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Non smetterò mai di sognare un mondo migliore. Luigi Rispoli

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Tag: nazionale

#DeMagistris ha esultato perché una sentenza del Consiglio di Stato su Bagnoli sui ricorsi presentati dall’amministrazione dello stesso de Magistris e dalla curatela fallimentare di Bagnolifutura ha riconosciuto le competenze del Comune e ha spianato la strada ad un successivo passo per poter ottenere dalla Consulta l’ok ad un maggiore coinvolgimento di Palazzo San Giacomo e ad una sua più ampia valorizzazione.
Su questo argomento sono stato sempre schierato dalla parte di chi sosteneva l’illegittimità del provvedimento con il quale Renzi di punto in bianco esautorava il Comune di Napoli dalle competenze ad esso affidate dal T.U.E.L. in materia urbanistica istituendo la figura di un commissario ed una cabina di regia per portare avanti la rigenerazione urbana di Bagnoli.
Ero e sono contrario nonostante #DeMagistris perché un paese deve essere governato nel rispetto delle regole che devono valere sempre e per tutti anche quando, come nel caso di #Napoli, ci troviamo di fronte ad un Sindaco palesemente incapace.
L’atto di imperio di #Renzi, dunque, non ha portato ad alcun risultato, e concretamente ha fatto perdere solo altro tempo su questa soap opera che si chiama Bagnoli e che tiene bloccato lo sviluppo di quell’area e dell’intera città.
Ciononostante non possiamo dimenticare le gravi responsabilità di De Magistris che partono da quella vicenda, ormai nota, dei 50 milioni di euro ricevuti dal Comune di Napoli nel 2011 per la bonifica di Bagnoli da parte del Ministero dell’Ambiente, fondi voluti fortemente dal Sindaco De Magistris ma mai utilizzati per questo scopo e di cui si sono perse le tracce.
Per finire con il fallimento della società pubblica “Bagnoli Futura” che avrebbe dovuto gestire e guidare il progetto di riconversione dell’area e che nell’era della rivoluzione arancione ha fatto solo passi indietro fino alla definitiva chiusura.
Bagnoli rappresenta il più grande fallimento della classe politica di sinistra che ha governato Napoli ed è letteralmente ferma da molti anni e la decisione di ieri, con inevitabile strascico davanti alla Corte Costituzionale può far piacere all’una o all’altra parte, a De Magistris o a Renzi, ma certamente non ai napoletani che vedono ancora una volta allontanarsi l’avvio delle bonifiche e dei lavori in quell’area.
Bagnoli ha bisogno di una nuova pianificazione urbanistica che marchi una scelta decisa per valorizzare il contenuto e la vocazione turistica dell’area ed è assurdo che mentre in qualsiasi altra parte del mondo quell’area rappresenterebbe una risorsa infinita per il rilancio della città, qui siamo prigionieri di una sinistra incapace si chiami essa De Magistris o Renzi.

