nei giovani e noi, oggi, viviamo nel disordine che ne è derivato.
Dopo tanti anni in cui i principi sostenuto dal ’68 hanno regnato imperanti viviamo meglio?
Lo spettacolo avvilente della nostra società ci dice esattamente il contrario: sono aumentate le depressioni, le nevrosi, i suicidi e i crimini.
Quel movimento rivoluzionario ha cambiato la nostra mentalità e il nostro modo di vivere, sottraendoci quei valori, che erano i nostri necessari punti di riferimento e lasciandoci solo insicurezze, insoddisfazioni ed infelicità, capaci di renderci sempre più fragili e di portarci facilmente allo sbando.
Oggi la sfida è ricostruire una società che possa riappropriarsi proprio di quei valori morali che i rivoluzionari dell’epoca combatterono, valori spirituali ed ideologici che hanno il compito di ristabilire un ordine morale, oltre a quelle garanzie, che sono alla base della vita di ognuno di noi e che creano una corretta convivenza con gli altri.
Forse un’azione sinergica tra una Chiesa restituita alla sua funzione dogmatica di difesa dei suoi valori, con il Suo messaggio cristiano e lo Stato, con una legislazione più attenta, può tracciare una nuova strada verso un futuro dove riscoprire il rispetto e l’amore nei confronti degli altri.

Luigi Rispoli

Pubblicato dal quotidiano ROMA il 08/10/2016

Durante la cerimonia per il restauro delle fontane del Seguro il Sindaco De Magistris preannunciò a breve la presentazione di un progetto per Piazza Mercato.
Debbo dire che questa volta, cosa rarissima, è stato di parola perché proprio ieri è stato presentato, insieme ad altri progetti, il PUA per Piazza Mercato.
Cosa prevede?
Una serie di interventi che erano stati già individuati dalla passata Giunta della Regione Campania durante la stesura del Grande Progetto “Centro storico di Napoli – Valorizzazione del sito Unesco” come, per esempio, la riqualificazione di Piazza del Carmine con la riconfigurazione del sagrato della Basilica del Carmine Maggiore e la riqualificazione degli edifici che compongono l’esedra del Seguro.
Il completamento della riqualificazione del complesso del Carminiello (come si ricorderà la gran parte delle facciate esterne è stata già oggetto di un intervento finanziato dall’allora Provincia di Napoli grazie al lavoro di chi vi scrive) e la realizzazione di un parcheggio interrato su Piazza Masaniello.
Tutte cose assolutamente condivisibili, ma allora va tutto bene?
No che non va bene, perché quello che ha presentato De Magistris è un semplice progetto, un elenco di desideri potremmo dire, privo della necessaria copertura finanziaria mentre il Grande Progetto “Centro storico di Napoli – Valorizzazione del sito Unesco”, fu approvato dalla Commissione Europea ed il cui valore era pari a 100 milioni di euro, di cui 75 finanziati dal Fesr.
Mi chiedo, ma non era meglio, caro Sindaco, che l’impegno del Comune fosse stato rivolto esclusivamente alla realizzazione del progetto del Centro Storico invece di farci perdere i finanziamenti?
Ultima annotazione rivolta ai residenti di Palazzo Ottieri.
Il nostro Sindaco, sempre all’interno del PUA, non ha resistito alla tentazione, che altri prima di lui avevano già avuto, di prevedere un intervento di “sostituzione o integrale riconfigurazione edilizia” dell’edificio.
Cosa significa?
Significa che il piano di De Magistris prevede l’abbattimento di Palazzo Ottieri e la sua ricostruzione, uso le parole del documento, “per consentire di formare un accesso diretto dalla piazza stessa al fronte costiero”.

Un ascelta che può essere condivisibile solo e meramente dal punto di vista accademico ma chi governa una città complessa come Napoli dovrebbe avere cura di proporre solo cose realmente realizzabili e non il libro dei sogni.
Naturalmente è quasi superfluo dire che di fronte ai vagheggiamenti di De Magistris si registra il silenzio più totale della Municipalità e di quei consiglieri che, specie in questi giorni, amano farsi fotografare vicino ad operai intenti nel proprio lavoro o a interventi già realizzati per i quali non hanno mosso un dito.

Piazza Mercato rappresenta una parte importantissima di Napoli per gli eventi storici che si sono succeduti in otto secoli; da sola quest’area rappresenta un altro museo a cielo aperto di questa città ed ha tutte le potenzialità per costruire una autonoma prospettiva di sviluppo capace di riempire i tanti negozi vuoti e di creare occupazione per i nostri giovani.
La messa in connessione dei fattori del turismo, del commercio e dell’artigianato, possono creare un ciclo virtuoso che potrebbe far uscire Piazza Mercato dal degrado, anche quello sociale ed economico, nel quale è sprofondata nella indifferenza di chi ci ha finora governato.

