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Non smetterò mai di sognare un mondo migliore. Luigi Rispoli

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Tag: regione campania

Alla follia di #DeMagistris non c’è limite. Ora dichiara: “In questi giorni hanno messo in campo insidiose, subdole, cattive e anche violente azioni per metterci seriamente in difficoltà e provando a impedirci di approvare il bilancio in Giunta. Non ci sono riusciti e non riusciranno ad arrestare la rivoluzione”.
Ma di quale rivoluzione parla questo signore. Quella che impedisce il trasporto scolastico agli alunni disabili? O si riferisce al fatto che tanti alunni disabili non possono fare pipì a scuola perché non c’è nessuno che li accompagna in bagno? Quella che determina l’aumento del trasporto pubblico? Forse si riferisce a quella che ha colpito le fasce più deboli dei napoletani che non godranno più dell’esenzione sull’addizionale Irpef? Pensa che sia rivoluzionario tagliare di 130mln di €uro la spesa sociale del Comune? O forse concedere gratis immobili comunali ai suoi amici dei Centri Sociali lo considera un atto rivoluzionario?
#Napoli merita rispetto ed un Sindaco che invece di giocare a fare il Che Guevara a pane ‘e puparuole governi e governi seriamente con soluzioni reali senza dover ogni volta essere costretta ad ascoltare il mantra dei poteri forti che gli impedirebbero di fare le cose.
La logica che è sempre colpa di qualcun altro non va più bene. La città è in uno stato di completo abbandono e cercare di distogliere l’attenzione con i suoi proclami non funziona più.
#Napoli merita di più.

Uno studente delle medie è stato ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale Loreto Mare, per le ferite riportate dopo una lite con un altro minorenne nell’Istituto comprensivo Teresa Confalonieri, in vico San Severino, nel centro storico di Napoli. Il giovane è stato sottoposto ad intervento chirurgico ed è ora fuori pericolo. Questo non è il primo episodio né sarà l’ultimo di questo tenore che accade a Napoli, ma anche nel resto del paese, e ciononostante si dibatte tanto e giustamente della crisi economica senza renderci conto che c’è un altro abisso nel quale ormai siamo precipitati.

Esso riguarda i valori fondamentali dell’uomo, che sembrano essersi dissolti nel nulla, nell’assoluta indifferenza e rassegnazione dei più.

Il dilagare di episodi raccapriccianti, come quello di ieri della lite dei due minorenni a scuola, il continuo racconto che ci perviene dalla cronaca di episodi contrari alla morale e alla natura stessa dell’uomo ci lasciano ormai indifferenti.
Ormai quei valori trasmessi nell’ambito familiare che ci rendevano capaci di avere comportamenti coerenti con il convivere civile, privilegiando etica, rispetto, educazione e buon senso sembrano non esserci più.
Viviamo un’epoca nella quale reati infamanti vengono commessi sia sulla strada, che entro le mura domestiche, fino ad arrivare a quelli bestiali legati alla pedofilia.
E cosa dire del continuo attacco alla famiglia che si concretizza legalizzando matrimoni innaturali tra individui dello stesso sesso che pretendono persino il diritto di crescere dei bambini.
Anche la religione che, con i suoi codici morali, ha sempre promulgato i valori della persona, sembra, soprattutto in quest’ultimo pontificato, aver perso il suo ruolo ed indebolito il suo potere.
Non c’è dubbio che, senza accorgercene, la società ha subito un processo di degenerazione che ci sta portando dritti in fondo al baratro.