(OMNINAPOLI) Napoli, 25 MAG – “Il Capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia – An, Fabio Rampelli, ha presentato una Interrogazione a risposta scritta sulla concessione ai Centri Sociali, da parte della Giunta Comunale, di alcuni immobili di proprietà comunale”. A darne notizia Luigi Rispoli della Direzione Nazionale del partito di Giorgia Meloni e presidente della associazione Volontari per #Napoli. “L’interrogazione di Rampelli – ha dichiarato Rispoli – indirizzata al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, mette in evidenza un ulteriore aspetto gravissimo del comportamento di De Magistris e della sua Giunta, e cioè che in questo modo, tra l’altro, non si tutelano beni di notevole valore culturale come quelli occupati compromettendone la conservazione e, soprattutto, la piena fruizione pubblica”. Rampelli, nel suo atto ispettivo, scrive: “Secondo la giunta la motivazione dei provvedimenti consiste nella fruizione collettiva e civica dei beni patrimoniali dell’ente locale, ma, in realtà, attraverso il meccanismo della concessione a privati le proclamate finalità collettive, verrebbero vanificate. Concedendo i propri beni patrimoniali a soggetti che li detengono per i loro scopi privati – continua Rampelli – perfino precludendone l’accesso generalizzato alla cittadinanza, si impedirebbe la fruizione pubblica degli stessi. Nei provvedimenti adottati dalla Giunta Comunale, per di più, non si fa alcun riferimento alle modalità attraverso le quali avverrà la concessione dei cosiddetti ai soggetti utilizzatori ed, inoltre, occorre rilevare che i costi di gestione di detti immobili, in assenza di esplicito accordo, benché gli stessi siano concessi a privati, dovrebbero rimanere a carico del bilancio comunale”. “La nostra – ha continuato l’ex presidente del Consiglio Provinciale, Luigi Rispoli – è una battaglia per la legalità e per il ripristino delle regole democratiche in questa città. Noi diciamo chiaramente che, indipendentemente dagli atti di violenza che di continuo li vedono protagonisti, i centri sociali sono comunque soggetti che operano al di fuori della legge perché attuano le occupazioni abusive di beni pubblici. Non si può più tollerare che a Napoli ci sia gente che sta per anni in edifici altrui e che, in caso di sgombero, rientrano dopo poco. Se di fronte a queste cose ci si gira dall’altra parte, non bisogna sorprendersi quando ci troviamo le piazze sfasciate come è accaduto in occasione della manifestazione di Salvini. Se uno sa che a violare la legge e a commettere reati non gli succede niente, ma anzi avrà il sostegno del Sindaco De Magistris, finirà per diventare sempre più arrogante e violento. Per questo motivo andrebbero perseguiti anche tutti gli ospiti dei centri sociali a partire da tutti quegli artisti che si esibiscono a pagamento in queste strutture. Essi infatti sono complici degli occupanti, ed in questo modo condividono il reato di occupazione abusiva, oltre a quelli di violazione di domicilio, disturbo alla quiete pubblica, danneggiamento, ecc. La nostra attività – conclude Rispoli – è per il ripristino delle regole in città e per il superamento della attuale situazione di emergenza democratica che viviamo in questo momento”


(OMNINAPOLI) NAPOLI, 15 MAG – Per Luigi Rispoli, presidente dei Volontari per #NAPOLI, associazione sovranista, “le dichiarazioni farneticanti di Eleonora de Majo, consigliere comunale di DemA, confermano le nostre preoccupazioni sulla minaccia alla democrazia che oggi i centri sociali rappresentano a NAPOLI e sui collegamenti che essi hanno con il Sindaco De Magistris.Definire “attacco ingiustificato” un intervento di controllo dei Carabinieri in uno spazio pubblico occupato abusivamente o, peggio ancora, o parlare come fanno sulla loro pagina Facebook gli attivisti di Insurgencia “Degli abusi in divisa, degli uomini che aggrediscono gli studenti, dei corpi delle forze dell’ordine che si accaniscono sui venditori ambulanti, entusiasti di poter finalmente applicare il decreto Minniti” significa riportarci indietro di anni ed utilizzare il linguaggio sovversivo che noi abbiamo già conosciuto negli anni di piombo”. Quindi “Bisogna mobilitare la NAPOLI silenziosa e laboriosa, quella che ogni giorno si tira su le maniche per rilanciare l’immagine della città e sopperire alla assenza dell’amministrazione comunale, che sono stufi di sopportare queste attività notturne, come quella di sabato a Mezzocannone, organizzate durante l’anno. Feste, discoteche, party di autofinanziamento: tutto in maniera più o meno illegale, realizzato senza autorizzazioni di sorta in locali spesso occupati con attività che nulla hanno a che vedere con la cultura e che comunque sono spacciate per tali.”

“Ancora una occupazione abusiva di una proprietà comunale: Questa volta l’occupazione ha riguardato uno spazio di proprietà comunale sito in Vico Sottomonte ai Ventaglieri, angolo Vico Lepre. Una vecchia Chiesa già utilizzata come Ufficio Informagiovani di cui, sfondando la porta, un sedicente “Comitato salviamo il Pellegrini” ha preso possesso per insediare l’ennesimo Centro Sociale”.

Questo il senso di una nota di Luigi Rispoli, già presidente del Consiglio Provinciale di Napoli nonché Presidente dei “Volontari per Napoli”, organizzazione che la settimana scorsa unitamente ai “Volontari per l’Italia” ha presentato alla Procura presso la Corte dei Conti un esposto proprio sulle occupazioni dei Centri Sociali a Napoli.

“La cosa incredibile – ha proseguito Rispoli – è che il Comune pochissimi giorni fa con deliberazione di G.C. n. 221 del 02/05/2017 aveva perfezionato l’assegnazione del bene ad un gruppo di associazioni che hanno partecipato ad un avviso pubblico per realizzare un progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri denominato ‘Fork people to change’.