“La lettera di richiesta di chiarimenti da parte dell’Unesco non ci meraviglia” così Luigi Rispoli, presidente cittadino di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, commentando la notizia della lettera inviata da Mechtild Rössler, direttore della divisione Patrimonio culturale dell’Unesco, alle autorità italiane per chiedere conto dei ritardi sul Grande Progetto per il Centro Storico. “Da tempo – ha continuato l’esponente del partito di Giorgia Meloni- denunciamo il grave danno arrecato alla città dalla amministrazione De Magistris per la mancata spesa dei fondi europei stanziati per la rigenerazione del Centro Storico di Napoli e le repliche del Sindaco, rilette oggi anche alla luce delle preoccupazioni dell’UNESCO,  ci dicono chiaramente che egli mentì alla città. Il Grande Progetto ha una valenza strategica per l’intera città perché il raggiungimento dell’obiettivo principale garantirà l’avvio un processo di riqualificazione del Centro Storico che oggi appare, per la sua grande attrattiva turistica, come la principale risorsa della città per costruire una reale prospettiva di sviluppo. La colpa di questa amministrazione comunale è stata quella che dopo aver insistentemente chiesto ed ottenuto di essere stazione appaltante per gli interventi previsti dal grande progetto ha accumulato ritardi che non hanno permesso di spendere i soldi nei limiti di tempo fissati dall’UE per la spesa dei fondi europei di cui al POR Campania FESR 2007/2013. I ritardi –ha continuato l’ex presidente del consiglio provinciale- sono stati accumulati certamente per la mancanza di progetti ma anche per le bizzarrie del Comune di Napoli in alcuni progetti che sfiorano il ridicolo. Per esempio, per il Complesso dei Gerolomini sono previste attività non incluse dal Grande Progetto così come approvato, e cioè uno studentato ed un ristorante che fanno rientrare gli interventi nella fattispecie soggetta alle limitazioni previste dalle norme relative agli aiuti di Stato. Oppure per il Complesso di S. Lorenzo Maggiore dove il progetto prevede un intervento di sistemazione dell’Archivio storico del Comune di Napoli, la cui sede è nel complesso di S.Maria della Pace. Gli spazi dell’ex Archivio, infatti vengono recuperati ai fini di una migliore utilizzazione dello stesso Comune con azioni di catalogazione, digitalizzazione e di informatizzazione del patrimonio presente nell’Archivio storico che non sono finanziabili con le risorse del Grande Progetto. Insomma nella gestione del Grande Progetto De Magistris ed i suoi collaboratori hanno messo a nudo tutta la loro incapacità con un campionario variegato di scelte sbagliate che hanno penalizzato essenzialmente solo la città. La destra napoletana da sempre considera il Centro Storico della città come un vero punto di forza e per questo nel programma che proporremmo ai cittadini per le prossime elezioni amministrative, esso diventerà uno degli argomenti centrali. Il recupero ed il riutilizzo a fini culturali, sociali e istituzionali dell’intero patrimonio storico-culturale, in uno con la riqualificazione urbana –ha concluso Luigi Rispoli- rappresenta il vero salto di qualità per Napoli, capace di migliorare la qualità di vita dei residenti e di supportare il rilancio del sistema produttivo terziario della città, che parte proprio dall’avvio concreto del processo di rivitalizzazione del centro storico di Napoli e, in particolare, del centro antico”

