Vai ai contenuti

la politica per passione

Non smetterò mai di sognare un mondo migliore. Luigi Rispoli

Archivio

Tag: Provincia di Napoli

(OMNINAPOLI) Napoli, 16 GIU – “Assurdo che il Comune di Napoli non riesca a difendere e valorizzare questa splendida costruzione dell’architetto napoletano” così Luigi Rispoli, ex presidente del Consiglio Provinciale di Napoli e Presidente dei Volontari per #Napoli. “In altre città -ha continuato Rispoli- valorizzano tutto quello che può attrarre i turisti ed invece a Napoli capita che uno degli esempi più belli dell’architettura di Lamont Young, Villa Ebe, non solo sia abbandonata a se stessa, ma addirittura sia occupata abusivamente da due coppie di polacchi nell’indifferenza del Comune di Napoli, proprietario della struttura. L’abbandono del castello di Monte Echia, oggi occupato da abusivi, è un altro degli episodi clamorosi dell’incapacità di De Magistris, al netto delle sue consuete e vuote dichiarazioni roboanti, ad amministrare la nostra città. “L’inerzia dell’amministrazione comunale rispetto al recupero della struttura distrutta da un incendio nel 2000 e destinataria di finanziamenti ancora disponibili presso la Regione Campania proprio per il recupero funzionale dell’opera di Young, è avvilente. Intanto dell’indifferenza di De Magistris ne giovano due coppie di polacchi che vivono in una dimora con una vista incantevole sul golfo di Napoli senza che nessuno li mandi via, veramente paradossale. Napoli -ha concluso Rispoli- merita una amministrazione comunale efficiente con un Sindaco che sia veramente interessato a risolvere i problemi della città. De Magistris, invece naviga a vista accompagnato dai suoi sodali dei centri sociali e non ha ancora compreso che la politica è fatta di programmi e di idee perché una città senza una seria programmazione è spacciata”.

“Nei pressi di Piazza Garibaldi, tra Piazza Nolana ed il Corso Garibaldi si sono affrontati gruppi di stranieri”. A darne notizia è Luigi Rispoli, presidente di Volontari per #Napoli ed ex presidente del Consiglio Provinciale. “La rissa –ha continuato Rispoli- ha visto coinvolti una cinquantina di extracomunitari che stazionano e trafficano indisturbati da anni in quell’area. Lo spiacevole episodio ha, tra l’altro, causato notevoli disagi al traffico locale e si è consumato nel terrore dei passanti che sono scappati via. Alcuni commercianti mi hanno detto che è stato impossibile contattare il 112 ed il 113 e che solo dopo venti minuti è arrivata un’auto della Polizia Municipale la cui presenza ha messo in fuga i protagonisti della disgustosa scena.
Mi è stato riferito di una rissa durante la quale queste “risorse” si sono affrontate con spranghe e coltelli senza risparmiarsi, rissa che segue di pochi giorni un altro analogo episodio che si svolse, questa volta, in Piazza Garibaldi.
La sensazione che hanno i cittadini che abitano in quella zona e che da anni chiedono più sicurezza, è quella di essere stati abbandonati a se stessi dalle istituzioni mentre tutta l’area di Piazza Garibaldi è terra di nessuno dove l’unica legge che esiste è quella della prepotenza e della sopraffazione.
Ormai a Napoli –ha concluso Luigi Rispoli- chiedere il rispetto delle regole e della legge è una pia illusione. Tra un Sindaco incapace e le forze di polizia sempre più sguarnite di uomini e mezzi e demotivati da una normativa che garantisce solo chi commette reati, c’è poco da stare allegri”.

 

