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Non smetterò mai di sognare un mondo migliore. Luigi Rispoli

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Tag: rifiuti

La vicenda degli staffisti che De Magistris vuole assumere in accordo con tutti i consiglieri della Città Metropolitana richiama l’attenzione su una istituzione che ormai avevamo dimenticato, distrutta nel ruolo e nelle funzioni dalla cosiddetta riforma Del Rio.
Al di là della inopportunità della scelta fatta a Piazza Matteotti, la vicenda degli staffisti rischia di far perdere di vista la enorme responsabilità politica del Sindaco per aver sin qui utilizzato l’ex provincia esclusivamente come camera di compensazione per gli equilibri della sua maggioranza di palazzo San Giacomo strafregandosene, invece, dei servizi che l’ente comunque avrebbe dovuto garantire ai cittadini.
La Città Metropolitana, pur nel “papocchio” che il Governo Renzi ci ha consegnato, potrebbe ancora oggi, come ente di governo di area vasta, svolgere un ruolo importante tenendo conto che l’area metropolitana di Napoli ha delle peculiarità che la distinguono nettamente dalle altre: l’alta densità di popolazione; una città capoluogo dove si concentra circa un terzo degli abitanti della Regione oltre che la gran parte delle attività culturali ed imprenditoriali; la presenza di comuni che per numero residenti potrebbero in gran parte essere considerati, in altre realtà, altrettanti capoluoghi di provincia.
In questo quadro e considerato la contiguità dei centri urbani risulta evidente che temi come quelli della crescita economica, della formazione professionale, della pianificazione territoriale ed urbanistica, dei trasporti e della viabilità, delle infrastrutture, dell’ambiente, della sanità, della scuola, del turismo e dell’assistenza, avrebbero la necessità di essere governati con scelte chiare e con una visione di area vasta e sovracomunale che potrebbero trovare sintesi proprio in una istituzione come la città metropolitana.
Per rendere incisiva l’azione di governo della città metropolitana di Napoli andrebbe garantito, però, una governance autorevole che solo l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio metropolitano può garantire, consentendo agli elettori di tutta la provincia di poter scegliere chi deve governare l’Ente eliminando l’attuale meccanismo di cooptazione del sindaco del comune capoluogo che, di fatto, esclude dalla scelta i cittadini degli altri 91 comuni della provincia creando una distanza abissale tra Piazza Matteotti e le comunità amministrate.
Lo statuto della Città Metropolitana di Napoli, adottato con deliberazione della Conferenza Metropolitana n.2 dell’11 giugno 2015, all’art. 18 ha previsto il sistema della elezione diretta del Sindaco e del Consiglio metropolitano ma, in coerenza con la legge statale, lo condiziona alla ripartizione in zone dotate di autonomia amministrativa del territorio del Comune capoluogo.
De Magistris, che inserì questo articolo perché frutto di un accordo con tutte le forze politiche necessario per approvare lo Statuto, ha la grande responsabilità politica di aver fatto scivolare nel dimenticatoio questa possibilità e di non aver adottato, da Sindaco di Napoli, alcun atto amministrativo necessario a rendere effettiva la previsione del predetto art. 18.
Su questo punto, a mio avviso, le forze politiche, in particolare quelle di opposizione, dovrebbero incalzare l’ex magistrato e la sua giunta, perché l’area metropolitana di Napoli ha bisogno, oggi più che mai, di una programmazione complessiva di sviluppo dell’area metropolitana.
Napoli Est e Bagnoli, ad esempio, risentono ancora oggi di una visione limitata ad una dimensione comunale. Immaginate se la strategia di sviluppo di queste due aree dismesse, alle quali abbiamo affidato gran parte delle speranze per il futuro di Napoli, potessero giovarsi di una prospettiva che tenga conto di tutta l’area che le circonda compreso quella dei comuni limitrofi in modo da poter disegnare una strategia complessiva in cui funzioni ed infrastrutture vengono individuate con un punto di vista che vada oltre la cinta urbana.
Ma anche servizi, come quello del trasporto pubblico locale, la gestione del ciclo dei rifiuti o quello della fornitura dell’acqua, andrebbero organizzati su scala metropolitana.
Si apra su questo punto un grande dibattito tra le forze politiche in città perché la città metropolitana può ancora rappresentare, pur nella approssimazione di una riforma discutibile, una opportunità, non la facciamo diventare l’ennesima occasione perduta.