Individuarne l’origine è impresa ardua ma sicuramente una accelerazione si è avuta dal ’68 in poi quando il movimento che lo diede origine avviò una vera e propria rivoluzione sociale dei costumi che si concretizzò nel totale rifiuto delle regole, di qualsiasi natura, da quelle sociali a quelle della famiglia.
La famiglia patriarcale fu superata e l’autorità genitoriale subì feroci attacchi senza essere più accettata dai giovani, così come l’autorità scolastica o quella imposta dalla società.
Per i sessantottini l’uomo doveva liberarsi da qualsiasi regola in nome del “tutto consentito”.
L’imperativo era quello di combattere ogni imposizione e sovvertire quei principi fino ad allora ritenuti indiscutibili.
Questa voglia di “libertà” dagli schemi tradizionali, con le contestazioni che seguivano, ha operato un cambiamento radicale nei giovani e noi, oggi, viviamo nel disordine che ne è derivato.
Dopo tanti anni in cui i principi sostenuto dal ’68 hanno regnato imperanti viviamo meglio?
Lo spettacolo avvilente della nostra società ci dice esattamente il contrario: sono aumentate le depressioni, le nevrosi, i suicidi e i crimini.
Quel movimento rivoluzionario ha cambiato la nostra mentalità e il nostro modo di vivere, sottraendoci quei valori, che erano i nostri necessari punti di riferimento e lasciandoci solo insicurezze, insoddisfazioni ed infelicità, capaci di renderci sempre più fragili e di portarci facilmente allo sbando.
Oggi la sfida è ricostruire una società che possa riappropriarsi proprio di quei valori morali che i rivoluzionari dell’epoca combatterono, valori spirituali ed ideologici che hanno il compito di ristabilire un ordine morale, oltre a quelle garanzie, che sono alla base della vita di ognuno di noi e che creano una corretta convivenza con gli altri.
Forse un’azione sinergica tra una Chiesa restituita alla sua funzione dogmatica di difesa dei suoi valori, con il Suo messaggio cristiano e lo Stato, con una legislazione più attenta, può tracciare una nuova strada verso un futuro dove riscoprire il rispetto e l’amore nei confronti degli altri.

Luigi Rispoli

Pubblicato dal quotidiano ROMA il 08/10/2016

Alla vigilia del ballottaggio per decidere chi sarà il prossimo Sindaco di Napoli ho svolto questa mia riflessione che vi propongo nella considerazione che anche in questa tornata elettorale è mancato un vero dibattito sui problemi di Napoli.
Il meccanismo elettorale dell’elezione diretta del Sindaco finisce per orientare le attenzioni degli elettori solo ed esclusivamente sulle singole persone che si propongono a ricoprire l’ambito ruolo.
Alla fine la scelta è fatta considerando tutti gli elementi fatta esclusione per il progetto politico ed il modello di governo che il singolo candidato propone. E’ triste ma è così.
Mi permetto, quindi, di dare a questi due signori alcuni suggerimenti, anche se non richiesti, nel caso in cui dovessero risultare vincitori all’esito del turno di ballottaggio.
La crisi che colpisce Napoli non è solo economica e sociale, ma anche e soprattutto culturale. La città ha perso completamente una propria identità e sembra incapace di percorrere una strada per tirarsi fuori dalle sabbie mobili nelle quali sembra intrappolata. Vive chiusa in se stessa e ha perso la sua forza che era costituita principalmente dalla capacità di agire al di fuori di schemi consueti e datati.
Gli interessi particolari, specie quelli di una borghesia corrotta e svogliata, sono sempre prioritari rispetto a quelli della stragrande maggioranza dei napoletani, dove l’unica regola che vige è quella che tutto deve restare tristemente così com’è perché ogni opportunità di sviluppo è guardata con sospetto perché altera equilibri che sono ritenuti eterni.
Napoli, per questo, oggi appare come una città immobile, dove i giovani non trovano opportunità e le fasce più deboli della società scivolano nella povertà e nell’abbandono mentre la criminalità organizzata surroga lo Stato in gran parte del territorio.
Un modello di governo alternativo per questa città deve puntare decisamente ad un cambiamento radicale, da realizzare concretamente puntando su fattori fondamentali come lo sviluppo, la tutela dell’ambiente e un nuovo modello di welfare municipale.
Aprire la città all’area metropolitana agendo con il territorio e creando quelle sinergie con gli altri comuni per rimettere in moto l’economia. Napoli è al centro di una Area vasta e con l’istituzione della città metropolitana bisognerebbe guardare ad un orizzonte più vasto per riequilibrare funzioni tenendo conto che la priorità fondamentale resta il lavoro! Le Istituzioni facciano squadra per costruire un progetto di sviluppo ed attrarre investimenti.
Si difenda l’interesse generale, non gli orticelli e le rendite di posizione. Si tutelino le fasce deboli e chi è più indietro. No al clientelismo, spazio al merito. Si punti con decisione allo sviluppo di Bagnoli e dell’area occidentale cercando potenziali investitori. Si favorisca l’iniziativa privata e l’imprenditoria (in particolare, dei giovani). Si Valorizzino le competenze. Si punti sulla logistica integrata e le attività manifatturiere ad essa collegabili. Facciamo rinascere il porto, le riparazioni navali e tutte le attività legate alla risorsa mare. Investiamo nel turismo, finora poco valorizzato nonostante i continui arrivi di turisti, rendendo la città più pulita ed accogliente e organizzando servizi per il turismo culturale e crocieristico.
Salviamo i nostri monumenti dal degrado. Valorizziamo la nostra bellissima Napoli. Facciamo conoscere la nostra grande tradizione culturale e la nostra creatività artistica. Si crei il sistema ?#?Napoli?.