“L’accordo trasversale per garantire il via libera del Consiglio metropolitano alla modifica del Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi costerà ai cittadini più di 1mln e 200mila €uro” è quanto ha dichiarato il presidente della associazione Volontari per #Napoli, Luigi Rispoli.
“Infatti – ha continuato Rispoli – con questa modifica, il consiglio ha dato il via libera alla assunzione di 24 staffisti, che secondo gli accordi dovrebbero essere divisi tra i 24 consiglieri, ma, soprattutto è stato dato il via libera a De Magistris per l’assunzione, intuitu personae, di un nuovo capo di gabinetto per l’ente di Piazza Matteotti.
Ed è proprio questo il punto a cui teneva di più De Magistris che, per ragioni di equilibrio interne ai suoi, ha deciso già di nominare in quel ruolo Alessandro Nardi, già amministratore della Napoli Holding, cui andrà un compenso equiparato ai dirigenti della ex provincia che mediamente è di circa 200mila € l’anno.
La nomina di Nardi avverrà nonostante che il presidente dell’ANAC, Raffaele Cantone, cui era stato chiesto un parere, ha giudicato questa nomina inopportuna per il ruolo ricoperto precedentemente dallo stesso Nardi all’interno della partecipata del Comune di Napoli.
Quindi De Magistris, che aveva già nominato un suo uomo, Giuseppe Cozzolino, Direttore Generale, cosa che non era mai accaduto in precedenza nella vecchia provincia, facendo spendere alla collettività altri 120mila € l’anno che vanno ad aggiungersi al milione e 200mila €uro per staffisti e capo di gabinetto.
Uno scandalo – ha detto ancora l’ex presidente del consiglio provinciale – aggravato dal comportamento consociativo di chi avrebbe dovuto opporsi a questo enorme spreco di danaro in un ente che stenta a riconoscere ai propri lavoratori tutti gli istituti previsti dai vari contratti di lavoro e che non riesce a garantire i servizi ai cittadini che la Città Metropolitana, per norma, è tenuta ad offrire.
Vecchi metodi – ha concluso Rispoli – di una vecchia politica che De Magistris cerca di coprire mentendo sui presunti successi della sua attività amministrativa che, purtroppo per i napoletani, vede solo lui”

#DeMagistris ha esultato perché una sentenza del Consiglio di Stato su Bagnoli sui ricorsi presentati dall’amministrazione dello stesso de Magistris e dalla curatela fallimentare di Bagnolifutura ha riconosciuto le competenze del Comune e ha spianato la strada ad un successivo passo per poter ottenere dalla Consulta l’ok ad un maggiore coinvolgimento di Palazzo San Giacomo e ad una sua più ampia valorizzazione.
Su questo argomento sono stato sempre schierato dalla parte di chi sosteneva l’illegittimità del provvedimento con il quale Renzi di punto in bianco esautorava il Comune di Napoli dalle competenze ad esso affidate dal T.U.E.L. in materia urbanistica istituendo la figura di un commissario ed una cabina di regia per portare avanti la rigenerazione urbana di Bagnoli.
Ero e sono contrario nonostante #DeMagistris perché un paese deve essere governato nel rispetto delle regole che devono valere sempre e per tutti anche quando, come nel caso di #Napoli, ci troviamo di fronte ad un Sindaco palesemente incapace.
L’atto di imperio di #Renzi, dunque, non ha portato ad alcun risultato, e concretamente ha fatto perdere solo altro tempo su questa soap opera che si chiama Bagnoli e che tiene bloccato lo sviluppo di quell’area e dell’intera città.
Ciononostante non possiamo dimenticare le gravi responsabilità di De Magistris che partono da quella vicenda, ormai nota, dei 50 milioni di euro ricevuti dal Comune di Napoli nel 2011 per la bonifica di Bagnoli da parte del Ministero dell’Ambiente, fondi voluti fortemente dal Sindaco De Magistris ma mai utilizzati per questo scopo e di cui si sono perse le tracce.
Per finire con il fallimento della società pubblica “Bagnoli Futura” che avrebbe dovuto gestire e guidare il progetto di riconversione dell’area e che nell’era della rivoluzione arancione ha fatto solo passi indietro fino alla definitiva chiusura.
Bagnoli rappresenta il più grande fallimento della classe politica di sinistra che ha governato Napoli ed è letteralmente ferma da molti anni e la decisione di ieri, con inevitabile strascico davanti alla Corte Costituzionale può far piacere all’una o all’altra parte, a De Magistris o a Renzi, ma certamente non ai napoletani che vedono ancora una volta allontanarsi l’avvio delle bonifiche e dei lavori in quell’area.
Bagnoli ha bisogno di una nuova pianificazione urbanistica che marchi una scelta decisa per valorizzare il contenuto e la vocazione turistica dell’area ed è assurdo che mentre in qualsiasi altra parte del mondo quell’area rappresenterebbe una risorsa infinita per il rilancio della città, qui siamo prigionieri di una sinistra incapace si chiami essa De Magistris o Renzi.