Le associazioni Sagapò, M.U.N.I. Onlus, Informatici senza Frontiere Onlus, PerMicrolab Onlus e le società loro partner The Hub Roma s.r.l., Make a cube s.r.l. e Meridonare s.r.l. - spiega l’esponente di VpN - hanno avuto la beffa di vedersi scippato quello spazio necessario per poter realizzare il loro progetto nonostante si fossero impegnate ad investire 25.000,00 €uro per ristrutturare quei locali e che, dopo i primi due anni, avrebbero pagato un canone di locazione di € 1.245,00 al mese. Un danno notevole – si legge ancora – anche per le casse del Comune che avrebbe presupposto tutt’altro tipo di reazione da parte del Sindaco De Magistris che, invece, non solo non ha avviato o forse non ha bloccato, le procedure per sgomberare lo spazio ma addirittura, come lui stesso ha reso noto a margine di una cerimonia all’Ordine dei Medici, ha accolto gli occupanti a Palazzo San Giacomo in pompa magna sostenendoli politicamente. Qui ormai non c’è più solo un problema di danno erariale a danno del Comune e, quindi, dei napoletani. Ci troviamo – aggiunge Rispoli - purtroppo di fronte ad un preoccupante fenomeno che minaccia seriamente, come abbiamo già avuto modo di verificare, l’ordine pubblico in città. Il Sindaco favorendo e promuovendo le occupazioni sta determinando una gravissima emergenza democratica in città concedendo spazi pubblici, in barba alle leggi ed ai regolamenti, a soggetti anacronistici e molto violenti. Dei veri e propri incubatori di violenza che non risparmiano nessuno che non sia schierato con il Sindaco. Imbracciano mazze, danno fuoco alle auto, picchiano i poliziotti nascondendo il volto dietro il passamontagna. Chiederemo al Questore – ha quindi concluso Luigi Rispoli – di intervenire e controllare questi ‘centri sociali’ pericolosi sparsi in tutta Napoli che negli ultimi anni si sono resi protagonisti di inaudite violenze”.

Alla follia di #DeMagistris non c’è limite. Ora dichiara: “In questi giorni hanno messo in campo insidiose, subdole, cattive e anche violente azioni per metterci seriamente in difficoltà e provando a impedirci di approvare il bilancio in Giunta. Non ci sono riusciti e non riusciranno ad arrestare la rivoluzione”.
Ma di quale rivoluzione parla questo signore. Quella che impedisce il trasporto scolastico agli alunni disabili? O si riferisce al fatto che tanti alunni disabili non possono fare pipì a scuola perché non c’è nessuno che li accompagna in bagno? Quella che determina l’aumento del trasporto pubblico? Forse si riferisce a quella che ha colpito le fasce più deboli dei napoletani che non godranno più dell’esenzione sull’addizionale Irpef? Pensa che sia rivoluzionario tagliare di 130mln di €uro la spesa sociale del Comune? O forse concedere gratis immobili comunali ai suoi amici dei Centri Sociali lo considera un atto rivoluzionario?
#Napoli merita rispetto ed un Sindaco che invece di giocare a fare il Che Guevara a pane ‘e puparuole governi e governi seriamente con soluzioni reali senza dover ogni volta essere costretta ad ascoltare il mantra dei poteri forti che gli impedirebbero di fare le cose.
La logica che è sempre colpa di qualcun altro non va più bene. La città è in uno stato di completo abbandono e cercare di distogliere l’attenzione con i suoi proclami non funziona più.
#Napoli merita di più.

Il componente del Consiglio Direttivo della Associazione “Volontari per l’Italia, Luigi Rispoli, a margine della conferenza stampa nella quale è stato illustrato alla città l’esposto depositato presso il Tribunale di Napoli relativamente a quanto accaduto a Napoli in occasione della manifestazione dell’On. Matteo Salvini, ha rilasciato la seguente dichiarazione: 

“Gli incidenti scoppiati a Napoli l’11 marzo scorso, in occasione della manifestazione di Salvini, hanno avuto nella persona del Sindaco di Napoli se non l’ispiratore, certamente uno di quelli che maggiormente hanno soffiato sul fuoco attraverso dichiarazioni a mezzo stampa inusuali per un uomo delle istituzioni quale De Magistris è.

Le immagini di Napoli messa a soqquadro dagli estremisti dei Centri Sociali, storici sostenitori di De Magistris, fanno male al cuore. Riteniamo che se una persona vuole parlare ha il diritto di farlo anche se si chiama Matteo Salvini.