Non mi piace che in campagna elettorale si possa far leva sul disagio economico della gente, sulla miseria e la difficoltà di molte famiglie, per accaparrarsi voti. Mi spiace, quindi, che Gianni Lettieri abbia fatto una proposta, quella dei 600 €uro al mese, per 18 mesi, agli over 50 che perdono il posto di lavoro, che al pari della proposta del Reddito Minimo Cittadino avanzata da De Magistris, con una delibera di indirizzo e senza impegno economico, ha il sapore della demagogia spicciola, della presa in giro, senza nessuna possibilità di realizzazione.
Lettieri sostiene che avrebbe trovato le risorse disponibili nella programmazione dei Fondi europei. Intanto uno gli potrebbe obiettare che la gestione dei Fondi Europei è una competenza della Giunta Regionale e non del Sindaco di Napoli, per cui qualunque misura dovrebbe essere concordata con la giunta e non mi risulta che fino a questo momento sia prevista una cosa del genere.
Ma l’aspetto più importante è legato a diversi elementi che ne impediscono la realizzazione.
Per prima cosa chi perde un posto di lavoro ha già diritto ai trattamenti economici degli ammortizzatori sociali che per definizione sono un ventaglio di disposizioni normative finalizzate al sostegno del reddito di coloro che si trovano involontariamente in una situazione di disoccupazione.
Difficile immaginare, quindi, una duplicazione di misura di sostegno al reddito specie se la stessa è riferita solo a particolari segmenti del disagio sociale e non a tutti quelli che si trovano in una condizione di inoccupabilità.
Immagino, poi, che Lettieri quando parla di fondi europei pensi al Fondo sociale europeo (FSE), cioè a quello strumento utilizzato dall’Unione Europea per sostenere l’occupazione, aiutare i cittadini a trovare posti di lavoro migliori e assicurare opportunità lavorative più eque per tutti.
Il Fse funziona con l’UE che distribuisce i finanziamenti agli Stati membri e alle regioni al fine di sostenerne i singoli programmi. I programmi finanziano progetti per favorire e creare nuovi e migliori posti di lavoro.
Ed è proprio questo il punto, il Fse può finanziare solo interventi finalizzati alla creazione di nuova occupazione e non può essere mai, dico mai, utilizzato come misura di sostegno al reddito così come Lettieri promette.
Lettieri poi non sa che, allo stato, è in corso di adozione da parte del Governo nazionale l’estensione della misura di Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA), intervento che sostituirà la Carta acquisti sperimentale, che ha avuto una fase di sperimentazione già realizzata in dodici città tra cui proprio Napoli.
Bisognerebbe anche informare Lettieri, per evitare che continui a promettere a vuoto, che esiste agli atti del Consiglio Regionale un progetto di legge regionale per l’istituzione del reddito minimo garantito in Campania che sarà oggetto di un approfondito dibattito su questa misura di sostegno al reddito che dovrebbe riguardare tutti, e non solo gli over 50 come nella sua proposta.
Insomma proposte come queste andrebbero fatte tenendo conto dell’intero quadro normativo europeo, nazionale e regionale, perché la proposta lanciata nel modo in cui è stata formulata potrà essere utile per raccattare qualche voto, certamente non per dare concreto aiuto ai soggetti individuati e cioè gli over 50.
Del resto uno che aspira a fare il Sindaco dovrebbe sapere che tutte le azioni di governo pubbliche, da chiunque ente siano messe in campo, devono muoversi armonicamente all’interno del più complesso arco di norme e provvedimenti che chiamiamo Stato Sociale.
Il candidato civico Lettieri, quello che vuole i voti del centrodestra ma che poi se ne vergogna, esattamente come fa il suo amico Renzi, promette cose che non potrà mantenere.
La differenza con Marcello Taglialatela e con Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale sta anche in questo, la Destra quello che promette poi realizza!
?#?liberaNapoli? ?#?taglialatelasindaco?