(OMNINAPOLI) Napoli, 25 MAG – “Il Capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia – An, Fabio Rampelli, ha presentato una Interrogazione a risposta scritta sulla concessione ai Centri Sociali, da parte della Giunta Comunale, di alcuni immobili di proprietà comunale”. A darne notizia Luigi Rispoli della Direzione Nazionale del partito di Giorgia Meloni e presidente della associazione Volontari per #Napoli. “L’interrogazione di Rampelli – ha dichiarato Rispoli – indirizzata al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, mette in evidenza un ulteriore aspetto gravissimo del comportamento di De Magistris e della sua Giunta, e cioè che in questo modo, tra l’altro, non si tutelano beni di notevole valore culturale come quelli occupati compromettendone la conservazione e, soprattutto, la piena fruizione pubblica”. Rampelli, nel suo atto ispettivo, scrive: “Secondo la giunta la motivazione dei provvedimenti consiste nella fruizione collettiva e civica dei beni patrimoniali dell’ente locale, ma, in realtà, attraverso il meccanismo della concessione a privati le proclamate finalità collettive, verrebbero vanificate. Concedendo i propri beni patrimoniali a soggetti che li detengono per i loro scopi privati – continua Rampelli – perfino precludendone l’accesso generalizzato alla cittadinanza, si impedirebbe la fruizione pubblica degli stessi. Nei provvedimenti adottati dalla Giunta Comunale, per di più, non si fa alcun riferimento alle modalità attraverso le quali avverrà la concessione dei cosiddetti ai soggetti utilizzatori ed, inoltre, occorre rilevare che i costi di gestione di detti immobili, in assenza di esplicito accordo, benché gli stessi siano concessi a privati, dovrebbero rimanere a carico del bilancio comunale”. “La nostra – ha continuato l’ex presidente del Consiglio Provinciale, Luigi Rispoli – è una battaglia per la legalità e per il ripristino delle regole democratiche in questa città. Noi diciamo chiaramente che, indipendentemente dagli atti di violenza che di continuo li vedono protagonisti, i centri sociali sono comunque soggetti che operano al di fuori della legge perché attuano le occupazioni abusive di beni pubblici. Non si può più tollerare che a Napoli ci sia gente che sta per anni in edifici altrui e che, in caso di sgombero, rientrano dopo poco. Se di fronte a queste cose ci si gira dall’altra parte, non bisogna sorprendersi quando ci troviamo le piazze sfasciate come è accaduto in occasione della manifestazione di Salvini. Se uno sa che a violare la legge e a commettere reati non gli succede niente, ma anzi avrà il sostegno del Sindaco De Magistris, finirà per diventare sempre più arrogante e violento. Per questo motivo andrebbero perseguiti anche tutti gli ospiti dei centri sociali a partire da tutti quegli artisti che si esibiscono a pagamento in queste strutture. Essi infatti sono complici degli occupanti, ed in questo modo condividono il reato di occupazione abusiva, oltre a quelli di violazione di domicilio, disturbo alla quiete pubblica, danneggiamento, ecc. La nostra attività – conclude Rispoli – è per il ripristino delle regole in città e per il superamento della attuale situazione di emergenza democratica che viviamo in questo momento”

“Da quello che capisco il Comune di Napoli ha perso anche i 6,4 mln di euro di fondi FESR che la Regione aveva stanziato per realizzare il parco” così Luigi Rispoli, componente della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale intervenendo sul Parco della Marinella.

“Abbiamo lottato per avere un parco verde e ci siamo ritrovati con una bomba ecologica che da anni causa solo disagi ai cittadini della zona. Il parco della Marinella, che dovrebbe sorgere di fronte all’ospedale Loreto Mare, in via Amerigo Vespucci, a pochi passi dall’ex Collocamento, doveva rappresentare un primo tassello per la riqualificazione dell’intera area ed, invece, è uno spazio dove periodicamente sorgono baraccopoli per senza fissa dimora o gruppi Rom”.

“Grosse le responsabilità del Comune –ha continuato Rispoli- per una vicenda infinita che va avanti da più di un decennio che ci ha visto essere protagonisti di un numero innumerevole di denunce e di manifestazioni insieme ai cittadini che vivono di fronte a questo scempio.

A seguito del nuovo finanziamento della Regione (in precedenza c’era già stato un finanziamento di 5,2mln di €uro nell’ambito del PIT speso parzialmente) il Comune ha bandito un nuovo bando avverso il quale una delle ditte escluse propose ricorso. Dopo anni il contenzioso si è risolto ma nel frattempo il Comune non può più utilizzare il finanziamento.

Ricordo perfettamente che all’indomani della conclusione delle procedure di gara il V. Sindaco dell’epoca, Sodano, mi assicurò che anche in presenza di eventuali ricorsi avrebbero proceduto comunque all’inizio dei lavori. Poi fu costretto a dimettersi che chi lo ha sostituito evidentemente ha cambiato atteggiamento.