Così come la mancata espressione di solidarietà agli agenti di Polizia da parte del Consiglio Comunale di Napoli, atto ispirato dallo stesso Sindaco, sia sintomatico di come anche nell’assemblea cittadina siedano persone di chiara matrice sovversiva  la cui condotta antidemocratica e di mancato rispetto delle istituzioni si è appalesata attraverso questo gravissimo atto politico preceduto dalla esposizione di uno striscione, anch’esso abbastanza esplicito, sulla facciata del palazzo di Via Verdi.

Per questo motivo abbiamo ritenuto di sottoporre alla attenzione della Magistratura il comportamento del Sindaco De Magistris per valutare l’effetto e l’impatto che le sue dichiarazioni hanno poi avuto sullo svolgimento della manifestazione da lui stessa promossa e se sono stati eventualmente violate le norme del codice penale”.

“Da quello che capisco il Comune di Napoli ha perso anche i 6,4 mln di euro di fondi FESR che la Regione aveva stanziato per realizzare il parco” così Luigi Rispoli, componente della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale intervenendo sul Parco della Marinella.

“Abbiamo lottato per avere un parco verde e ci siamo ritrovati con una bomba ecologica che da anni causa solo disagi ai cittadini della zona. Il parco della Marinella, che dovrebbe sorgere di fronte all’ospedale Loreto Mare, in via Amerigo Vespucci, a pochi passi dall’ex Collocamento, doveva rappresentare un primo tassello per la riqualificazione dell’intera area ed, invece, è uno spazio dove periodicamente sorgono baraccopoli per senza fissa dimora o gruppi Rom”.

“Grosse le responsabilità del Comune –ha continuato Rispoli- per una vicenda infinita che va avanti da più di un decennio che ci ha visto essere protagonisti di un numero innumerevole di denunce e di manifestazioni insieme ai cittadini che vivono di fronte a questo scempio.

A seguito del nuovo finanziamento della Regione (in precedenza c’era già stato un finanziamento di 5,2mln di €uro nell’ambito del PIT speso parzialmente) il Comune ha bandito un nuovo bando avverso il quale una delle ditte escluse propose ricorso. Dopo anni il contenzioso si è risolto ma nel frattempo il Comune non può più utilizzare il finanziamento.

Ricordo perfettamente che all’indomani della conclusione delle procedure di gara il V. Sindaco dell’epoca, Sodano, mi assicurò che anche in presenza di eventuali ricorsi avrebbero proceduto comunque all’inizio dei lavori. Poi fu costretto a dimettersi che chi lo ha sostituito evidentemente ha cambiato atteggiamento.

Il risultato è che ancora non abbiamo un parco, abbiamo una baraccopoli che nel frattempo si è ripopolata e soprattutto la città non sa quando potrà realizzare il sogno di avere un grande polmone verde in uno dei punti più inquinati da gas di scarico della città.

Questa mattina anche il Presidente della II^ Municipalità, incalzato dai consiglieri di opposizione, in particolare da Ciro Cinquegrana, ha dovuto ammettere la triste verità durante i lavori del consiglio e confermare i nostri sospetti. Il Comune, quindi, ancora una volta si dimostra incapace di spendere i fondi europei.

Cosa dirà il Sindaco di questa ennesimo danno alla città? Quanti anni ancora dovremo aspettare per vedere realizzato il Parco della Marinella così come lo ha progettato il prof. Aldo Loris Rossi?

Nel frattempo incalzeremo il Comune cercando di ottenere, per l’ennesima volta, lo sgombero della baraccopoli che è un vero scempio alla porta d’ingresso della città ed anche causa di tanti disagi procurati agli abitanti della zona”.

Si dice che a dare la spallata decisiva a #Renzi in questo referendum siano stati i giovani, in particolare quelli disoccupati. Non so se sia veramente così ma penso che quello del lavoro è il settore dove il fallimento del governo sia più evidente.

Lo dico da mesi: il Job’s Act è una infamia!

I dati sull’occupazione forniti da ISTAT ed INPS sono impietosi e fotografano un mercato del lavoro dove non esistono diritti e a farla da padroni sono il profitto e gli interessi degli imprenditori.

Si è puntato tutto sugli incentivi offerti alle aziende per le assunzioni ma i “nuovi” contratti a tempo indeterminato hanno una durata limitata, e le cosiddette “tutele” crescenti – previste da questo tipo di contratti – permetteranno ai datori di lavoro di scaricare i lavoratori non appena le loro prestazioni saranno divenute sconvenienti economicamente (cioè, per parlar chiaro, quando cesseranno gli incentivi per le assunzioni di questo tipo, o non appena si riprodurrà un minimo intoppo nella presunta mini ripresa dell’economia globale).