(OMNINAPOLI) Napoli, 14 DIC – “Prosegue l’opera di distruzione del più antico presidio ospedaliero pediatrico della città da parte dell’attuale Direttore Generale”. Così Luigi Rispoli presidente cittadino di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, a commento della notizia della chiusura del pronto soccorso dell’Ospedale Annunziata di Napoli. “Il Direttore Generale, famoso per aver chiuso la ginecologia dell’Annunziata per la caduta di quattro calcinacci e per aver favorito la perdita della Tin a favore dell’Università, si è reso protagonista di un ulteriore grave episodio di depotenziamento dell’Ospedale. Da qualche giorno, infatti, sia all’esterno che all’interno dell’Ospedale Annunziata, sono stati affissi degli avvisi con i quali si rende noto che il Pronto Soccorso non c’è più. Da anni sto denunciando l’esistenza di una strategia che punta a far scomparire l’Ospedale dell’Annunziata per realizzare a Napoli un regime di monopolio nella Pediatria tutta a favore dell’Ospedale Santobono – ha continuato l’esponente del Partito guidato da Giorgia Meloni – . Come se fossero petali di una margherita ad una ad una la direzione generale ha operato per eliminare funzioni e servizi al vecchio nosocomio trasferendoli, in molti casi, unitamente alle professionalità esistenti, al Santobono. Noi abbiamo già detto che questa è una scelta scellerata che si è già rivelata fallimentare perché l’ospedale del Vomero è una struttura che da sola non può rispondere in maniera puntuale ed efficace a quello che è il bisogno di assistenza ospedaliera di una platea come quella della provincia di Napoli. Non ho capito a quale modello di sanità si riferisse il Presidente De luca quando, appena qualche giorno fa, parlava di standard dei servizi. Se questi sono i risultati, con l’eliminazione di un fondamentale servizio nel cuore del Centro Storico della città quale il pronto soccorso pediatrico, allora siamo messi proprio male. Spero che il neo commissario alla sanità campana, Joseph Polimeni, dia subito applicazione al Decreto Commissariale che trasferiva l’Ospedale dell’Annunziata nella gestione della ASL NA1. Prima che sia troppo tardi”, ha concluso il presidente cittadino di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