Il risultato è che ancora non abbiamo un parco, abbiamo una baraccopoli che nel frattempo si è ripopolata e soprattutto la città non sa quando potrà realizzare il sogno di avere un grande polmone verde in uno dei punti più inquinati da gas di scarico della città.

Questa mattina anche il Presidente della II^ Municipalità, incalzato dai consiglieri di opposizione, in particolare da Ciro Cinquegrana, ha dovuto ammettere la triste verità durante i lavori del consiglio e confermare i nostri sospetti. Il Comune, quindi, ancora una volta si dimostra incapace di spendere i fondi europei.

Cosa dirà il Sindaco di questa ennesimo danno alla città? Quanti anni ancora dovremo aspettare per vedere realizzato il Parco della Marinella così come lo ha progettato il prof. Aldo Loris Rossi?

Nel frattempo incalzeremo il Comune cercando di ottenere, per l’ennesima volta, lo sgombero della baraccopoli che è un vero scempio alla porta d’ingresso della città ed anche causa di tanti disagi procurati agli abitanti della zona”.

Uno studente delle medie è stato ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale Loreto Mare, per le ferite riportate dopo una lite con un altro minorenne nell’Istituto comprensivo Teresa Confalonieri, in vico San Severino, nel centro storico di Napoli. Il giovane è stato sottoposto ad intervento chirurgico ed è ora fuori pericolo. Questo non è il primo episodio né sarà l’ultimo di questo tenore che accade a Napoli, ma anche nel resto del paese, e ciononostante si dibatte tanto e giustamente della crisi economica senza renderci conto che c’è un altro abisso nel quale ormai siamo precipitati.

Esso riguarda i valori fondamentali dell’uomo, che sembrano essersi dissolti nel nulla, nell’assoluta indifferenza e rassegnazione dei più.

Il dilagare di episodi raccapriccianti, come quello di ieri della lite dei due minorenni a scuola, il continuo racconto che ci perviene dalla cronaca di episodi contrari alla morale e alla natura stessa dell’uomo ci lasciano ormai indifferenti.
Ormai quei valori trasmessi nell’ambito familiare che ci rendevano capaci di avere comportamenti coerenti con il convivere civile, privilegiando etica, rispetto, educazione e buon senso sembrano non esserci più.
Viviamo un’epoca nella quale reati infamanti vengono commessi sia sulla strada, che entro le mura domestiche, fino ad arrivare a quelli bestiali legati alla pedofilia.
E cosa dire del continuo attacco alla famiglia che si concretizza legalizzando matrimoni innaturali tra individui dello stesso sesso che pretendono persino il diritto di crescere dei bambini.
Anche la religione che, con i suoi codici morali, ha sempre promulgato i valori della persona, sembra, soprattutto in quest’ultimo pontificato, aver perso il suo ruolo ed indebolito il suo potere.
Non c’è dubbio che, senza accorgercene, la società ha subito un processo di degenerazione che ci sta portando dritti in fondo al baratro.

Individuarne l’origine è impresa ardua ma sicuramente una accelerazione si è avuta dal ’68 in poi quando il movimento che lo diede origine avviò una vera e propria rivoluzione sociale dei costumi che si concretizzò nel totale rifiuto delle regole, di qualsiasi natura, da quelle sociali a quelle della famiglia.
La famiglia patriarcale fu superata e l’autorità genitoriale subì feroci attacchi senza essere più accettata dai giovani, così come l’autorità scolastica o quella imposta dalla società.
Per i sessantottini l’uomo doveva liberarsi da qualsiasi regola in nome del “tutto consentito”.
L’imperativo era quello di combattere ogni imposizione e sovvertire quei principi fino ad allora ritenuti indiscutibili.
Questa voglia di “libertà” dagli schemi tradizionali, con le contestazioni che seguivano, ha operato un cambiamento radicale nei giovani e noi, oggi, viviamo nel disordine che ne è derivato.
Dopo tanti anni in cui i principi sostenuto dal ’68 hanno regnato imperanti viviamo meglio?
Lo spettacolo avvilente della nostra società ci dice esattamente il contrario: sono aumentate le depressioni, le nevrosi, i suicidi e i crimini.
Quel movimento rivoluzionario ha cambiato la nostra mentalità e il nostro modo di vivere, sottraendoci quei valori, che erano i nostri necessari punti di riferimento e lasciandoci solo insicurezze, insoddisfazioni ed infelicità, capaci di renderci sempre più fragili e di portarci facilmente allo sbando.
Oggi la sfida è ricostruire una società che possa riappropriarsi proprio di quei valori morali che i rivoluzionari dell’epoca combatterono, valori spirituali ed ideologici che hanno il compito di ristabilire un ordine morale, oltre a quelle garanzie, che sono alla base della vita di ognuno di noi e che creano una corretta convivenza con gli altri.
Forse un’azione sinergica tra una Chiesa restituita alla sua funzione dogmatica di difesa dei suoi valori, con il Suo messaggio cristiano e lo Stato, con una legislazione più attenta, può tracciare una nuova strada verso un futuro dove riscoprire il rispetto e l’amore nei confronti degli altri.