C’è anche l’assurdo del demansionamento e cioè la possibilità per l’imprenditore di poter degradare il lavoratore per ragioni tecniche e organizzative, cioè quando fa comodo.

Ma il dato drammatico riguarda la disoccupazione giovanile oggi al 37,9% in Italia contro una media europea del 22%.

Chi in famiglia non ha un giovane drammaticamente alla ricerca di una occupazione? Chi non vede valenti giovani costretti ad andare all’estero per cercare una occupazione? Chi non vede la difficoltà dei nostri ragazzi nel realizzare i loro progetti di vita?

La tragedia dei nostri giovani è un male non solo economico ma anche psicologico e culturale.

La risposta del governo con il Job’s Act ha determinato un aumento dei voucher, del lavoro interinale e di tutte quelle forme contrattuali che non danno alcuna garanzia né diritto ai lavoratori, ma con il lavoro vero siamo al palo.

Chiunque voglia costruire una alternativa reale e concreta alla sinistra è da qui che deve partire, dalla riforma del mercato del lavoro, cancellando il Job’s Act e puntando su competenza e merito. Un patto per l’Italia con tutte le forze sociali che metta al centro il lavoro ed il rilancio del nostro sistema produttivo. Un patto che punti attraverso la cogestione a sancire quella serenità sociale di cui abbiamo bisogno per superare questo periodo in cui ognuno ha tirato dalla propria parte.

Luigi Rispoli

Alla vigilia del ballottaggio per decidere chi sarà il prossimo Sindaco di Napoli ho svolto questa mia riflessione che vi propongo nella considerazione che anche in questa tornata elettorale è mancato un vero dibattito sui problemi di Napoli.
Il meccanismo elettorale dell’elezione diretta del Sindaco finisce per orientare le attenzioni degli elettori solo ed esclusivamente sulle singole persone che si propongono a ricoprire l’ambito ruolo.
Alla fine la scelta è fatta considerando tutti gli elementi fatta esclusione per il progetto politico ed il modello di governo che il singolo candidato propone. E’ triste ma è così.
Mi permetto, quindi, di dare a questi due signori alcuni suggerimenti, anche se non richiesti, nel caso in cui dovessero risultare vincitori all’esito del turno di ballottaggio.
La crisi che colpisce Napoli non è solo economica e sociale, ma anche e soprattutto culturale. La città ha perso completamente una propria identità e sembra incapace di percorrere una strada per tirarsi fuori dalle sabbie mobili nelle quali sembra intrappolata. Vive chiusa in se stessa e ha perso la sua forza che era costituita principalmente dalla capacità di agire al di fuori di schemi consueti e datati.
Gli interessi particolari, specie quelli di una borghesia corrotta e svogliata, sono sempre prioritari rispetto a quelli della stragrande maggioranza dei napoletani, dove l’unica regola che vige è quella che tutto deve restare tristemente così com’è perché ogni opportunità di sviluppo è guardata con sospetto perché altera equilibri che sono ritenuti eterni.
Napoli, per questo, oggi appare come una città immobile, dove i giovani non trovano opportunità e le fasce più deboli della società scivolano nella povertà e nell’abbandono mentre la criminalità organizzata surroga lo Stato in gran parte del territorio.
Un modello di governo alternativo per questa città deve puntare decisamente ad un cambiamento radicale, da realizzare concretamente puntando su fattori fondamentali come lo sviluppo, la tutela dell’ambiente e un nuovo modello di welfare municipale.
Aprire la città all’area metropolitana agendo con il territorio e creando quelle sinergie con gli altri comuni per rimettere in moto l’economia. Napoli è al centro di una Area vasta e con l’istituzione della città metropolitana bisognerebbe guardare ad un orizzonte più vasto per riequilibrare funzioni tenendo conto che la priorità fondamentale resta il lavoro! Le Istituzioni facciano squadra per costruire un progetto di sviluppo ed attrarre investimenti.
Si difenda l’interesse generale, non gli orticelli e le rendite di posizione. Si tutelino le fasce deboli e chi è più indietro. No al clientelismo, spazio al merito. Si punti con decisione allo sviluppo di Bagnoli e dell’area occidentale cercando potenziali investitori. Si favorisca l’iniziativa privata e l’imprenditoria (in particolare, dei giovani). Si Valorizzino le competenze. Si punti sulla logistica integrata e le attività manifatturiere ad essa collegabili. Facciamo rinascere il porto, le riparazioni navali e tutte le attività legate alla risorsa mare. Investiamo nel turismo, finora poco valorizzato nonostante i continui arrivi di turisti, rendendo la città più pulita ed accogliente e organizzando servizi per il turismo culturale e crocieristico.
Salviamo i nostri monumenti dal degrado. Valorizziamo la nostra bellissima Napoli. Facciamo conoscere la nostra grande tradizione culturale e la nostra creatività artistica. Si crei il sistema ?#?Napoli?.