‘Nuova candidatura sarebbe schiaffo Pd alla citta” (ANSA) – NAPOLI, 27 OTT – “Nessuna sentenza potra’ mai riabilitare Bassolino per gli errori commessi nella gestione del ciclo dei rifiuti”.

Lo afferma il presidente cittadino di “Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale” Luigi Rispoli, commentando la sentenza con la quale l’ex presidente della Regione e’ stato assolto insieme con l’ex Prefetto Pansa dalla accusa di abuso d’ufficio.
“Con l’uscita di scena di Bassolino – aggiunge Rispoli – pensavamo di esserci messi alle spalle una stagione che tanti danni ha provocato e di cui lo stesso Partito democratico si e’ sempre vergognato. Ora sembra che l’assenza di una classe dirigente all’altezza nel Pd napoletano, ed anche oggi questa assoluzione, proiettino Bassolino di nuovo sulla scena politica”.
Sul Bassolino – prosegue il presidente di Fdi – pende la condanna della Corte dei Conti, confermata in appello, con la quale gli si intima il pagamento di 3,2 milioni di euro per aver aperto un call-center che era sostanzialmente inutile e serviva solo per fare una operazione clientelare. Tutto cio’ accadeva proprio quando fu nominato Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti in Campania e grazie a tale ruolo, creo’ il call-center ambientale denominato Sosa”.
“Prima di santificare Bassolino si tenga conto anche di questa vicenda ed in ogni caso della condanna politica, senza appello, per aver condotto Napoli e la Campania in quel vicolo cieco che fu l’emergenza rifiuti e dalla quale riuscimmo ad uscire solo perche’ l’allora governo del centrodestra si assunse la responsabilita’ di aprire nuove discariche e l’impianto di Acerra, senza i quali ancora oggi saremmo inondati di spazzatura”.
“Speriamo che il Pd non voglia proporre il condannato Bassolino al Comune – conclude Rispoli – sarebbe un altro schiaffo alla citta’”.

(OMNINAPOLI) Napoli, 17 SET – “Se il Comune di Napoli vuole più lavoratori a disposizione di Asia deve tener conto prima di tutto dei CUB e dei BROS”.
Così il coordinatore cittadino, Luigi Rispoli, ed il Capogruppo al Comune, Enzo Moretto, di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. “Il management di Asia per giustificare le recenti gare per l’esternalizzazione di alcuni servizi ha fatto esplicito riferimento ad una carenza di personale e ad una eccessiva età avanzata dei dipendenti in servizio. Bisogna tenere conto, però, che la situazione di grande disagio sociale che sta vivendo la città impone di guardarsi intorno e se parliamo di ambiente vi sono due bacini di lavoratori cui fare riferimento. Uno è quello dei CUB, i lavoratori dei Consorzi che vantano anni di stipendi arretrati e che una legge regionale vorrebbe assunti da parte dei Comuni proprio per il servizio della raccolta differenziata nella quale sono da sempre impegnati. L’altra è quella dei Bros, lavoratori che hanno partecipato a numerosi percorsi di formazione proprio nell’ambito dell’ambiente e per i quali si potrebbero utilizzare gli ormai famosi 7 milioni e mezzo di EURuro derivanti dall’intesa siglata in Prefettura tra Governo, Regione, Comune e l’allora Provincia. Chiediamo a De Magistris di fare chiarezza perché combatteremo qualunque ipotesi di esternalizzazione dei servizi o assunzioni da parte dell’ASIA che non riguardi i CUB e i BROS”, conclude la nota dei due Dirigenti di Fdi-An.

(ANSA) – NAPOLI, 11 MAR – ”L’idea lanciata dal Sindaco di Napoli affinché sia l’Asia a realizzare l’impianto di compostaggio nell’area nord della città somiglia troppo alla propaganda fatta in campagna elettorale e che annunciava in tre mesi la raccolta differenziata al 70%”. E’ quanto afferma in una nota il Presidente del Consiglio provinciale di Napoli e portavoce regionale di FdI, Luigi Rispoli, commentando la proposta del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris che, in seguito all’esito della gara per il sito di compostaggio andata deserta, aveva proposto di affidare alla partecipata comunale il compito di realizzare l’impianto messo a gara. ”L’idea di far realizzare ad Asia l’impianto di compostaggio, con le adeguate linee di finanziamento, è assolutamente priva di ogni concretezza. L’Asia – ha sottolineato Rispoli – non ha sufficienti risorse finanziarie ne la competenze tecnica ma soprattutto non potrebbe svolgere quanto suggerito per precise ragioni gestionali”. ”Insomma – conclude Rispoli – siamo di fronte alla solita propaganda a cui il Sindaco di Napoli ci ha abituato, propaganda fine a se stesso e che non ha visto realizzare nella nostra città alcuna delle promesse da lui fatte”.