Luigi Rispoli

Pubblicato dal quotidiano ROMA il 08/10/2016

Alla vigilia del ballottaggio per decidere chi sarà il prossimo Sindaco di Napoli ho svolto questa mia riflessione che vi propongo nella considerazione che anche in questa tornata elettorale è mancato un vero dibattito sui problemi di Napoli.
Il meccanismo elettorale dell’elezione diretta del Sindaco finisce per orientare le attenzioni degli elettori solo ed esclusivamente sulle singole persone che si propongono a ricoprire l’ambito ruolo.
Alla fine la scelta è fatta considerando tutti gli elementi fatta esclusione per il progetto politico ed il modello di governo che il singolo candidato propone. E’ triste ma è così.
Mi permetto, quindi, di dare a questi due signori alcuni suggerimenti, anche se non richiesti, nel caso in cui dovessero risultare vincitori all’esito del turno di ballottaggio.
La crisi che colpisce Napoli non è solo economica e sociale, ma anche e soprattutto culturale. La città ha perso completamente una propria identità e sembra incapace di percorrere una strada per tirarsi fuori dalle sabbie mobili nelle quali sembra intrappolata. Vive chiusa in se stessa e ha perso la sua forza che era costituita principalmente dalla capacità di agire al di fuori di schemi consueti e datati.
Gli interessi particolari, specie quelli di una borghesia corrotta e svogliata, sono sempre prioritari rispetto a quelli della stragrande maggioranza dei napoletani, dove l’unica regola che vige è quella che tutto deve restare tristemente così com’è perché ogni opportunità di sviluppo è guardata con sospetto perché altera equilibri che sono ritenuti eterni.
Napoli, per questo, oggi appare come una città immobile, dove i giovani non trovano opportunità e le fasce più deboli della società scivolano nella povertà e nell’abbandono mentre la criminalità organizzata surroga lo Stato in gran parte del territorio.
Un modello di governo alternativo per questa città deve puntare decisamente ad un cambiamento radicale, da realizzare concretamente puntando su fattori fondamentali come lo sviluppo, la tutela dell’ambiente e un nuovo modello di welfare municipale.
Aprire la città all’area metropolitana agendo con il territorio e creando quelle sinergie con gli altri comuni per rimettere in moto l’economia. Napoli è al centro di una Area vasta e con l’istituzione della città metropolitana bisognerebbe guardare ad un orizzonte più vasto per riequilibrare funzioni tenendo conto che la priorità fondamentale resta il lavoro! Le Istituzioni facciano squadra per costruire un progetto di sviluppo ed attrarre investimenti.
Si difenda l’interesse generale, non gli orticelli e le rendite di posizione. Si tutelino le fasce deboli e chi è più indietro. No al clientelismo, spazio al merito. Si punti con decisione allo sviluppo di Bagnoli e dell’area occidentale cercando potenziali investitori. Si favorisca l’iniziativa privata e l’imprenditoria (in particolare, dei giovani). Si Valorizzino le competenze. Si punti sulla logistica integrata e le attività manifatturiere ad essa collegabili. Facciamo rinascere il porto, le riparazioni navali e tutte le attività legate alla risorsa mare. Investiamo nel turismo, finora poco valorizzato nonostante i continui arrivi di turisti, rendendo la città più pulita ed accogliente e organizzando servizi per il turismo culturale e crocieristico.
Salviamo i nostri monumenti dal degrado. Valorizziamo la nostra bellissima Napoli. Facciamo conoscere la nostra grande tradizione culturale e la nostra creatività artistica. Si crei il sistema ?#?Napoli?.