(OMNINAPOLI) Napoli, 21 OTT – “La Corte Costituzionale dichiara inammissibile il ricorso del Sindaco di Napoli contro l’incostituzionalità della Legge Severino e certifica come De Magistris abbia occupato impropriamente in questi ultimi mesi la poltrona di primo cittadino. Ma la vicenda che riguarda il Sindaco arancione è pressoché ormai risolta. Ci avviamo di fatto verso la scadenza naturale di quello che sarà il suo ultimo mandato da primo cittadino, visto il fallimento della sua azione politica ed amministrativa”. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta Marcello Taglialatela e Luigi Rispoli, rispettivamente Deputato di Fratelli d’Italia – An e Presidente cittadino del Partito. “Cinque anni in cui Napoli è stata condannata all’arretratezza ed al sottosviluppo, con le periferie abbandonate al proprio destino quasi non fossero parte integrante della città e con il centro storico privato ancora oggi dei Fondi Europei necessari al suo rilancio, per via della sola incapacità di questa amministrazione. Questi sono solo due dei grandi fallimenti della “rivoluzione arancione” che si è caratterizzata per la totale mancanza di una visione che potesse portare la nostra città li dove merita di essere per bellezza, storia e tradizioni”, continuano i due esponenti di Fratelli d’Italia. “Per quanto riguarda il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, la sua situazione dimostra l’egoismo ed il disprezzo che hanno quest’ultimo ed il Partito Democratico nei confronti delle Istituzioni e dei cittadini della nostra regione. L’ex Sindaco di Salerno si è candidato nonostante la sua situazione giuridica fosse già molto chiara, condannando la Regione Campania, già nei primi mesi del suo mandato, all’immobilismo ed alla paralisi. Una condizione grave che rischia, nel futuro prossimo, di protrarsi altri mesi ancora, visto che la Severino è chiara e, come dimostra la vicenda De Magistris, non ammette interpretazioni”, hanno concluso Taglialatela e Rispoli.

(OMNINAPOLI) Napoli, 09 OTT – “Viviamo un clima di emergenza sociale e moriremo aspettando il Master Plan promesso da Renzi”. Lo dice il presidente cittadino di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di Napoli, Luigi Rispoli. “Dopo il rapporto SVIMEZ anche il bilancio sociale della Campania presentato oggi a Napoli dal presidente dell’Inps Tito Boeri, conferma che la situazione che stanno vivendo Napoli e la Campania è molto grave. Una situazione che dal 2008 ad oggi ha visto diminuire gli occupati in Campania di 129.000 unità senza che se ne creasse alcuno, così come certifica la CGIA di Mestre, mentre per lo studio presentato questa mattina dall’INPS, nessun beneficio si è avuto dalla entrata in vigore dello Job-Act”, aggiunge. “Non vi è alcun dubbio -ha dichiarato l’esponente del partito della Meloni- che l’enorme disagio sociale che si vive in questa parte del paese ha avuto una ricaduta immediata sui consumi con un calo della domanda molto significativo e determinando nei settori dell’edilizia, del manifatturiero e del piccolo commercio i contraccolpi più negativi. Quasi naturale che l’assenza di qualunque prospettiva per i nostri giovani faccia aumentare l’esercito al soldo della malavita organizzata che è l’unica industria che non ha risentito della crisi economica in questi anni. Necessario -ha concluso Rispoli- un cambio immediato nelle politiche del governo che deve da subito mettere in campo in campo misure per sostenere le tantissime famiglie in difficoltà e rimettere in moto l’economia in una regione dove l’uso degli ammortizzatori sociali è massiccio e dove rischia di dilagare anche la povertà”.

“Per mettere al riparo gli autobus pubblici da atti vandalici ed aggressioni utilizziamo i tirocini del programma Garanzia Giovani” così Luigi Rispoli, Presidente cittadino di Fratelli d’Italia-An.

“I tirocini formativi – ha proseguito Rispoli- sono una misura che se adottata dalle aziende di trasporto pubblico non comporterebbero alcun aggravio di spesa a loro carico.

Una speciale opportunità per i giovani eventualmente inseriti che avrebbero la possibilità di fare una importante esperienza di vita oltre che formativa.

I giovani coinvolti –ha continuato l’esponente del partito di Giorgia Meloni- potrebbero svolgere il compito che una volta era dei cosiddetti bigliettai consentendo alle aziende di trasporto anche di sperimentare concretamente la possibilità e la sostenibilità economica per reintrodurre la vecchia figura professionale.

