Vai ai contenuti

la politica per passione

Non smetterò mai di sognare un mondo migliore. Luigi Rispoli

Archivio

Tag: Renzi

Dei danni della riforma costituzionale proposta da questo governo se ne discute ormai da tempo e molti costituzionalisti hanno abbondantemente spiegato nel merito le assurdità proposte e come, in questo caso, il cambiamento non corrisponda ad un miglioramento dell’impianto della nostra carta costituzionale.
Un argomento che però è stato poco trattato riguarda gli ulteriori danni che deriverebbero al Sud da una approvazione della riforma del Titolo V proposta ed in particolare dalla riscrittura dell’art. 116, quello cioè che dispone di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nel sistema delle Regioni.
La nuova formulazione dell’art. 116, infatti, fornisce un rilevante strumento di autonomia alle Regioni più virtuose sotto il profilo del bilancio (quelle più ricche), consentendo a queste ultime di accedere a forme e condizioni particolari di autonomia in alcuni ambiti di competenza esclusiva dello Stato tra i quali sono inclusi: il governo del territorio, le politiche attive del lavoro, l’ordinamento scolastico, la tutela dei beni culturali, l’ambiente, il turismo, il commercio con l’estero.
Si dà vita, quindi, ad un federalismo differenziato basato esclusivamente sulla capacità di reddito dei territori che punta a premiare le Regioni più ricche. Roba che neanche la Lega Nord sarebbe mai riuscita ad immaginare.
Si perché se consideriamo il pil pro capite le regioni più povere sono Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, Basilicata, Sardegna, Molise e Abruzzo, cioè l’intero Sud che con questi dati, ovviamente, non ha alcuna regione che può essere considerata virtuosa e quindi dipenderà in settori vitali dell’economia, pensiamo soltanto alla tutela dei beni culturali ed al turismo, direttamente da Roma.
Per fare un esempio concreto da settimane si discute sulla scelta che il Governo Renzi, calpestando le regole elementari della democrazia, e del diritto alla vita, ha già stabilito dove sarà ubicato l’ennesimo deposito di scorie nucleari, e cioè nel sud.
A legislazione vigente quando il Governo avrà individuato con maggiore precisione la località, la regione coinvolta potrà opporsi in tutte le sedi richiamando anche una specifica competenza in materia di governo del territorio.
Cosa accadrà se la riforma di Renzi dovesse essere approvata? Che Roma decide per noi e nessuno si potrà più opporre perché l’autonomia in materia di governo del territorio è riconosciuta solo alle regioni ricche, cioè a quelle del nord.
Alla luce di queste considerazioni risulta evidente che votando per il SI i meridionali, in particolare, condanneranno le future generazioni di questi territori ad una condizione per la quale non solo l’attuale gap nord/sud non sarà colmato, ma che non ci saranno le condizioni per poterlo colmare perché le regioni ricche continueranno ad arricchirsi mentre quelle povere non avranno neanche l’autonomia di poter scegliere modelli di sviluppo adeguati alle proprie esigenze.

“L’ennesima fumata bianca per la nomina del Commissario per Bagnoli testimonia di quanto poco interesse ci sia da parte del governo sul futuro di Napoli” E’ quanto dichiarato dal Presidente della città metropolitana di Napoli di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, Luigi Rispoli.

“Noi restiamo della nostra idea –ha continuato Rispoli- e cioè che Renzi deve modificare la norma e individuare un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio a cui affidare una delega sulla “questione Bagnoli” con il compito di coordinare il lavoro di tutti i Ministeri che hanno competenza nella vicenda e una supervisione sull’operato del Comune.

E’ grave che Renzi abbia fatto trascorrere inutilmente un anno da quando venne a Napoli a dichiarare che dal futuro di Bagnoli addirittura sarebbe dipeso il futuro del Sud. Ciononostante la nomina del commissario prevista da una norma che comunque provoca tante perplessità non arriva, mentre l’area occidentale di Napoli resta con tutti i suoi problemi insoluti.

La Bagnolifutura spa fallita, aree sotto sequestro, ingenti risorse sprecate per una bonifica mai avviata sono oggi lo specchio del fallimento delle amministrazioni comunali che si sono succedute da Bassolino fino a giungere a De Magistris, ma anche il banco di prova della poca serietà di Renzi che credo sia già al quarto finto annuncio di nomina il commissario.

Nel frattempo i cantieri aperti e in dirittura d’arrivo sono fermi e soggetti a degrado e raid vandalici. Parliamo della Porta del Parco che è costato 46 milioni. Il Parco dello sport, 24 ettari di impianti sportivi che è bloccato perché mancano 5 dei 37 milioni necessari al completamento. Senza contare l’Acquario per le tartarughe già oggetto di intrusioni con danni stimati in tre milioni o il Il cantiere dei Napoli Studios che, allo stato, è fermo ma per il quale sono già stati spesi 5 milioni.