(ANSA) - NAPOLI, 8 LUG – “Si ha sempre la sensazione che nel Comune di NAPOLI ciò che fa la mano destra non lo sappia la mano sinistra”. Cosi’ il Presidente di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale della città metropolitana di NAPOLI, Luigi Rispoli, commentando ”l’acquisto da parte del Comune di NAPOLI delle attrezzature necessarie per realizzare una area destinata a farmer’s market e a fiere artigianali di qualità in Piazza Mercato (determina dirigenziale n. 52 del 22/06/2015)”. “Noi di Fdi-An – ha continuato – non siamo contrari alla destinazione di Piazza Mercato quale sede di attività mercatali. Anzi, da sempre ci battiamo affinché la piazza possa recuperare la sua vocazione storica di area destinata al commercio ed una integrazione dell’offerta commerciale con un farmer’s market e con fiere artigianali di qualita’ puo’ solo portare benefici ai commercianti che ancora resistono ed all’intera zona. Cio’ che noi contestiamo e’ che l’acquisto di queste attrezzature, tra cui 38 chioschi/box in legno, si perfeziona quando il Comune non ha ancora bandito la gara per i lavori di riqualificazione della piazza finanziati nell’ambito del Grande Progetto UNESCO. L’intervento di riqualificazione urbana per Piazza Mercato, ma anche per la contigua Piazza del Carmine, e’ finalizzato a dare una risposta all’emergenza territoriale di un’area ricca di testimonianze storiche e dalle grandi potenzialità. Le opere sono gia’ finanziate ma il Comune per i ritardi accumulati rischia di perdere i finanziamenti europei che con l’assessore regionale dell’epoca, Taglialatela, riuscimmo a orientare verso quest’area”. Sarebbe stato, quindi, piu’ opportuno e logico che il Comune avesse avviato prima le procedure per la riqualificazione della piazza e poi acquistato le attrezzature che, nel frattempo, dovra’ decidere anche come utilizzare. Non vorremmo – ha concluso Rispoli – che questo modo di procedere sia gia’ il segnale di resa dell’amministrazione comunale per la incapacità a spendere i fondi del Grande Progetto per il Centro Storico, sarebbe un delitto contro la città”.

Il coordinatore cittadino del partito: “Per centro storico ritardi”

(fonte ilVelino/AGV NEWS) “Il Comune di Napoli perderà 6 mln di euro di finanziamenti europei destinati al Centro Storico”. È questa la denuncia che viene dal coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – An, Luigi Rispoli. “Nel novembre del 2008 fu stipulato un Protocollo d’Intesa tra la Regione Campania e il Comune di Napoli, nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Sviluppo Locale – Turismo”, per la realizzazione di interventi per rendere maggiormente fruibile il Centro Storico. Il progetto – continua l’esponente del partito di Giorgia Meloni – prevedeva: l’installazione di un sistema di illuminazione di cinque percorsi della città; il potenziamento della segnaletica, della cartellonistica turistica e del relativo materiale promozionale e la realizzazione di servizi di accoglienza, anche attraverso la realizzazione di servizi igienici pubblici negli immobili terranei di proprietà del Comune di Napoli. Purtroppo – incalza il Coordinatore Cittadino di Fratelli d’Italia – An – il Comune finora non è riuscito a far partire i progetti nonostante la Regione abbia inserito questi interventi tra quelli finanziabili con fondi comunitari ed ora, dati i tempi ormai risicati, è concreta la possibilità che tutto vada perso. Un gravissimo caso di incapacità amministrativa che danneggia la città proprio nel momento in cu le risorse pubbliche scarseggiano. De Magistris – ha concluso Rispoli – alle prese con l’ennesimo rimpasto in giunta, è completamente disinteressato al governo della città e sembra non rendersi conto che al Comune nulla funziona”.

NAPOLI, 4 FEB – “IL sindaco di Napoli ha espresso oggi la sua soddisfazione per l’avvio di 4 progetti per il Centro Storico di Napoli, dimenticando che in realtà i progetti finanziati sono 27″. Così Il presidente del Consiglio provinciale di Napoli e portavoce di Fratelli di Italia, Luigi Rispoli, commentando la presentazione del Grande Progetto Centro storico di Napoli di cui si stanno aggiudicando le gare. “Siamo seriamente preoccupati che i ritardi accumulati sugli altri 23 interventi possano addirittura determinare la perdita dei relativi finanziamenti. Forse sarebbe stato utile, anche per lanciare segnali distensivi all’Europa, che stamattina il Comune illustrasse un puntuale cronoprogramma sull’avvio degli altri bandi”. “Tutti gli interventi sono immediatamente cantierabili per cui non si capisce quali possono essere i motivi di questo ritardo ormai non più giustificabile. Il sindaco – ha concluso il presidente Rispoli – dovrebbe comprendere che avviare solo una parta del Grande progetto Centro storico non basta. Se i progetti restassero 4, infatti, sarebbe l’ennesimo fallimento della sua Giunta”.

di Luigi Rispoli *

C’è un argomento chiave nella politica dello sviluppo locale che necessita di strumenti, di partecipazione e conoscenza profonda delle problematiche territoriali: la valorizzazione del centro storico.

Oggi più che mai, una grande ricchezza, il luogo della cultura, un giacimento sociale ed economico, una grande chance per Napoli nella competizione globale in quanto elemento identitario e di qualità del nostro sistema.