Secondo i nostri calcoli in una sperimentazione del genere potrebbero essere coinvolti non meno di quattrocento giovani divisi su più turni che, oltre a garantire maggiore sicurezza sui bus, potrebbero anche aiutare ad alzare il livello della qualità del trasporto locale pubblico.

Due obiettivi, quindi, uno è quello di dare una opportunità a centinaia di ragazzi di una esperienza di lavoro e l’altra di consentire alle aziende che svolgono TPL di sperimentare la sostenibilità di un progetto di inserimento lavorativo di bigliettai.

Le risorse ci sono –ha concluso Rispoli- anzi se non utilizzate in gran parte torneranno indietro, ed anche per questo sarebbe un delitto se le aziende che svolgono il servizio di TPL, prima tra tutte ANM e CTP, non cogliessero al volo l’occasione”.

(OMNINAPOLI) Napoli, 04 AGO – “Quello che si sta verificando su Bagnoli è un vero e proprio match tra irresponsabili tra Renzi e De Magistris: il primo è da più di un anno, dall’approvazione dello Sblocca Italia, che deve provvedere alla nomina del Commissario Straordinario, mentre il secondo, attraverso documenti ufficiali in nostro possesso che abbiamo presentato stamattina alla stampa, non ha utilizzato 50 MlN di euro dati al Comune dal Ministero dell’ambiente nel 2011 e destinati alla bonifica dell’area di Bagnoli. Quei fondi sono stati destinati ad altre spese da parte del comune e come fratelli d’Italia-An avvieremo tutte le iniziative necessarie per capire realmente che fine abbiano fatto. Ovviamente a pagarne le conseguenze è la città di Napoli ed i nostri cittadini”. Così in conferenza stampa stamattina Luigi Rispoli, Presidente cittadino di Fratelli d’Italia-An.

“L’ennesima fumata bianca per la nomina del Commissario per Bagnoli testimonia di quanto poco interesse ci sia da parte del governo sul futuro di Napoli” E’ quanto dichiarato dal Presidente della città metropolitana di Napoli di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, Luigi Rispoli.

“Noi restiamo della nostra idea –ha continuato Rispoli- e cioè che Renzi deve modificare la norma e individuare un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio a cui affidare una delega sulla “questione Bagnoli” con il compito di coordinare il lavoro di tutti i Ministeri che hanno competenza nella vicenda e una supervisione sull’operato del Comune.

E’ grave che Renzi abbia fatto trascorrere inutilmente un anno da quando venne a Napoli a dichiarare che dal futuro di Bagnoli addirittura sarebbe dipeso il futuro del Sud. Ciononostante la nomina del commissario prevista da una norma che comunque provoca tante perplessità non arriva, mentre l’area occidentale di Napoli resta con tutti i suoi problemi insoluti.

La Bagnolifutura spa fallita, aree sotto sequestro, ingenti risorse sprecate per una bonifica mai avviata sono oggi lo specchio del fallimento delle amministrazioni comunali che si sono succedute da Bassolino fino a giungere a De Magistris, ma anche il banco di prova della poca serietà di Renzi che credo sia già al quarto finto annuncio di nomina il commissario.

Nel frattempo i cantieri aperti e in dirittura d’arrivo sono fermi e soggetti a degrado e raid vandalici. Parliamo della Porta del Parco che è costato 46 milioni. Il Parco dello sport, 24 ettari di impianti sportivi che è bloccato perché mancano 5 dei 37 milioni necessari al completamento. Senza contare l’Acquario per le tartarughe già oggetto di intrusioni con danni stimati in tre milioni o il Il cantiere dei Napoli Studios che, allo stato, è fermo ma per il quale sono già stati spesi 5 milioni.

Renzi –ha concluso l’esponente del partito di Giorgia Meloni- abbia il coraggio di ammettere il proprio errore e adotti un nuovo provvedimento: lo Sblocca Bagnoli”.