(ANSA) – NAPOLI, 17 GEN – Grazie ad un emendamento presentato in sede di bilancio dal gruppo provinciale di Fratelli d’Italia, è stato pubblicato il bando che prevede il trasferimento di risorse ai Comuni della Provincia per l’acquisto di compostiere domestiche. Le richieste per l’installazione delle compostiere, adatte a favorire la decomposizione aerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, saranno finanziate fino alla concorrenza massima di 3milioni e mezzo di euro. Soddisfatti il presidente della commissione ambiente Bellerè e il presidente del Consiglio Rispoli, i quali hanno dichiarato che tali attrezzi sono sufficienti a smaltire rifiuti organici domestici prodotti da una famiglia media di 4 persone, incentivando l’impegno per ridurre al minimo la quantità dei rifiuti prodotta e rendere massima la quantità e qualità dei rifiuti riciclati hanno concluso i due esponenti di Fratelli d’Italia.

(ANSA) – NAPOLI, 18 LUG – “Abbiamo fiducia nella Magistratura, così come siamo altrettanto fiduciosi che il Consigliere comunale Marco Nonno saprà dimostrare la sua totale correttezza ed estraneità ai fatti contestatigli che gli sono valsi, finora, una richiesta di condanna a 13 anni di reclusione ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Richiesta che, pur nel consueto rispetto della Magistratura, appare in ogni caso abnorme”. Così Luigi Rispoli, Presidente del Consiglio provinciale di Napoli e componente del Comitato regionale di Fratelli d’Italia. “Occorre, infatti – ha concluso Rispoli – tenere sempre presente che l’attività svolta dal Consigliere Nonno nei giorni in cui si ipotizzò la riapertura della discarica di Pianura fu svolta esclusivamente a tutela del territorio e nell’interesse della comunità, rappresentando quella ipotesi una grave minaccia alla salute dei cittadini del quartiere ed all’ambiente tutto. Tant’è che poi da quello sciagurato piano si è opportunamente desistito”.

“E’ fondamentale che la Regione Campania acceleri l’iter per l’approvazione della nuova legge per il riordino dei consorzi di bacino.” È questa la richiesta di Luigi Rispoli candidato al senato per Fratelli d’Italia, “I consorzi” prosegue Rispoli “sono in un‘impasse normativo e amministrativo che non può perdurare. L’assessore Romano, che da sempre è stato sensibile al problema della gestione dei consorzi, si attivi con il consiglio regionale per calendarizzare al più presto la discussione in aula. Voglio ricordare” sottolinea l’esponente di fdi “ che solo nel consorzio di Napoli e Caserta ci sono 2000 lavoratori che non percepiscono lo stipendio da mesi”.

Lo sviluppo è un obiettivo che ha in sé contrasti con il rispetto dell’ambiente. Un partito conservatore moderno si definisce in ragione della volontà di avere cura per terra, aria, acqua, vita, per trasmettere il patrimonio ereditato alle generazioni future. La sinistra ha ridotto la visione ambientalista a una retriva battaglia ideologica contro le forme d’interazione tra uomo e natura. Un’altra convivenza è possibile e può offrire risposte alle esigenze energetiche, abitative, infrastrutturali e di sviluppo economico, attraverso il rispetto dei parametri di sostenibilità. 

La fotografia dell’Italia è inquietante: patrimonio culturale in rovina, abusi edilizi, insediamenti in zone archeologiche e di pregio, a rischio sismico o idrogeologico, con rischi esponenziali enormi. 

Nel ventesimo secolo sono stati oltre 12.600 i morti, feriti e dispersi, migliaia le case e i ponti distrutti, milioni i chilometri di strade e ferrovie interrotti. Il numero degli sfollati e dei senzatetto supera i 700.000 (il 75% a causa di inondazioni).