Come sappiamo il nostro centro storico sia in termini di superficie territoriale, quantità e qualità di patrimonio storico-ambientale e immateriale (cultura, tradizioni locali, storia) rappresenta una straordinaria risorsa non solo per la città ma per l’intero sistema Italia.
Il centro storico, quindi, come una risorsa da riscoprire perché la sua ricchezza di storia e di tradizioni, può diventare realmente una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, ma anche una opportunità per costruire il futuro e una prospettava di sviluppo per la nostra città.
Un futuro nel quale la dimensione locale assume sempre più un ruolo da protagonista, che diviene presidio e difensore di quella memoria, di quella identità, di quelle radici che rappresentano le uniche certezze nel disorientamento generale dello scenario globale.
Ovviamente, riscoprire il centro storico significa non solo recuperarlo nel senso della “conservazione“, ma anche “valorizzarlo” nella consapevolezza che la riqualificazione fisica deve essere affiancata da azioni rivolte alla promozione delle attività produttive, culturali, turistiche, commerciali e al coinvolgimento della popolazione residente.
Il Grande Programma per il Centro Storico di Napoli Patrimonio UNESCO della Regione Campania, recentemente approvato dalla Comunità Europea, vede nella riqualificazione dell’area una priorità importante, non solo per valorizzare il patrimonio storico ed architettonico ma per sviluppare un prezioso indotto economico, sociale e culturale.

Tale valorizzazione vuole puntare su modelli validi di intervento rispetto al passato, e per questo ha introdotto un cambiamento di metodo dove si evita di finanziare singoli edifici, ma si punta a realizzare restauri di edifici pubblici e riqualificazioni di importanti porzioni del centro storico.
Una scommessa sulla qualità che per Napoli rappresenta una occasione straordinaria con risvolti sociali ed economici che possono contribuire a sostenere e rilanciare la nostra comunità.
La proposta firmata dall’Assessore all’Urbanistica della Regione Campania, Marcello Taglialatela, si pone l’obiettivo di creare un circolo virtuoso che dovrà generare meccanismi moltiplicatori delle risorse investite che ammontano a cento milioni di €uro, e che oltre al patrimonio culturale in senso stretto, rilancino l’economia di una collettività che si fa carico di progetti che riagganciandosi al passato, siano fortemente ancorati al presente e proiettati verso il futuro.
Una scelta di sviluppo che vuole rispettare le “vocazioni del territorio“ e che è strettamente interconnessa con le specificità del territorio e con il contesto in cui esso è immerso.
Oggi, ad un passo dall’apertura dei cantieri, non posso non esprimere soddisfazione per questa importante iniziativa che mi vede particolarmente coinvolto, sia perché le mie radici affondano qui al Centro Storico e sia perché quella della rigenerazione dello stesso, è una battaglia che porto avanti da tempo nella mia attività politica.
Ho sempre pensato, infatti, che Napoli necessita di una politica concreta fatta di scelte di sviluppo strettamente interconnesse con le specificità dei suoi quartieri e con il contesto in cui le piccole realtà sono immerse.
Insieme al rilancio della residenza e dell’accessibilità centrale deve accompagnarsi una politica di qualità del centro: dal decoro urbano alla pulizia delle nostra strade, dei muri, delle piazze, delle scalinate. Napoli è una vera città turistica. Bisogna solo prendere atto di questo e cercare di capire che è indispensabile sfruttare al meglio il centro storico, trasformandolo in una risorsa per creare un costante flusso di visitatori (italiani e stranieri) all’interno della città. Per raggiungere questo obiettivo, prima che sia certificata la morte clinica della città per dissanguamento, occorre agire in fretta e il Grande Programma per il Centro Storico di Napoli Patrimonio UNESCO della Regione Campania può aiutare la predisposizione della città ad una migliore accoglienza.

E’ essenziale, quindi, partire dalla valorizzazione dell’identità della città accompagnarla con una produzione culturale di spessore e con una proposta per il riutilizzo e la conversione dei tanti spazi vuoti; attraverso la consapevolezza che occorre fare sistema tra gli operatori commerciali e artigianali per offrire una accoglienza e servizi qualificati.

In questo modo anche gli operatori economici saranno stimolati a promuovere e a investire. Così facendo i negozi del centro storico potranno pensare di realizzare un enorme circuito per una fidelity card del centro storico; potranno immaginare servizi di assistenza al cliente, per un commercio di tradizione ma che guarda al consumatore con modernità. Si potrà, infine, definire un nuovo rapporto con i residenti, che riteniamo fondamentale ed imprescindibile per il raggiungimento di ogni obiettivo, responsabilizzando tutti gli abitanti della città, senza il cui contributo per un risveglio delle coscienze civiche pensiamo non si vada lontano.