Non mi piace che in campagna elettorale si possa far leva sul disagio economico della gente, sulla miseria e la difficoltà di molte famiglie, per accaparrarsi voti. Mi spiace, quindi, che Gianni Lettieri abbia fatto una proposta, quella dei 600 €uro al mese, per 18 mesi, agli over 50 che perdono il posto di lavoro, che al pari della proposta del Reddito Minimo Cittadino avanzata da De Magistris, con una delibera di indirizzo e senza impegno economico, ha il sapore della demagogia spicciola, della presa in giro, senza nessuna possibilità di realizzazione.
Lettieri sostiene che avrebbe trovato le risorse disponibili nella programmazione dei Fondi europei. Intanto uno gli potrebbe obiettare che la gestione dei Fondi Europei è una competenza della Giunta Regionale e non del Sindaco di Napoli, per cui qualunque misura dovrebbe essere concordata con la giunta e non mi risulta che fino a questo momento sia prevista una cosa del genere.
Ma l’aspetto più importante è legato a diversi elementi che ne impediscono la realizzazione.
Per prima cosa chi perde un posto di lavoro ha già diritto ai trattamenti economici degli ammortizzatori sociali che per definizione sono un ventaglio di disposizioni normative finalizzate al sostegno del reddito di coloro che si trovano involontariamente in una situazione di disoccupazione.
Difficile immaginare, quindi, una duplicazione di misura di sostegno al reddito specie se la stessa è riferita solo a particolari segmenti del disagio sociale e non a tutti quelli che si trovano in una condizione di inoccupabilità.
Immagino, poi, che Lettieri quando parla di fondi europei pensi al Fondo sociale europeo (FSE), cioè a quello strumento utilizzato dall’Unione Europea per sostenere l’occupazione, aiutare i cittadini a trovare posti di lavoro migliori e assicurare opportunità lavorative più eque per tutti.
Il Fse funziona con l’UE che distribuisce i finanziamenti agli Stati membri e alle regioni al fine di sostenerne i singoli programmi. I programmi finanziano progetti per favorire e creare nuovi e migliori posti di lavoro.
Ed è proprio questo il punto, il Fse può finanziare solo interventi finalizzati alla creazione di nuova occupazione e non può essere mai, dico mai, utilizzato come misura di sostegno al reddito così come Lettieri promette.
Lettieri poi non sa che, allo stato, è in corso di adozione da parte del Governo nazionale l’estensione della misura di Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA), intervento che sostituirà la Carta acquisti sperimentale, che ha avuto una fase di sperimentazione già realizzata in dodici città tra cui proprio Napoli.
Bisognerebbe anche informare Lettieri, per evitare che continui a promettere a vuoto, che esiste agli atti del Consiglio Regionale un progetto di legge regionale per l’istituzione del reddito minimo garantito in Campania che sarà oggetto di un approfondito dibattito su questa misura di sostegno al reddito che dovrebbe riguardare tutti, e non solo gli over 50 come nella sua proposta.
Insomma proposte come queste andrebbero fatte tenendo conto dell’intero quadro normativo europeo, nazionale e regionale, perché la proposta lanciata nel modo in cui è stata formulata potrà essere utile per raccattare qualche voto, certamente non per dare concreto aiuto ai soggetti individuati e cioè gli over 50.
Del resto uno che aspira a fare il Sindaco dovrebbe sapere che tutte le azioni di governo pubbliche, da chiunque ente siano messe in campo, devono muoversi armonicamente all’interno del più complesso arco di norme e provvedimenti che chiamiamo Stato Sociale.
Il candidato civico Lettieri, quello che vuole i voti del centrodestra ma che poi se ne vergogna, esattamente come fa il suo amico Renzi, promette cose che non potrà mantenere.
La differenza con Marcello Taglialatela e con Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale sta anche in questo, la Destra quello che promette poi realizza!
?#?liberaNapoli? ?#?taglialatelasindaco?