Ci vorrebbero 44 miliardi per contenere il rischio idrogeologico, ma con gli stanziamenti  messi in campo dal Governo ci vorranno più di 100 anni per la messa in sicurezza del  territorio. 

Occorre inoltre ripensare il rapporto tra l’uomo e gli animali, troppo spesso privati della dignità di esseri viventi capaci di provare dolore e ridotti a oggetti per soli interessi economici. Chiusi in allevamenti industriali che li trasformano in macchine da cibo privandoli persino della luce del sole. Diceva Gandhi che la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali: per questo occorre recuperare il rispetto nei loro confronti, trattandoli come esseri viventi e non come oggetti da utilizzare per massimizzare la produzione.

Le scelte:

  • Priorità al risparmio energetico, con azioni decise e non più rinviabili che possono fruttare un 30% in meno di consumi (e quindi di bolletta). E’ urgente razionalizzare e rilanciare le fonti rinnovabili: fotovoltaico, solare termico, eolico, biomasse, geotermico nella logica di distribuzione orizzontale e dell’autoproduzione. Avere il coraggio di investire sulla ricerca, capeggiando, da paese industrializzato privo di centrali nucleari, il consorzio internazionale per la fusione nucleare, cioè il nucleare pulito.
  • Investimento sul consumo di prodotti locali, a partire dall’agricoltura, riducendo i costi dei trasporti e della conservazione, l’inquinamento relativo provocato, sostenendo l’economia locale, rispettando vocazioni e tradizioni dei luoghi, producendo benessere e salute.
  • Pur comprendendo che l’adozione di moderni sistemi di coltivazione garantisce una quantità di produzione e di presenza sui mercati mondiali sconosciuta in precedenza, riteniamo che debbano prevedersi forme di forte premialità verso chi opera senza il ricorso agli Ogm, il ricorso ai quali rischierebbe di snaturare la tendenza qualitativa e non quantitativa della nostra filiera agricola. La coltivazione della terra, la pastorizia e l’allevamento sono il frutto secolare dell’amore per il territorio e del rispetto per i cicli della natura, volerli stravolgere in nome della frenetica volontà di disporre sempre e comunque di ogni prodotto, determina un generale impoverimento della qualità e delle specificità che fanno grande e inimitabile il nostro patrimonio, e che costituiscono l’elemento di prima e più immediata riconoscibilità internazionale del “made in Italy”.
  • Niente discariche né inceneritori: è l’obiettivo strategico a cui tendere nel medio-lungo periodo. Il principio ispiratore del ciclo dei rifiuti è quello di riutilizzare gli scarti come materia prima seconda. In tutto il mondo sviluppato le materie raccolte e riciclate vengono vendute nell’industria. Da noi si gettano ancora in discarica, magari abusivamente o senza aver impermeabilizzato il suolo e paghiamo anche profumatamente chi li riceve. Produrre meno rifiuti, vietare imballaggi inutili e costosi, reintrodurre il vuoto a rendere, fare la raccolta porta a porta, sviluppare la filiera industriale dei materiali riciclati. Se questo ciclo viene messo in atto, la quantità residua di rifiuti è talmente scarsa e di così basso valore energetico che non vale la pena incenerirla, eliminando i danni per ambiente e salute. Facendo i giusti investimenti e perseguendo questa politica, entro pochi anni può essere raggiunto l’obiettivo di rendere ‘superflue’ le grandi discariche e gli inceneritori. Gli inceneritori, infatti, possono produrre energia elettrica solo se bruciano legno, carta e plastica. E, di fatto, oggi funzionano solo perché sostenuti impropriamente con i finanziamenti del famigerato Cip6 (quota parte della bolletta elettrica che dovrebbe aiutare solo le energie rinnovabili e invece in Italia finisce soprattutto sulle fonti ‘assimilabili’).
  • Incentivazione del sistema premiale per la gestione del territorio e del paesaggio, i vincoli passivi sono un sistema superato. Potenziare i sistemi volti alla valorizzazione e allo sviluppo sostenibile: recupero dei centri storici con adeguate semplificazioni amministrative.  Si agli alberghi diffusi, ai borghi dei mestieri, ai servizi per i circuiti culturali e i distretti turistici, agli incentivi per il recupero e le ristrutturazioni degli immobili di valenza storica. Promozione delle delocalizzazioni dalle zone rosse, e quindi a rischio, con crediti edilizi.
  • Sviluppo eco-sostenibile delle città conciliando rispetto dell’ambiente, qualità della vita e servizi per la collettività. Superamento della dimensione quantitativa nello sviluppo urbano e aumento degli investimenti dello Stato con semplificazione dei vincoli per le amministrazioni locali e le imprese che progettano Smart Cities. Sostituzione edilizia, premi di cubatura in cambio della realizzazione di quartieri moderni e di bio-architettura, in luogo di quelli intensivi, ex abusivi, degradati e atomizzanti.
  • Incentivare l’utilizzo di metodi di ricerca scientifica alternativi alla sperimentazione animale, già proibita a livello europeo in ambito cosmetico, e garantire il recupero degli animali sopravvissuti alla sperimentazione. Imporre uno standard minimo di benessere per gli animali negli allevamenti, che preveda un adeguato spazio di movimento anche all’aperto per garantire una vita dignitosa agli animali e anche la salute dei cittadini.