  

*Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli

centro(ANSA) – NAPOLI, 27 LUG – “Sono particolarmente soddisfatto che finalmente qualcuno ha tenuto nella giusta considerazione Piazza Mercato e la parte bassa della città”.

   Così il presidente del consiglio Provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, sul Progetto per il Centro Storico di Napoli, presentato stamattina dall’Assessore all’Urbanistica della Regione Campania, Marcello Taglialatela.

   “In questi anni quella parte del Centro Antico è stata sempre dimenticata ed esclusa da qualunque intervento di valorizzazione del Centro Storico. In questo modo, invece, la prevista riqualificazione consente di restituire alla città una area tra le più ricche di storia e con una grande presenza di testimonianze storico-artistiche”.

imagesCAJP9NWG(ANSA) – NAPOLI, 8 LUG – “Un esercito sempre più agguerrito di topi in cerca di cibo sta invadendo le strade con i roditori che hanno deciso di uscire allo scoperto in strada e con i cittadini, specie donne e bambini, che sembrano completamente disarmati e sono nel panico. Le condizioni atmosferiche di gran caldo stanno facendo il resto e tutta la situazione sta diventando sempre più allarmante”. E’ quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, che ha richiesto alla ASL Napoli 1 un intervento urgente di bonifica ambientale in città temendo serie conseguenze per la salute dei cittadini derivante dalla sempre più prolungata giacenza dei rifiuti per terra. “Le enormi difficoltà – ha detto Rispoli – che stanno caratterizzando la raccolta dei rifiuti nelle strade della città, sta determinando un fenomeno allarmante di proliferazione di topi e di insetti vari che, in numero sempre maggiore, in qualunque ora del giorno e della notte stanno invadendo le strade con gravi possibili ripercussioni per la tutela della salute pubblica”. “Per questo motivo – aggiunge – ho chiesto che venga svolto con urgenza, un intervento di derattizzazione e disinfestazione in città, con particolare riferimento alla zona del centro storico di Napoli ed alla zona bassa della città dove maggiormente si stanno segnalando avvistamenti di ratti e invasione di blatte”. “Spero – ha concluso Rispoli – che la mia richiesta trovi una risposta urgente e tempestiva da parte della ASL competente senza, in questo modo, dover aggiungere altri disagi a quelli già pesanti che la cittadinanza sta vivendo a causa della emergenza rifiuti”

piazza.mercato(ANSA) – NAPOLI, 7 LUG – “Piazza Mercato e la parte bassa della città costituiscono la naturale porta d’accesso per chi sceglie di venire a Napoli utilizzando le navi come mezzo di trasporto. Per questo motivo ritengo che qualunque ragionamento, che punti ad una migliore accoglienza dell’oltre un milione di crocieristi che scendono dalle navi, non può non considerare questa zona, il water front, come parte del progetto di sviluppo e rilancio del nostro territorio”. E’ quanto ha dichiarato questa mattina il Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, alla Stazione Marittima, nel suo intervento alla tavola rotonda che aveva come tema lo sviluppo della città bassa inserita nell’ambito della presentazione della relazione finale e l’apertura della mostra itinerante sulla Ctur/Urbact piani di azione locali. “Piazza Mercato è stato teatro di tantissimi accadimenti che hanno fatto la storia di Napoli e, perché no, dell’Europa e mi piace ricordare – ha aggiunto Rispoli – soprattutto la vicenda di Corradino di Svevia, la rivolta di Masaniello e la rivoluzione e controrivoluzione del 1799. Quelli, ed altri accadimenti, ci hanno restituito numerose testimonianze storiche che possono consentire, se opportunamente recuperate e valorizzate, di costruire una concreta prospettiva di sviluppo per quell’area mettendo in relazione tra loro i fattori del turismo, del commercio e dell’artigianato e creando, in questo modo, le condizioni per promuovere la nascita di un affascinante centro commerciale naturale”. “Nei prossimi giorni-ha proseguito Rispoli- grosse novità per il futuro di Piazza Mercato potrebbero venire dalla definizione del programma del Più Europa per l’utilizzo dei 220 milioni di eurouro per il Centro Storico. In questi mesi, insieme ai commercianti ed ai residenti della zona, abbiamo avuto un dialogo ed un confronto serrato nel merito con la Regione Campania ed in particolare con l’Assessore all’Urbanistica Marcello Taglialatela”. “Mi pare – ha concluso il presidente del consiglio provinciale-che si sia colta la grande risorsa che Piazza Mercato rappresenta per tutta la città e sono sicuro che nella definizione degli interventi quell’area avrà l’attenzione che merita”.