Renzi –ha concluso l’esponente del partito di Giorgia Meloni- abbia il coraggio di ammettere il proprio errore e adotti un nuovo provvedimento: lo Sblocca Bagnoli”.

“Quello di Renzi su Bagnoli è sadico accanimento” E’ quanto ha dichiarato il Presidente di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale della città metropolitana di Napoli, Luigi Rispoli, riguardo all’ennesimo slittamento della nomina del Commissario per Bagnoli da parte del Governo Nazionale.

“Veramente non si comprende – ha continuato Rispoli- come è possibile che la vicenda di Bagnoli venga inserita, per superare l’impasse, all’interno del decreto Sblocca Italia dedicandogli un intero articolo (L. 11/11/2014 art. 33), sancendo in questo modo il carattere d’urgenza del provvedimento e poi bloccandolo per 8 mesi senza riuscire a nominare il Commissario.

Non era Renzi che dichiarava il 14 agosto scorso, durante una visita a Napoli, «Se riparte Bagnoli, riparte il Sud»? Con queste parole annunciava il rilancio dell’area ex Italsider, parole che viste alla luce del nulla che il governo ha prodotto finora sanno di amaro per i napoletani.

Un provvedimento –ha detto ancora l’esponente del partito di Giorgia Meloni- che conteneva parecchie incongruenze e che di fatto strappa l’area dalla competenza del Comune di Napoli trasferendola a Palazzo Chigi che avrebbe dovuto individuare le strategie da mettere in campo per il suo risanamento.

Da ottobre, intanto, gran parte dei suoli dell’ex acciaieria sono per l’ennesima volta sotto sequestro per violazione della normativa ambientale e da allora tutti gli aspetti legati alla bonifica spettano già al Governo che anche su quel fronte è stato tragicamente immobile.

La incapacità di De Magistris era stato utile per far digerire alla città uno scippo che mai si era visto prima, con il Governo che avocava a sé d’imperio competenze proprie della Giunta e del Consiglio Comunale, ma ora di fronte all’immobilismo totale neanche quello può servire a giustificare Renzi.

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, invece di percorrere la strada politica preferisce annunciare ricorsi e azioni giudiziarie. Insomma, un intrigo, che coinvolge Governo, Comune, Magistratura, in guerra l’uno contro l’altro con la città condannata ad assistere uno spettacolo indecente.

Mi vengono in mente –ha concluso Luigi Rispoli- le parole di una famosa canzone del mai troppo compianto Pino Daniele che diceva “Napule è na carta sporca e nisciuno se ne mporta”!

“Su Bagnoli il Sindaco parla ma sembra dimenticare che in questi quattro anni di sua permanenza a Palazzo S. Giacomo abbiamo potuto registrare solo passi indietro” così il Presidente cittadino di Fratelli d’Italia –  Alleanza Nazionale, Luigi Rispoli.

“Proprio per superare l’impasse determinata dalle scelte del Comune e dal fallimento di Bagnolifutura Renzi decise di dedicare a Bagnoli un intero articolo del decreto Sblocca Italia che di fatto avocava al suo Governo la competenza per individuare le strategie da mettere in campo per il risanamento di quell’area.

Nonostante il carattere d’urgenza del provvedimento legislativo emanato dal Governo, però, delle decisioni conseguenziali previsti dal decreto (nomina del Commissario e del soggetto attuatore) ad oggi non c’è neanche l’ombra con il risultato che abbiamo perso solo altro tempo.

Napoli – ha continuato l’esponente del partito di Giorgia Meloni – non può più attendere inutilmente stretta in una morsa tra i vuoti annunci di Renzi e la demagogia di De Magistris. Bagnoli rappresenta un’autentica risorsa per la città ed è ora di avviare concretamente il risanamento”.

“Non dobbiamo neanche dimenticare –ha detto ancora Rispoli – che ci troviamo di fronte ad una delicata situazione ambientale e che da ottobre scorso gran parte dei suoli dell’ex acciaieria sono per l’ennesima volta sotto sequestro per violazione della normativa e da allora tutti gli aspetti legati alla bonifica (per cui negli anni sono stati spesi oltre 100 milioni) sono comunque già in capo al Governo”.

“Per questo motivo – ha concluso Luigi Rispoli – i ritardi di Renzi e del suo Governo non sono più accettabili e chiediamo che Palazzo Chigi maturi urgentemente una decisione definitiva su Bagnoli”.