33) RIFIUTI ZERO

Niente discariche né inceneritori. Non è uno slogan velleitario. Il futuro (e il presente…) nel ciclo dei rifiuti è riutilizzare gli scarti come materia prima seconda. In tutto il mondo sviluppato, le materie raccolte e riciclate dai rifiuti vengono vendute e riutilizzate nell’industria. Da noi si gettano in discarica, magari abusivamente o senza aver impermeabilizzato il suolo. E per gettarli in discarica dobbiamo pure pagare il proprietario che li riceve. Produrre meno rifiuti e imballaggi inutili e costosi, reintrodurre il vuoto a rendere, fare la raccolta differenziata porta a porta, sviluppare la filiera industriale dei materiali riciclati. Nel mondo avanzato funziona così, può succedere anche da noi. Se questo ciclo viene messo in atto, la quantità residua di rifiuti è talmente scarsa e di così basso valore energetico che non vale la pena bruciarlo nei termo-combustori. Gli inceneritori, infatti, possono funzionare e produrre energia elettrica solo se bruciano legno, carta e plastica. E, di fatto, oggi in Italia funzionano solo perché sono sostenuti dai finanziamenti del famigerato CIP6, che paghiamo tutti con la bolletta elettrica che, come è noto, sottraggono importanti risorse alle energie rinnovabili per scopi impropri.

(ANSA) – NAPOLI, 17 AGO – “La Provincia di Napoli ha finanziato 34 isole ecologiche in 34 comuni per un importo complessivo di uro 9.297.319,00. E’ la strada giusta e soprattutto la dimostrazione che si sta rispettando il programma elettorale che ci siamo preposti in materia di gestione dei rifiuti e tutela dell’ambiente. Personalmente in quanto sostenitore della linea rifiuti zero e da sempre contro la riapertura delle discariche in provincia di Napoli trovo il risultato molto importante e incoraggiante”. Lo rende noto il Presidente del consiglio Provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, commentando il Rendiconto dei finanziamenti delle attività finalizzate a favorire ed incrementare la raccolta differenziata e realizzate dalla Provincia di Napoli. “Voglio ringraziare in Particolare l’Assessore Caliendo – ha proseguito Rispoli – che ha ben saputo promuovere azioni politiche al fine di realizzare isole ecologiche in tutti i Comuni della provincia di Napoli, dando priorità ai Comuni nei quali tali impianti non erano presenti e finanziando l’acquisto di macchinari, automezzi ed attrezzature di supporto alle fasi della raccolta differenziala, come premialità per i Comuni in regola con le disposizioni di legge”. “Le azioni – prosegue il Presidente del consiglio Provinciale – sono state attuate con un impegno finanziario di diversi milioni di euro, raggiungendo risultati nettamente superiori rispetto al passato – continua come si evince dai dati relativi alla raccolta differenziata del 2010, certificati e pubblicati, ed altresì dall’incremento percentuale risultante dai dati 2011, validati e in corso di certificazione”. “Relativamente alle risorse impiegate per le attività specifiche – conclude Rispoli – ricordiamo che con un primo Bando dell’Amministrazione Provinciale, sono state ammesse a finanziamento 34 Isole Ecologiche da realizzarsi in altrettanti Comuni, per un importo complessivo di 9.297.319,00″.