Durante la cerimonia per il restauro delle fontane del Seguro il Sindaco De Magistris preannunciò a breve la presentazione di un progetto per Piazza Mercato.
Debbo dire che questa volta, cosa rarissima, è stato di parola perché proprio ieri è stato presentato, insieme ad altri progetti, il PUA per Piazza Mercato.
Cosa prevede?
Una serie di interventi che erano stati già individuati dalla passata Giunta della Regione Campania durante la stesura del Grande Progetto “Centro storico di Napoli – Valorizzazione del sito Unesco” come, per esempio, la riqualificazione di Piazza del Carmine con la riconfigurazione del sagrato della Basilica del Carmine Maggiore e la riqualificazione degli edifici che compongono l’esedra del Seguro.
Il completamento della riqualificazione del complesso del Carminiello (come si ricorderà la gran parte delle facciate esterne è stata già oggetto di un intervento finanziato dall’allora Provincia di Napoli grazie al lavoro di chi vi scrive) e la realizzazione di un parcheggio interrato su Piazza Masaniello.
Tutte cose assolutamente condivisibili, ma allora va tutto bene?
No che non va bene, perché quello che ha presentato De Magistris è un semplice progetto, un elenco di desideri potremmo dire, privo della necessaria copertura finanziaria mentre il Grande Progetto “Centro storico di Napoli – Valorizzazione del sito Unesco”, fu approvato dalla Commissione Europea ed il cui valore era pari a 100 milioni di euro, di cui 75 finanziati dal Fesr.
Mi chiedo, ma non era meglio, caro Sindaco, che l’impegno del Comune fosse stato rivolto esclusivamente alla realizzazione del progetto del Centro Storico invece di farci perdere i finanziamenti?
Ultima annotazione rivolta ai residenti di Palazzo Ottieri.
Il nostro Sindaco, sempre all’interno del PUA, non ha resistito alla tentazione, che altri prima di lui avevano già avuto, di prevedere un intervento di “sostituzione o integrale riconfigurazione edilizia” dell’edificio.
Cosa significa?
Significa che il piano di De Magistris prevede l’abbattimento di Palazzo Ottieri e la sua ricostruzione, uso le parole del documento, “per consentire di formare un accesso diretto dalla piazza stessa al fronte costiero”.

Un ascelta che può essere condivisibile solo e meramente dal punto di vista accademico ma chi governa una città complessa come Napoli dovrebbe avere cura di proporre solo cose realmente realizzabili e non il libro dei sogni.
Naturalmente è quasi superfluo dire che di fronte ai vagheggiamenti di De Magistris si registra il silenzio più totale della Municipalità e di quei consiglieri che, specie in questi giorni, amano farsi fotografare vicino ad operai intenti nel proprio lavoro o a interventi già realizzati per i quali non hanno mosso un dito.

Piazza Mercato rappresenta una parte importantissima di Napoli per gli eventi storici che si sono succeduti in otto secoli; da sola quest’area rappresenta un altro museo a cielo aperto di questa città ed ha tutte le potenzialità per costruire una autonoma prospettiva di sviluppo capace di riempire i tanti negozi vuoti e di creare occupazione per i nostri giovani.
La messa in connessione dei fattori del turismo, del commercio e dell’artigianato, possono creare un ciclo virtuoso che potrebbe far uscire Piazza Mercato dal degrado, anche quello sociale ed economico, nel quale è sprofondata nella indifferenza di chi ci ha finora governato.

(OMNINAPOLI) Napoli, 15 DIC – “Sono estremamente contento che il frutto del nostro lavoro abbia riportato agli antichi fasti il Salone delle Colonne della Real Casa Santa dell’Annunziata”. Così in una nota Luigi Rispoli, presidente cittadino di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. “Fu proprio un mio emendamento all’applicazione dell’avanzo di amministrazione del 2009 che appostò un trasferimento di 400.000 euro con destinazione vincolata proprio al restauro del Salone delle Colonne dove si svolgeva la festa del fazzoletto, cerimonia con cui le giovani esposte trovavano marito – ha continuato l’ex Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli - . L’intervento fu inserito nel più ampio progetto, approvato dal Consiglio provinciale di Napoli dell’epoca, “La Provincia investe in Provincia”, che mirava a recuperare pezzi importanti della storia della città. Ricordo ancora la firma del protocollo a Palazzo San Giacomo con l’allora Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e l’allora Presidente della Provincia Luigi Cesaro ed oggi la notizia della riapertura mi procura enorme soddisfazione”, ha concluso l’esponente del partito guidato da Giorgia Meloni.